Produzione in contenitore di astoni a radice-nuda

di Daniel K. Struve (Ohio State University, Columbus)

Dalla rubrica "Research" dell'American Nurseryman (15 Gennaio 1997)


La produzione in contenitore di astoni a radice-nuda è una valida alternativa alla produzione in pieno campo. Gli astoni a radice-nuda allevati in contenitore hanno una sopravvivenza al trapianto superiore ed un potenziale di ricrescita radicale maggiore rispetto a quelli allevati in terra.

Gli astoni a radice-nuda delle alberature sono relativamente facili da maneggiare e spedire. Tuttavia la loro estirpazione dal terreno causa una perdita di radici significativa e la successiva potatura delle radici prima di metterli a dimora può provocare un notevole shock da trapianto. Inoltre il disseccamento che si verifica durante la manipolazione la conservazione e la spedizione degli astoni influenza negativamente la loro vitalità.

Le piante allevate in contenitore invece in genere subiscono una perdita di radici molto ridotta ed hanno maggiori possibilità di sopravvivere al trapianto. Tuttavia la presenza del contenitore rende queste piante meno convenienti da maneggiare rispetto a quelle a radice nuda.

Nel 1992 e 1993, abbiamo condotto molti esperimenti su specie difficili da trapiantare, principalmente per determinare se la produzione in contenitore col substrato giusto produrrebbe astone a radice-nuda con sistemi radicali intatti e più fibrosi. Abbiamo anche studiato gli effetti dei fertilizzanti, i metodi di svernamento e le condizioni di trapianto su astoni allevati in contenitore.

Per gli esperimenti gli astoni sono stati separati in due gruppi: uno che sarebbe stato trapiantato poi a radice nuda, e l'altro che sarebbe stato trapiantato direttamente dal contenitore. Gli astoni da trapiantare a radice nuda sono stati coltivati in un substrato di sabbia, compost di fanghi urbani e argilla espansa. Quelli da trapiantare direttamente dal contenitore in un substrato di cortecce di pino, sabbia, torba bionda canadese e compost di fanghi urbani.

Un totale di nove specie di alberi sono state impiegate in uno o più esperimenti. Tre esperimenti sono stati condotti su Quercus rubra (quercia rossa), e due sono stati condotti su varie altre specie.

Tutti contenitori sono stati trattati con Spinout (idrossido di rame) che previene la spiralizzazione delle radici e diminuisce il bisogno di potare le radici alla raccolta. In tutti trattamenti Spinout è stato anche efficace nell'aumentare la densità delle radici.

Esperimento N° 1 (Quercia rossa) Questo esperimento ha esaminato l'effetto del tipo e della dose del fertilizzante a lenta-cessione sulla crescita dell'astone. Nel giugno 1992 abbiamo piantato 240 semenzali di querce rossa nell'uno o l'altro substrato. Abbiamo somministrato un fertilizzante a lenta-cessione — o il Sierra 17-6-12 più microelementi oppure il Woodace 21-4-10 — alle dosi di 15, 30 o 60 grammi per contenitore.

Dall'ottobre seguente, i semenzali nel substrato a base di cortecce di pino, con 60 grammi di concime, erano i più alti di tutti, a prescindere dal tipo di fertilizzante. Per gli astoni nel substrato a base di sabbia, quelli concimati con Woodace era più alti alla dose di 60 grammi, mentre quelli concimati con Sierra erano più alti alla dose di 30 grammi.

Esperimento N° 2 (Quercia rossa) Per testare l'effetto del tipo di substrato sulla crescita dei semenzali, abbiamo messo in vaso un gruppo separato di 80 piante. Queste sono state invasate o nel substrato a base di cortecce di pino oppure in uno dei tre substrati a base di sabbia contenete proporzioni diverse di sabbia/compost/argilla espansa. Malgrado tutte le variazioni del substrato, le altezze delle piante era molto simile.

Esperimento N° 3 (Quercia rossa) Qui abbiamo esaminato l'effetto dell'epoca di trapianto, (autunnale o primaverile) e del metodo di svernamento su crescita degli astoni. Abbiamo condotto questo studio sulle piante usate nell'esperimento N°1.

In autunno in un campo di Colombo, OH, abbiamo trapiantato 30 astoni del substrato a base di sabbia, a radice nuda e 30 astoni del substrato a base di cortecce di pino, col terriccio ancora attaccato alle radici. Per i trapianti primaverili abbiamo fatto svernare 30 astoni di ciascun substrato in una serra di polietilene non riscaldata. Trenta astoni allevati nel substrato a base di sabbia sono stati fatti svernare a radice-nuda in cella frigorifera. Nell'aprile 1993 abbiamo trapiantato tutti gli astoni nella stessa parcella del campo come quelli trapiantati in autunno.

Gli astoni trapiantati in autunno non mostravano differenze di altezza significative, malgrado i diversi substrati di provenienza. E nell'autunno 1993, quelli trapiantati in primavera, non hanno mostrato nessuna differenza significativa in altezza, malgrado i diversi metodi di svernamento.

Nell'autunno 1994, comunque, gli astoni più alti (192 centimetri) erano quegli inizialmente allevati nelle cortecce di pino e trapiantati in primavera. Quelli più corti (160 centimetri) erano stati allevati nelle cortecce di pino, ma trapiantati in autunno. Gli astoni prodotti nel substrato a base di sabbia aveva altezze abbastanza costanti, a prescindere dall'epoca di trapianto (vedi tabella).

Effetto dell'epoca di trapianto e metodo di svernamento sull'altezza
degli astoni di Quercia rossa (in centimetri)

Substrato Epoca Svernamento 1992 1993 1994

Pino Autunno Campo 86 121 160

Pino Primavera Serra 93 135 192

Sabbia Autunno Campo 101 140 180

Sabbia Primavera Serra 100 137 173

Sabbia Primavera Frigorifero 100 144 181

In generale, gli astoni di quercia rossa avevano un elevato tasso sopravvivenza al trapianto, probabilmente a causa dei loro sistemi radicali fibrosi.

Assieme ad altre specie, sono stati eseguiti due esperimenti separati per valutare l'effetto dei substrati di allevamento e la sopravvivenza degli astoni a radice-nuda allevati in contenitore, quando sono trapiantati in contenitori più grandi.

Esperimento N° 1 (Varie specie) Nel 1993, abbiamo esaminato la crescita di specie allevate in sabbia in confronto alle cortecce di pino. Abbiamo messo in vaso 20 semenzali da ciascuna della specie seguenti nei due substrati: Castanea dentata, Halesia carolina, Magnolia virginiana, Quercus bicolor, Quercus muehlenbergii e Quercus shumardii da due fonti diverse una da Dallas e l'altra dalla Louisiana.

Ad ottobre Q. shumardii da Dallas e Castanea dentata allevate in cortecce di pino erano significativamente più alte dei loro simili allevati in sabbia. Non c'erano invece differenze di altezza significative tra le altre specie, in relazione alle differenze di substrato.

Esperimento N° 2 (Varie specie) Per esaminare la sopravvivenza degli astoni a radice nuda allevati in contenitore, quando sono trapiantati in contenitori più grandi, abbiamo usato astoni alti almeno 50 centimetri che erano stati prodotti nell'esperimento N° 1. Abbiamo aggiunto anche la Nyssa sylvatica. All'inizio di dicembre abbiamo svernato tutti gli astoni allevati in contenitori nel substrato di cortecce di pino in una serra di polietilene non riscaldata. Quelli allevati nel substrato a base di sabbia invece svernano a radice nuda in cella frigorifera. Gli astoni di Nyssa sylvatica e Quercus muehlenbergii erano troppo difficili da svernare a radice nuda.

Nel tardo maggio 1994, abbiamo invasato gli astoni in contenitori rotondi di plastica nera N° 10 (35-40 litri), quindi abbiamo misurato l'altezza della pianta in giugno ed ottobre. Per la maggior parte della specie in prova, non c'è stata nessuna differenza significativa di sopravvivenza, riguardo al metodo di svernamento.

Nel giugno 1994 quelli allevati nel substrato di cortecce di pino e svernati in serra erano significativamente più alti di quelli a radice nuda e svernati in frigo. Questo perché i secondi sono rimasti in riposo tutto l'inverno.

Questi studi mostrano che la produzione in contenitore di astoni a radice-nuda è una valida alternativa alla produzione in pieno campo. Gli astoni a radice nuda allevati in contenitore hanno mostrato una miglior sopravvivenza al trapianto ed un maggior potenziale di ricrescita radicale rispetto a quelli allevati in campo. Il substrato a base di sabbia è anche più facile rimuovere dai sistemi radicali del substrato di cortecce di pino. Attualmente stiamo usando un substrato a base di pula di riso invece che di sabbia a causa della sua maggior disponibilità, del peso ridotto, ed il fatto che è anche questa molto facile da rimuovere dalle radici.


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