Nuove strategie per massimizzare l'efficienza delle concimazioni azotate

David R. Sandrock - Department of Horticulture Oregon State University

Traduzione e adattamento a cura di Paolo Marzialetti

Limitare la lisciviazione dell'azoto e nel contempo aumentare l'assorbimento degli elementi fertilizzanti costituisce un obiettivo di tutti i coltivatori di piante ornamentali.


Al Dipartimento di Orticoltura dell'Università dell'Oregon, è stata condotta una ricerca diretta da Leslie H. Fuchigami per ridurre l'inquinamento da azoto e per aumentare lo sviluppo delle piante modificando le tecniche di fertilizzazione azotata.

I ricercatori sono interessati a migliorare l'efficienza delle concimazioni azotate nei sistemi di coltivazione, cercando di capire quali sono le risposte fisiologiche delle piante alla somministrazione di azoto. L'obiettivo è di sviluppare dei sistemi per l'ottimizzazione dell'azoto nelle piante e allo stesso tempo minimizzare la quantità di azoto rilasciata nell'ambiente. Alcuni aspetti su cui si muove la ricerca scientifica comprendono:

* applicazioni fogliari di varie forme di azoto.

* tempistica dell'applicazione dell'azoto.

* sviluppo d'un modello computerizzato per ridurre l'applicazione primaverile di azoto, basato sulla temperatura del terreno e sullo stadio vegetativo della pianta.

* efficienza dell'applicazione fogliare rispetto alla concimazione azotata del terreno e dei loro effetti sullo sviluppo della pianta.

* uso dell'isotopo N15 per controllare la ripartizione dell'azoto nella pianta e nel terreno.

* uso di defolianti per aumentare la mobilizzazione dell'azoto dalle foglie ai tessuti del fusto (dove viene immagazzinato).

* ripartizione e mobilizzazione del Rubisco (un tipo di azoto di riserva delle foglie).

Da queste ricerche sono emerse parecchie cose molto interessanti. Per esempio, gli studi intrapresi da Lailang Cheng della Cornell University, da Shufu Dong dell'Oregon e da SungHee Guak della British Columbia, Canada, membri dello staff del Dott.Fuchigami, hanno tutti indicato che l'azoto di riserva è più importante dei carboidrati di riserva per la ripresa vegetativa primaverile delle piante ornamentali e da frutto.

I livelli di azoto di riserva sono altamente correlati con la ripresa vegetativa primaverile, mentre i livelli di carboidrati di riserva non lo sono.

Questo non ci sorprende considerato che l'immagazzinamento di azoto di riserva a fine stagione richiede degli "scheletri" di carboidrati per costruire degli amminoacidi. Di conseguenza, i livelli di carboidrati di riserva in primavera sono ridotti e meno correlati con la ripresa vegetativa.

Trattamenti fogliari ed acclimatazione

In un altro studio, i ricercatori hanno dimostrato che l'azoto applicato al fogliame (2 applicazioni di urea al 3%, a distanza di una settimana) dopo che le gemme si sono fermate non fa ritardare l'acclimatazione al freddo, come invece accade con la somministrazione di azoto al terreno.

Per i coltivatori è a volte rischioso forzare la costituzione di riserve di azoto nelle piante, mediante concimazioni azotate al terreno a fine stagione, poiché può ridurre la loro resistenza al freddo. Invece le applicazioni fogliari di azoto in autunno consentono l'accumulo di consistenti riserve di azoto, senza il rischio di danni da freddo.

I risultati di questi studi stanno migliorando notevolmente le tecniche di fertilizzazione, cambiando il modo e l'epoca di somministrazione dell'azoto alle piante. Ad esempio, i coltivatori hanno sempre contato sulle concimazioni azotate al terreno per la costituzione delle riserve e sulle concimazioni azotate primaverili al terreno per aiutare la ripresa vegetativa. Adesso invece delle applicazioni fogliari di azoto in autunno permettono ai coltivatori di usare meno azoto, rispetto alle pratiche tradizionali di concimazione, ottenendo piante con riserve di azoto superiori.

In un terzo studio, i ricercatori hanno impiegato una soluzione all' 1% di chelato di rame, un defoliante chimico, in combinazione con un trattamento fogliare di urea per ottenere una defogliazione precoce, mantenendo elevate le riserve di azoto della pianta. È importante notare che la defogliazione non induce il riposo vegetativo (dormienza). Di conseguenza, è obbligatorio che i trattamenti siano effettuati dopo che le gemme sono ferme e mature e prima dell'inizio della caduta delle foglie.

Nel passato la defogliazione anticipata delle piante provocava uno scarso accumulo di riserve azotoate perché le foglie non erano in grado di trasferire le loro riserve azotate ai tessuti di immagazzinamento del fusto, prima del distacco dalla pianta. Invece, applicando l'urea fogliare appena prima della defogliazione, le foglie sono in grado di mobilitare adeguatamente questo azoto (sotto forma di amminoacidi) verso i tessuti di immagazzinamanto prima della caduta.

Questo permette ai coltivatori di espiantare in anticipo le piante con riserve ottimali di azoto ed evitare gli inevitabili problemi portati dagli inverni molto umidi, quali gli elevati rischi di fitopatologie, il protrarsi del periodo di raccolta con operai ed attrezzature affogati nel fango.

Parecchi vivai dell'Oregon hanno acquisito queste pratiche nei loro programmi di produzione e ci assicurano che hanno cambiato il loro modo di allevare le piante.

Tutte queste pratiche permettono ai vivai di produrre piante di qualità con riserve di azoto ottimali per una brillante ripresa vegetativa, evitando nel contempo il rilascio dell'azoto in eccesso nell'ambiente.

Che cosa ci riserva il futuro?

Le ricerche sull'efficienza delle concimazioni azotate sono essenziali, sia per quanto riguarda l'aumento dell'inquinamento da azoto, che quelle che saranno le esigenze dei vivaisti e dei serricoltori. Con il supporto dall'industria, dei ricercatori e dello stato dell'Oregon continueremo a studiare il sistemi per l'ottimizzazione dell'azoto per le piante, minimizzando nel contempo la quantità rilasciata nell'ambiente.

Collaborando con gli enti governativi e i ricercatori, i vivaisti ed i serricoltori possono continuare a cercare di ottenere un impiego più efficiente dell'azoto nei loro programmi di produzione. Diminuire l'inquinamento azotato, producendo allo stesso tempo piante di qualità, è un obiettivo che va a vantaggio del consumatore, del coltivatore e dell'ambiente.

 


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