L'iscrizione degli agricoltori nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio

di Gabriele Ciatti


Uno degli aspetti più caratterizzanti della recente legge di riforma delle Camere di Commercio (legge n. 580 del 1993) è certamente l'istituzione del Registro delle Imprese - inserito oltre 50 anni fa nel codice civile, ma inattuato fino ai giorni nostri, salvo che parzialmente con l'iscrizione delle società nei Registri di Cancelleria del Tribunale - ed in particolare la previsione all'interno dello stesso di una apposita Sezione dedicata agli agricoltori, prima "assenti" dalle Camere di Commercio.

In sostanza, mentre fino ad oggi si iscrivevano nel Registro delle Ditte tenuto dagli enti camerali, oltre a tutte le imprese commerciali, solo le imprese vivaistiche, floricole e dedicate all'agricoltura tradizionale, ma sempre a condizione che fossero state costituite sotto forme previste dalla legge, ora risultano iscritti nella Sezione loro riservata del Registro delle Imprese tutti gli imprenditori agricoli (art. 2135 del Codice civile), qualunque sia la forma giuridica prescelta.

Gli agricoltori dovevano presentare la domanda entro il 31 ottobre 1996, ma poi un decreto ha fatto slittare il termine fino alla fine dello scorso anno.

Le società agricole, legalmente costituite (s.n.c., s.a.s., s.r.l., s.p.a.) risultavano già nei Registri di Cancelleria, "travasati" d'ufficio nel Registro delle Imprese, cosicchè hanno dovuto solo presentare la domanda di iscrizione nella Sezione Agricola del Registro stesso. Le società semplici (costituite ai sensi dell'art. 2251 del Codice civile), oltre a chiedere l'iscrizione nella Sezione Agricola, hanno dovuto iscriversi anche nella apposita Sezione loro destinata.

La numerazione dell'iscrizione degli imprenditori è annuale e progressiva e comprende anche le Sezioni speciali.

Accanto al Registro delle Imprese, è stato istituito il Repertorio delle Notizie Economico Amministrative - R.E.A. - anch'esso gestito con tecniche informatiche, il quale, grazie alle denunce degli interessati, contiene anche le notizie economiche ed amministrative relative all'impresa, non iscritte ed annotate nel suddetto Registro e nelle sue Sezioni speciali. In particolare, l'esercente attività agricole deve indicare i dati colturali, l'estensione e la tipologia dei terreni con i relativi dati catastali, la tipologia degli allevamenti.

Prima della attuazione del Registro delle Imprese - che è gestito grazie a tecniche informatiche avanzate con banche dati gestite dalla Società consortile delle Camere di Commercio Infocamere Spa ed accedibili da tutti gli enti camerali tramite terminali collegati alla rete nazionale - avvenuta il 19 febbraio 1996 per le imprese commerciali ed alla fine dell'anno 1996 per gli imprenditori agricoli, questi ultimi risultavano in maniera disomogenea e spesso non aggiornata in vari albi e registri pubblici: albo degli imprenditori agricoli professionali, a titolo principale, elenchi del Servizio Contributi Agricoli Unificati, ora assorbito dall'I.N.P.S. (questi dati, praticamente inutilizzabili, erano già presenti nell'Anagrafe camerale).

Né sopperiva a questa grave lacuna, che impediva anche di conoscere la realtà del mondo agricolo e conseguentemente di intervenire in maniera appropriata, la rilevazione decennale dell'I.S.T.A.T. con i Censimenti generali della agricoltura, i cui dati, per varie ragioni, fornivano una rappresentazione inesatta se non distorta della realtà del settore primario (a Pistoia ad esempio l'apporto del vivaismo è stato sottostimato abbondantemente per vari anni).

Al termine di questa complessa operazione le imprese agricole iscrittesi nella nostra provincia sono circa 3.500, delle quali: circa 1.000 vivaistiche, con produzione di piantine da giardino e da esterni; 800 floricole, con coltivazione di fiori recisi e di piante da interni; mentre le rimanenti sono dedite all'olivicoltura, alla vitivinicoltura, alla cerealicoltura, all'ovinicoltura alla produzione di ortaggi ed alla agricoltura tradizionale in genere, attività queste non particolarmente rilevanti nella provincia di Pistoia, "Capitale europea del verde ornamentale".

Il 90% circa delle domande di iscrizione è stato presentato dagli agricoltori tramite l'intermediazione delle loro tre associazioni di categoria della nostra provincia: Coldiretti, Unione Agricoltori e CIA.

Questa operazione, resa possibile grazie ad un accordo stipulato tra Unioncamere Italiana, Infocamere Spa, il centro elettronico nazionale delle Camere di Commercio, e le tre Confederazioni nazionali degli agricoltori, si è rivelata assai utile. Infatti le associazioni hanno rappresentato un filtro indispensabile per orientare gli agricoltori ad a svolgere le pratiche in maniera corretta, evitando così di andare incontro a conseguenze imprevedibili sul piano degli obblighi previdenziali e fiscali.

Per esemplificare solo un problema tra quelli più avvertiti, prima di presentare la domanda vi era da dirimere se l'impresa agricola era stata configurata o meno, nel passato, sotto forma di società semplice, la quale deve iscriversi, come accennato, anche nella apposita sezione del Registro delle Imprese.

Inoltre, dovevano essere individuati con certezza i soggetti tenuti all'iscrizione nell'ambito della stessa azienda agricola, onde evitare spiacevoli successivi recuperi, anche pluriennali, da parte dell 'I.N.P.S, nonchè contestazioni degli uffici finanziari.

Problemi a parte, con l'inserimento del mondo agricolo nel Registro delle Imprese, il legislatore ha consentito: da un lato, agli enti camerali di iniziare a riscuotere il diritto annuale anche da questa categoria di operatori economici (per ora gli imprenditori agricoli ed i coltivatori diretti iscritti nelle Sezioni speciali debbono pagare un importo pari ad un terzo di quello previsto per le ditte individuali), aumentando così le loro potenzialità di servizi offerti e di intervento promozionale a favore del settore agricolo; dall'altro, alle aziende agricole, di venire rilevate, per la prima volta, con maggiore accuratezza dal punto di vista statistico, mostrando così esplicitamente l'apporto dalle stesse offerto all'economia provinciale e ponendo in tal modo le basi per un maggiore coinvolgimento degli agricoltori nella gestione delle Camere di Commercio, accanto alle altre categorie economiche, ma a pieno titolo.

Questa circostanza riveste particolare rilievo nella nostra provincia, nella quale le attività agricole specializzate (vivaismo ornamentale, produzione di fiori recisi e di piante da interni, vivaismo olivicolo) sono talmente sviluppate da costituire una caratteristica tipica del nostro territorio, unica per importanza a livello nazionale ed europeo, tanto da meritarle il titolo di "Capitale europea del verde".


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