Considerazioni sull'acqua per la produzione di piante in contenitore

Doug Bailey, Ted Bilderback e Dick Bir
Department of Horticultural Science North Carolina State University

Traduzione e adattamento a cura di Paolo Marzialetti

Qualità e quantità di acqua sono molto importanti nella produzione delle piante in contenitore.
L'articolo indica delle linee guida sugli aspetti qualitativi e quantitativi per la gestione ottimale dell'acqua.


Stima delle risorse idriche ed efficienza degli impianti

I bacini di superficie sono la fonte primaria di irrigazione per la maggior parte dei vivai . I pozzi sono usati spesso per ricaricare e per rifornire d'acqua i bacini. Molti vivai hanno sempre captato e riciclato le acque di scolo dell'irrigazione per riutilizzarle.

Con l'aumentare della preoccupazione per l'ambiente circa le acque di scolo, negli ultimi anni è aumentata anche questa pratica. I coltivatori possono ridurre i potenziali problemi causati dai residui di concimi, di antiparassitari e dagli organismi patogeni che possono essere presenti nell'acqua riciclata, consentendo il filtraggio dell'acqua di ritorno attraverso aree di fitodepurazione prima di reimmetterla nei bacini primari di approvvigionamento irriguo. Degli aeratori potranno contribuire ad ossigenare le acque di superficie e favorire l'abbattimento della microflora e delle impurità. Molti vivai inoltre hanno introdotto processi di trattamento delle acque quali la clorazione ed una completa filtrazione prima di riutilizzarle.

La maggior parte delle specie da vivaio allevate in contenitori da 3 a 18 litri viene bagnata con irrigatori a pioggia. Per un corretto funzionamento ogni singolo irrigatore può richiedere fino a 55 litri all'ora. I professionisti che progettano gli impianti di irrigazione per i vivai di vasetteria suggeriscono una riserva d'acqua minimo di 250 metri cubi per ettaro al giorno. Un'altra indicazione comunemente applicata per stimare il fabbisogno idrico è quella di un fabbisogno annuale di 15.000 - 30.000 metri cubi di acqua per ettaro di vasetteria. Se durante l'anno la vasetteria fosse irrigata per 163 giorni con una quantità di 25 litri/metro quadro, sarebbero richiesti annualmente circa 40.000 metri cubi di acqua per ettaro di vasetteria. Di conseguenza, suggeriamo di fare riferimento a questa ultima stima per valutare il fabbisogno idrico annuale di un ettaro di vasetteria.

Anche le serre usano grandi volumi d'acqua d'irrigazione, valutata in 20 litri/metro quadro di area coperta al giorno. Una serra di 1000 metri quadri utilizza circa 20 metri cubi d'acqua al giorno per l'irrigazione. Senza considerare l'acqua per i sistemi di raffreddamento per evaporazione (Cooling system).

L'acqua usata per il raffreddamento durante i mesi estivi può incrementare notevolmente il fabbisogno totale. In condizioni "ottimali", i consumi d'acqua del sistema di raffreddamento possono arrivare fino a 0,17 litri per 280 metri cubi al minuto di portata del ventilatore. Ciò corrisponde ad una richiesta di punta di circa 17 litri al minuto per 1000 metri quadri di serra. Tenere presente che i tassi di evaporazione variano drasticamente con l'umidità relativa e la temperatura. Considerando le variazioni di temperatura e di umidità relativa durante il giorno e la stagione, un dato "medio" più realistico dell'acqua di raffreddamento potrebbe essere 10 litri al minuto per 1000 metri quadri di serra. Se il pannello ed il ventilatore di raffreddamento viene utilizzato 12 ore al giorno, l'acqua di raffreddamento sarà circa 7,2 metri cubi al giorno per 1000 metri quadri.

Una stima del quantitativo d'acqua disponibile in un bacino di irrigazione può essere effettuata attraverso la valutazione della larghezza, lunghezza e profondità medie del bacino e la moltiplicazione di questi tre valori per determinare il volume approssimativo in metri cubi.

Se ad esempio ogni giorno eroghiamo 15 litri/metro quadro di acqua su un ettaro di vivaio, possiamo dividere la capacità dell'invaso per i 150 metri cubi richiesti al fine di determinare il numero di giorni di irrigazione garantiti. Questo calcolo non considera l'evaporazione e tutte le altre perdite di acqua dal bacino, ma è utile per la pianificazione delle risorse irrigue.

In pratica, la maggior parte dei coltivatori fornisce acqua ad un settore di vasetteria per un certo periodo di tempo, ad esempio 1 ora. Il volume reale di acqua applicato a quel settore è altamente variabile e dipende da:

1. modello e tipologia degli ugelli usati;

2. percentuale di sovrapposizione fra le aree coperte dai vari ugelli;

3. perdite di pressione e di portata lungo le linee ed a livello degli ugelli;

4. usura del foro di uscita dell'ugello; e

5. condizioni ambientali ed evaporazione come ad esempio il vento.

Un volume comunemente suggerito per i contenitori da 1 gallone (3,78 litri - diametro superiore di 19 cm) è di 0,47 litri ogni irrigazione. Se su un ettaro di vasetteria da 1 gallone vengono applicati 250.000 litri di acqua (25 litri/metro quadro), in ciascun vaso entreranno 0,72 litri (con vasi accostati e non considerando le interferenze della vegetazione). I volumi di irrigazione realmente applicati possono essere meglio determinati se il vivaista installa un contalitri lungo la linea principale, dopo la pompa.

La misurazione reale dell'acqua applicata è il metodo migliore per determinare l'uniformità di distribuzione. Dei vasi con i fori tappati, dei barattoli o bicchieri possono essere disposti lungo una stiva della vasetteria prima del ciclo di irrigazione e l'acqua raccolta misurata alla fine del ciclo. Il volume d'acqua distribuito per ciascun vaso può essere calcolato approssimativamente disponendo dei recipienti con lo stesso diametro e la stessa spaziatura sotto l'irrigazione, misurando alla fine l'acqua che ci è finita dentro. Se il volume raccolto è molto variabile da uno all'altro, controllare gli irrigatori, in particolare il corpo e gli ugelli. Assicurarsi che il corpo dell'irrigatore sia perpendicolare al terreno. Se i bordi degli ugelli sembrano irregolari o i fori d'uscita più larghi rispetto a quelli nuovi, devono essere sostituiti. Se il vento crea problemi di distribuzione dell'acqua, prendere in considerazione la possibilità di realizzare un frangivento. L'efficienza dell'irrigazione può anche essere valutata svasando alcune piante ed osservando se il grado di umidità è uniforme nel contenitore innaffiato. Se l'irrigazione é sufficiente, non ci dovrebbero essere punti asciutti nella zona della radice e l'acqua dovrebbe aver bagnato l'intero contenuto del vaso. Se l'irrigazione continua dopo che l'acqua ha cominciato a fuoriuscire dai vasi, i fertilizzanti saranno lisciviati e le acque di scolo avranno elevati livelli di sostanze nutritive sprecate.

La maggior parte dei coltivatori irriga fino ad innaffiare adeguatamente anche le piante più asciutte. Se l'acqua viene distribuita uniformemente, ne sarà richiesta una minor quantità. Aumentare l'efficienza dell'impianto é il miglior modo per risparmiare l'acqua.


La qualità dell'acqua

La vostra acqua di irrigazione dovrebbe essere esaminata periodicamente per determinarne la qualità. Questa può contenere delle sostanze nutritive essenziali, come ad esempio il ferro, a concentrazioni abbastanza alte da giustificare una riduzione dei livelli applicati con i fertilizzanti. Le acque possono anche contenere elementi nocivi o microrganismi che dunque richiedono procedure correttive. La Tabella 1 elenca alcuni dei più importanti fattori di qualità da considerare per l'acqua di irrigazione da usare in serra e in vivaio. Se i risultati delle analisi indicano dei livelli sopra il limite superiore suggerito per un particolare fattore, non significa necessariamente che la vostra acqua è inutilizzabile, ma piuttosto che può richiedere un certo trattamento o una modifica della fertilizzazione.


Tabella 1: Valori limite dei diversi parametri raccomandati per le acque da usare su colture in contenitore in serra ed in vivaio. L'uso di acque eccedenti tali valori può portare a problemi nutritivi nelle colture sensibili e/o richiedere un trattamento o una modifica del piano di concimazione.
Fattore   Limite superiore
Reazione del Substrato
pH  accettabile da 5,4 a 7,0
Alcalinità  2 meq/L
       Carbonati Totali (CT come CaCO3) 100 ppm
       Bicarbonati (HCO3-) 122 ppm
       Durezza (Ca + Mg) 150 ppm CaCO3
Salinità
Conducibilità elettrica (CE)   
       semenzali 0,75 mmho/cm
       colture in serra 1,0 mmho/cm
       colture in vivaio 2,0 mmho/cm
Sali totali disciolti (STD)  
       semenzali 480 ppm
       colture in serra 640 ppm
       colture in vivaio 1280 ppm
Sodium absorption ratio (SAR)  
       colture in serra 4
       colture in vivaio 10
Sodio (Na) 69 ppm (3 meq/L)
Cloruri (Cl- 71 ppm (2 meq/L)
Macroelementi
Azoto totale (N) 10 ppm (0,72 meq/L)
       Nitrati (NO3-) 44 ppm (0,72 meq/L)
       Ammonio (NH4+) 10 ppm (0,56 meq/L)
Fosforo (P)  1 ppm (0,03 meq/L)
       Fosfati (H2PO4-) 3 ppm (0,03 meq/L)
Potassio (K)  10 ppm (0,26 meq/L)
Calcio (Ca)  0-120 ppm (0-6 meq/L)
Magnesio (Mg) 0-24 ppm (0-2 meq/L)
Solfo (S) 20 - 30 ppm (0,63-0,94 meq/L)
       Solfati (SO4--) 60 - 90 ppm (1,26-1,88 meq/L)
Microelementi
Alluminio (Al)  0 - 5,0 ppm
Boro (B) 0,5 ppm
Rame (Cu) 0,2 ppm
Fluoro (F-) 1,0 ppm
Ferro (Fe) 0,2 - 4,0 ppm
Manganese (Mn)  1,0 ppm
Zinco (Zn)  0,3 ppm


Il fattore pH del substrato

L'elevato pH dell'acqua e l'elevata alcalinità possono essere dei fattori limitanti per la produzione in serra ed in vaso. E'necessario comprendere questi concetti per trattare efficacemente le acque con valori estremi di pH.

La lettura del pH è una misura della concentrazione dello ione idrogeno di una soluzione (indica quanto è acida o alcalina una soluzione) ed il suo valore varia da 0 (la più acida) a 14 (la più alcalina). La disponibilità di sostanze nutritive e la crescita della pianta possono essere notevolmente influenzate da un pH alto del substrato o dell'acqua irrigua (Tabella 2 , Figura 1). Anche se un pH 7 è considerato "neutro" (né acido, né alcalino), 7 non è il pH ottimale per le acque di irrigazione o per i substrati per rendere disponibili le sostanze nutritive e promuovere lo sviluppo delle piante in contenitore.

I valori di pH suggeriti per l'acqua di irrigazione ed il substrato delle produzioni in vaso dipende dal tipo di pianta in coltivazione. La gamma di pH generalmente accettabile è 5,4 - 7,0 per l'acqua di irrigazione e 5,2 - 6,3 per la soluzione circolante nel substrato. Se il pH e l'alcalinità sono troppo elevati può essere necessario un trattamento di acidificazione prima di utilizzare l'acqua per irrigare.


Tabella 2: Effetti del pH del substrato sull'assorbimento delle sostanze nutritive delle piante.
pH troppo basso: pH troppo alto:
Aumenta assorbimento: 
        ferro
        manganese
        zinco
        rame
        boro
Aumenta assorbimento:
        molibdeno
Diminuisce assorbimento: 
        molibdeno
        calcio
        magnesio
Diminuisce assorbimento: 
        ferro
        manganese
        zinco
        rame
        boro
 
Figura 1: Influenza del pH sulla disponibilità di alcune sostanze nutritive essenziali in un substrato artificiale (torbe, cortecce, pomice, sabbia).  La fascia grigia indica quello più adatto per molte colture in serra.

L'alcalinità è una misura della capacità dell'acqua di neutralizzare gli acidi. Gli ioni bicarbonato (HCO3-), derivanti da sali disciolti quali il bicarbonato di calcio (Ca(HCO3)2), il bicarbonato di sodio (NaHCO3) ed il bicarbonato di magnesio (Mg(HCO3)2); e gli ioni carbonato (CO3--), derivanti da sali disciolti quali il carbonato di calcio (CaCO3) sono i composti chimici principali che contribuiscono all'alcalinità nell'acqua di irrigazione. Gli ioni idrossido (OH-) nella maggior parte dei casi sono una causa secondaria. Anche l'ammoniaca, i borati, le basi organiche, i fosfati ed i silicati possono contribuire in misura minore all'alcalinità.

Poiché bicarbonati e carbonati sono i componenti principali dell'alcalinità dell'acqua, la maggior parte dei laboratori considerano che i Carbonati Totali (CT = carbonati + bicarbonati) equivalgano all'alcalinità. Nella maggior parte dei casi, questo è un presupposto sicuro ed inoltre, in genere, i bicarbonati rappresentano più del 90% di tutta l'alcalinità presente.

Il termine "alcalinità" non dovrebbe essere confuso con il termine "alcalino" che indica situazioni in cui i livelli di pH superano 7,0. I risultati delle analisi di laboratorio a volte esprimono l'alcalinità come equivalenti di carbonato di calcio, usando i milligrammi per il litro (o le parti per milione) di carbonato di calcio (mg/L o ppm CaCO3). Il termine "carbonati totali" (CT) può anche essere usato da alcuni laboratori per far riferimento all'alcalinità di una soluzione, indicando l'alcalinità come milliequivalenti/L di CT (meq/L CT). Alcuni laboratori suppongono che tutta l'alcalinità derivi esclusivamente dai bicarbonati (HCO3-) e la esprimono come mg/L o meq/L di bicarbonati. Per fare conversioni fra queste due unità di misura, usare i seguenti valori: 1 meq/L HCO3- = 61 mg/L HCO3-.

L'alcalinità conferisce un potere tampone all'acqua ed influenza la quantità di acido richiesta per variare il pH. Il seguente esempio può contribuire a spiegare l'importanza dell'alcalinità quando si tenti di acidificare l'acqua: Il coltivatore A ha un'acqua con un pH di 9,3 e un'alcalinità di 87 mg/L HCO3- (CT = 1,42 meq/L). Per ridurre il pH di questa acqua a 5,8 mette 120 cc di acido solforico 35% per metro cubo di acqua. Il coltivatore B ha invece un'acqua con un pH di 8,3 e un'alcalinità di 378 mg/L HCO3- (CT = 6,20 meq/L). Per ridurre questa acqua ad un pH di 5,8, mette 530 cc di acido solforico 35% per metro cubo di acqua. Malgrado l'acqua del coltivatore B sia di una unità di pH più bassa di quella del coltivatore A, richiede una quantità di acido più di quattro volte superiore la per abbassare il pH a 5,8. Quindi sia l'alcalinità che il pH sono importanti da considerare quando si deve correggere il pH dell'acqua.

L'alcalinità può rivelarsi un problema importante, particolarmente nelle regioni pianeggianti litoranee. Livelli inferiori a 2 meq/L o più bassi sono da ritenere sicuri per la maggior parte delle colture. Tuttavia, le piantine da semenzaio sono più sensibili all'alcalinità perché il ridotto volume di substrato fornisce poco potere tampone contro un aumento del pH. In queste produzioni i problemi possono manifestarsi già se si usa acqua con più di 1,5 meq/L. Se l'alcalinità della vostra acqua di irrigazione è superiore a 2,0 meq/L (o superiore a 1,5 meq/L per un produttore di semenzali), si dovrebbe considerare la possibilità di iniettare un acido per neutralizzare i bicarbonati presenti (alcalinità), al fine di impedire un aumento indesiderato del pH con l'andar del tempo.

Le considerazioni sull'alcalinità conducono naturalmente alla Durezza. La durezza non è l'alcalinità! La durezza si riferisce alla quantità di calcio e di magnesio nell'acqua, espressa generalmente come se fosse tutto calcio e questo fosse tutto costituito da carbonato di calcio (CaCO3). La durezza può essere espressa come mg/L o ppm di carbonato di calcio.

Le alte concentrazioni di calcio e di magnesio ("acque dure") saranno generalmente accompagnate da livelli elevati di bicarbonato e alcalinità elevata. Ecco perché la durezza dell'acqua a volte viene usata come indicatore indiretto dell'alcalinità dell'acqua. Come precedentemente accennato, col tempo i bicarbonati causeranno un aumento nel pH della soluzione circolante del substrato. Quindi, è opportuno usare meno correttori dell'acidità del substrato (come la calce) qualora ci si trovi a dover usare acqua di grande durezza. I bicarbonati di magnesio e di calcio che saranno progressivamente aggiunti con l'acqua sono equivalenti.

È possibile anche avere un'acqua dura senza alcalinità elevata. Un esempio é l'acqua con contenuto elevato di cloruro di magnesio e/o di calcio. In questo esempio, il problema connesso con l'acqua dura non è un possibile aumento del pH, piuttosto un livello potenzialmente tossico dei cloruri.

Per riassumere sulla durezza dell'acqua, se usiamo acque dure, dobbiamo conoscerne :

1.     l'alcalinità

2.     il livello dei cloruri, e

3.     le concentrazioni di magnesio e calcio ed il rapporto fra calcio e magnesio (verrà discusso successivamente in questo articolo con gli altri macroelementi).


I fattori della Salinità

La salinità è la quantità totale di sali disciolti nell'acqua e l'unico modo per misurarla consiste nella determinazione della Conducibilità Elettrica dell'acqua o CE. La capacità dell'acqua di condurre corrente elettrica é direttamente proporzionale alla concentrazione dei sali disciolti (l'acqua pura è un conduttore elettrico relativamente debole, mentre l'acqua salata è un buon conduttore). Maggiore é la conducibilità elettrica, maggiore é la quantità di sali disciolti in soluzione.

Anche se la CE è un indicatore dei Sali Totali Disciolti (STD), non offre informazioni su quali sali siano presenti e sulle concentrazioni di ogni sale; misura esclusivamente la conducibilità totale di tutti i sali presenti. Poiché sali diversi conducono l'elettricità con valori differenti, è difficile convertire esattamente un valore in CE in un valore in milligrammi per litro di sali disciolti totali (STD) senza conoscere la concentrazione reale di ogni sale presente. Un fattore di conversione comunemente accettato derivato dalla media di molti campioni di acqua è: 1 mmho/cm CE = 640 ppm STD.

Il livello di sali solubili nell'acqua di irrigazione, spesso riportato come CE (conducibilità elettrica), dovrebbe idealmente essere sotto 0,75 mmho/cm (millimhos per centimetro) per i semenzali, meno di 1,0 mmho/cm per altre produzioni in serra e meno di 2,0 mmho/cm per le altre colture in vivaio. I semenzali più giovani tendono ad essere più sensibili a livelli elevati di sali rispetto ad altre piante, così il controllo della CE è particolarmente importante per chi coltiva semenzali. Quando si accumula un livello elevato di sali nel substrato, questo impedisce l'entrata dell'acqua nelle radici della pianta. Ciò provoca sintomi del disseccamento (appassimento, arresto della crescita, bruciatura dei margini fogliari ).

Molti coltivatori sono facilmente confusi per le diverse unità di misura usate per segnalare i sali solubili. Per esempio, la tabella 1 usa i millimhos per centimetro (mmho/cm) come unità standard. Altri laboratori invece usano i milliSiemens/cm (mS/cm) che sono equivalenti (1 mmho/cm = 1 mS/cm) o i microSiemens/cm (uS/cm) che è il suo millesimo (1 mS/cm = 1000 uS/cm). Bisogna prestare attenzione alle unità usate dai differenti laboratori per evitare errori di lettura.

Un altro fattore della salinità, oltre ai sali solubili, è la concentrazione di sodio ed il rapporto di assorbimento del sodio o SAR (Sodium Absorption Ratio). Il sodio è un elemento essenziale per alcune piante quali il sedano e lo spinacio, ma la maggior parte delle specie da vivaio e da serra hanno richieste minime di sodio. Il SAR è un valore calcolato che indica la concentrazione di sodio relativa a quella del calcio e del magnesio in un'acqua. L'irrigazione con acque che hanno un SAR superiore a 4 può portare all'assorbimento da parte delle radici di livelli tossici di sodio, ma questo problema può essere evitato tramite l'aggiunta di calcio. L'acqua che contiene più di 3 meq/L di sodio non dovrebbe essere usata per l'irrigazione a pioggia delle piante ornamentali e delle piante da serra poiché l'assorbimento fogliare di sodio può portarlo a livelli tossici in specie sensibili. La tossicità del sodio, dovuta all'assorbimento radicale o fogliare, si manifesta come ustioni marginali della foglia sulla vegetazione più vecchia.

Infine un fattore della salinità che può essere preoccupante è la concentrazione dei cloruri. Benché non sia solitamente elencato fra i microelementi essenziali, il cloro (come cloruro) é richiesto in piccole quantità dalle piante. Tuttavia, se in eccesso (più di 2 meq/L) i cloruri possono trasformarsi in un problema per la produzione. L'effetto principale di un eccesso di cloruri (Cl-) è un aumento della pressione osmotica della soluzione circolante nel substrato, che riduce la possibilità di assorbimento dell'acqua da parte delle piante e le porta ad appassire. Livelli elevati di cloruri possono anche indurre veri e propri sintomi di tossicità nelle produzioni in contenitore. Una volta assorbito dalle radici della pianta, lo ione cloruro è trasportato alle foglie, in cui si accumula. Alcune specie, quali le rose, le azalee, le camelie ed i rododendri, quando si accumulano troppi cloruri, manifestano ustioni sul bordo delle foglie, necrosi fogliare e caduta delle foglie.


I macroelementi

L'azoto (N), il fosforo (P), il potassio (K), il calcio (Ca), il magnesio (Mg), e lo zolfo (S) sono elementi essenziali per lo sviluppo della pianta e a livelli moderati non causano problemi alla produzione. Tuttavia, il contenuto di questi elementi dovrebbe essere valutato come indicatore di potenziale inquinamento dell'acqua (per N, P e K) così come un indicatore di fabbisogno di fertilizzanti (per Ca, Mg ed S).

Per esempio, in acque naturali livelli di azoto maggiori di 10 ppm sono rilevati raramente. Se l'acqua contiene più di 10 ppm N, c'è un'alta probabilità che l'acqua sia stata contaminata con un fertilizzante od un altro agente inquinante. Se c'è una concentrazione maggiore di 1 ppm di fosforo e/o di 10 ppm di potassio, l'acqua può essere stata contaminata con un fertilizzante, un detersivo, o un qualche altro agente inquinante. Anche se questi livelli di elementi nutritivi non dovrebbero ostacolare lo sviluppo della pianta, la possibilità di contaminazioni dovrebbe essere studiata più a fondo e l'acqua non dovrebbe essere usata per il consumo umano o del bestiame, se le concentrazioni di N, P e di K eccedono i limiti superiori elencati in tabella 1.

Il calcio ed il magnesio si trovano normalmente nelle acque naturali entro i limiti elencati in tabella 1. E'accettabile usare l'acqua che contiene i livelli maggiori di calcio e magnesio riportati in tabella, se si riduce la quantità di calcio e di magnesio fornita con i fertilizzanti e se il rapporto calcio/magnesio della propria sorgente d'acqua rientra nei limiti accettabili.

Ma quale é il rapporto Ca/Mg accettabile in un'acqua di irrigazione ? Il rapporto fra calcio e magnesio nella soluzione circolante del substrato (e nell'acqua di irrigazione) dovrebbe essere di 3 Ca a 1 Mg se espresso come meq/L o 5 Ca a 1 Mg se espresso come ppm di Ca e Mg. In verità c'è un ampio margine di variabilità intorno a questi rapporti. Tuttavia, se i valori si discostano molto da questi, si avrà una carenza dell'elemento che è troppo basso nel rapporto. Il problema più comune è un basso livello di magnesio rispetto al calcio. In questo caso è necessario apportare ogni tanto un po' di magnesio sotto forma di solfato di magnesio. Analizzate il rapporto fra calcio e magnesio (Ca/Mg) nelle vostre acque per prevedere se poi nel substrato tale rapporto tenderà a spostarsi al di fuori dei limiti desiderati.

Le concentrazioni di zolfo nelle acque naturali sono solitamente sotto le 25 ppm ed eccessi di zolfo non sono un problema ricorrente. La tabella 1 elenca i livelli di zolfo suggeriti per uno sviluppo ottimale della pianta. Solitamente, i coltivatori devono aggiungere un po' di zolfo per raggiungere questi livelli ottimali.


I microelementi

Le acque possono contenere piccole concentrazioni di alluminio (Al), boro (B), rame (Cu), fluoro (F), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo) e zinco (Zn). Con l'eccezione di alluminio e fluoro, questi elementi sono essenziali per lo sviluppo della pianta e sono richiesti in piccole quantità.

L'alluminio si trova raramente nell'acqua di irrigazione in concentrazioni sufficienti da portare alla tossicità e non dovrebbe costituire una preoccupazione per la maggior parte dei coltivatori.

Fra i microelementi che si trovano nell'acqua, richiesti dalle piante, il boro può essere particolarmente critico. Un livello di 0,5 ppm (mg/L) è sicuro per ogni uso irriguo. Un livello più alto di 0,5 ppm é al di sopra del limite superiore e potrebbe indurre sintomi di tossicità nelle specie sensibili al boro. La tossicità del boro può in primo luogo manifestarsi come una necrosi di colore arancio-marrone lungo i margini delle foglie più vecchie. Si possono manifestare anche delle punteggiature sul lato inferiore delle foglie.

Altri microelementi che possono trovarsi in eccesso nell'acqua di irrigazione sono ferro, manganese, zinco e rame. Controllare i livelli ed assicurarsi che le concentrazioni siano sotto i limiti elencati nella tabella 1 prima di utilizzare l'acqua. La tossicità dei microelementi é più probabile quando il pH della soluzione circolante nel substrato è basso, rendendo i microelementi più disponibili per l'assorbimento da parte della pianta. Se la sorgente d'acqua contiene alte concentrazioni di questi microelementi, bisognerebbe modificare il programma di fertilizzazione per impedire un eccesso di somministrazione.

Il fluoro in certi casi viene aggiunto all'acqua comunale ad una concentrazione di 1 ppm per prevenire la carie dentaria. Questo livello è sicuro per la maggior parte delle specie ma non per alcuni membri della famiglia delle Liliacee ed i generi Chamaedorea, Chlorophytum, Ctenanthe, Dracaena, Marantha, Spathiphyllum ed alcune altre piante da interno. Livelli tossici di fluoro causano bruciatura sulle punte delle foglie più vecchie.


Organismi Nocivi

I ferrobatteri (batteri fissatori del ferro) presenti nell'acqua di irrigazione possono originare molti problemi, compreso una patina bluastra sulle superfici della pianta e macchie marroni sulle foglie. I depositi blu e marroni sono due problemi diversi della qualità dell'acqua entrambi correlati all'elevato contenuto di ferro dell'acqua di irrigazione applicata con impianti a pioggia. La patina bronzo-bluastra è dovuta ai ferrobatteri. Questi si trovano normalmente nel terreno ma possono costituire un problema nei pozzi e nei bacini per l'irrigazione. Nei pozzi spesso bloccano le pompe sommerse e costringono alla loro sostituzione. Nei bacini, la patina oleosa sulla superficie dell'acqua è dovuto ai ferrobatteri. Questi mantengono il ferro in sospensione nell'acqua, impedendone la sedimentazione, così quando l'irrigazione finisce sopra le piante, si forma il deposito bluastro di ferro. Nelle serre di propagazione inoltre si può osservare una mucillaggine giallastra, viscosa che ottura gli ugelli. Questa è formata dai ferrobatteri.

Il deposito marrone-rossastro è ferro. L'acqua dei pozzi contenente molto ferro può essere pompata nei bacini affinché una certa quantità si sedimenti, ma se abbiamo anche dei ferrobatteri, questo complica il problema. Un elemento molto importante da controllare è la presa di aspirazione della pompa dell'irrigazione. Alcuni coltivatori hanno eliminato o ridotto il problema dei depositi di ferro, facendo in modo che le prese degli impianti fossero almeno 50 - 80 centimetri sotto la superficie dell'acqua. Devono essere almeno a 50 cm di profondità per evitare che si generino dei vortici sulla superficie. Le prese di aspirazione troppo profonde invece tirano su i sedimenti di ferro del fondo. Il controllo della posizione dell'aspirazione non è facile, ma vale la pena provare.

Se il corretto posizionamento della presa di aspirazione non risolve il problema è necessario far analizzare l'acqua ad un laboratorio. Anche se un acqua con meno di 0,5 ppm di ferro può già provocare otturazioni degli ugelli e depositi sul fogliame, livelli da 0,5 a 3 ppm di ferro sono abbastanza comuni nelle acque di irrigazione. Assieme al campione di acqua portate al laboratorio anche un esempio di fogliame, per mostrare la quantità e la tipologia di deposito che questa provoca sulla vegetazione.

Si possono impiegare i seguenti metodi per controllare i depositi di ferro e di ferrobatteri:

1. Se il contenuto di ferro (indicato dall'analisi dell'acqua) é abbastanza elevato da causare problemi il primo provvedimento potrebbe essere l'installazione di una pompa di aerazione nel bacino. Questa pompa mantiene la superficie dell'acqua in movimento e le onde favoriscono la precipitazione del ferro, inoltre contribuisce a ridurre il ferro come fonte di alimento per i ferrobatteri. L'effetto del movimento è anche quello di apportare dell'aria nell'acqua, pertanto non é necessaria una pompa enorme che generi una grande fontana, basta un'energica agitazione. L'azione delle onde superficiali inoltre aiuta a mantenere alghe e ferrobatteri accumulati presso certe zone del bacino, quindi è consigliabile provare a mettere la pompa di aerazione in una posizione dove darà il maggior beneficio rispetto alla posizione della presa di aspirazione della pompa di irrigazione.

2. Il secondo intervento da considerare dopo l'installazione dell'aereatore è l'adozione di un sistema d'iniezione e probabilmente anche di filtrazione. La sostanza che spesso viene impiegata come disinfettante ed agente ossidante è il cloro. Il cloro viene iniettato direttamente nella linea dell'irrigazione e solitamente richiede l'installazione a monte di una valvola antiriflusso. Per essere efficace il cloro richiede un tempo di contatto con l'acqua di irrigazione di un minuto, al fine di uccidere i ferrobatteri e svolgere il suo effetto ossidante di trasformazione dello ione ferroso (Fe++) in ferrico (Fe+++). La clorazione elimina la fonte di sostentamento dei ferrobatteri ed inoltre elimina entrambi i tipi di depositi del ferro sulle superfici irrigate. Generalmente sono richiesti dei serbatoi di transito, o dei rigiri supplementari, nelle linee di irrigazione per ottenere un tempo sufficiente di contatto (un minimo di 0,5 ppm per circa 1 minuto). La clorazione viene solitamente realizzata tramite iniezione di liquido o di gas. La clorazione con il gas è il metodo più efficiente e più efficace ma è anche il più pericoloso. L'iniezione del cloro liquido è un'alternativa più sicura. Il cloro gassoso viene iniettato tramite delle bombole ed il pericolo maggiore si ha quando queste devono essere sostituite, soprattutto se le bombole sono alloggiate all'interno di una costruzione. Il cloro liquido (ipoclorito di sodio 16%) solitamente viene comprato in bidoni ed è iniettato come altri liquidi ma è necessario regolare spesso il rapporto di iniezione perché col tempo l'ipoclorito di sodio perde vigore ed il tasso di iniezione deve essere aumentato. Il cloro libero viene controllato usando un kit per analisi da piscina, all'estremità della linea di irrigazione o all'irrigatore, e se il campione vira lievemente al rosa indicando 1 - 3 ppm, la regolazione è giusta. Il cloro uccide i ferrobatteri. Per ridurre la quantità di cloro che è necessario iniettare, viene suggerito di farla precedere da una filtrazione per la rimozione della frazione organica dall'acqua. Solitamente vengono installati dei filtri a sabbia e generalmente è consigliabile avere due filtri in modo da poter effettuare il ciclo di lavaggio di uno mentre l'altro è in funzione durante l'irrigazione.

3. Possono essere iniettate anche altre sostanze. Ci sono alcuni prodotti commerciali studiati appositamente per gli impianti di irrigazione a microirrigatori ed a goccia che contengono agenti sequestranti, alghicidi, battericidi, detergenti ed agenti stabilizzanti. Con questi prodotti la filtrazione potrebbe anche non essere necessaria. Anche per questi prodotti, l'efficacia dipende dall'apparecchiatura di iniezione disponibile e dalla concentrazione del ferro o di altri elementi a livelli critici. Per pulire il fogliame dai depositi possono essere impiegati anche i detergenti anticalcare per lavapiatti o dell'acido citrico, ma per i grandi volumi d'acqua questi saranno più costosi degli altri prodotti commerciali specificatamente studiati.

Vi sono dei formulati comprendenti un agente acidificante ed uno chelante con il doppio scopo di neutralizzare l'alcalinità dell'acqua e di chelare elementi come ferro e magnesio, rendendoli disponibili per sia per l'assorbimento radicale che per quello fogliare. I formulati acidificanti sono consigliati anche con le irrorazioni di antiparassitari che sono più efficaci in acqua leggermente acida, perché le acque alcaline riducono il periodo di dimezzamento effettivo di un antiparassitario. L'ingrediente attivo di questi formulati acidificanti e chelanti dell'acqua in genere è l'acido citrico.



Homepage Indietro
© 2001 Ce.Spe.Vi. - Pistoia
La riproduzione anche parziale del contenuto di queste pagine é vietata