La Banca del Germoplasma di specie arboree e arbustive
ad uso ornamentale da esterno


Agli inizi degli anni ottanta, sotto l’egida dell’Istituto di Propagazione delle Specie Legnose del CNR, fu iniziata la raccolta di una collezione di piante ornamentali di maggior interesse per il vivaismo sui terreni del Centro Sperimentale per il Vivaismo, con lo scopo di farla diventare, dopo le opportune verifiche, una sorgente primaria di materiale di moltiplicazione certificato.

A distanza di quasi 20 anni questa iniziativa si è dimostrata oltremodo valida perché va proprio nella direzione indicata dalle direttive comunitarie in materia fitosanitaria e commerciale. Infatti le direttive CEE relative alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali impongono una rigida organizzazione di controllo delle caratteristiche genetiche e fitosanitarie del materiale (piante e parti di pianta) presente sul mercato europeo e nazionale.

Il Centro, già da alcuni anni, ha pensato allora di ampliare questa collezione per completarla delle principali specie mancanti, con l’ausilio del Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze. E’ nato così il progetto della "Banca Nazionale del Germoplasma" e del "Centro di Moltiplicazione delle Piante da esterno" che ha ottenuto anche l’approvazione del M.I.R.A.F.

Le banche del germoplasma sono strutture nelle quali vengono raccolti e conservati individui di specie o varietà diverse. La costituzione di queste strutture ha avuto sinora per lo più uno scopo conservativo, di salvaguardare cioè il patrimonio genetico delle specie, le cui differenti combinazioni determinano quelle diversità, che sono state e sono tuttora la base del miglioramento delle piante.

Questa definizione è tuttavia restrittiva del ruolo e funzione di una banca di germoplasma, poiché si suppone che la struttura agisca solo come raccolta ed eccezionalmente, reimmetta materiale nel ciclo produttivo. In realtà raccolta e catalogazione sono azioni indispensabili per costituire definire e standardizzare le sorgenti di tutto il materiale usato per interventi in agricoltura, sull’ambiente, nel settore forestale; tale materiale non solo deve essere conservato e tramandato, ma, periodicamente controllato e ridistribuito agli utenti.

Con questa ottica è stata progettata la banca del germoplasma delle specie ornamentali legnose presso il Centro Sperimentale per il Vivaismo di Pistoia i cui scopi fondamentali sono pertanto i seguenti:

  1. conservare il ricco patrimonio genetico delle piante da esterno affinché sia a disposizione degli operatori, studiosi, del pubblico;
  2. fornire materiale di propagazione certificato ai vivaisti;
  3. aggiornare il settore delle novità vegetali sia di nuova costituzione che reperite in collezioni od altri vivai.

Consapevole delle difficoltà di realizzazione di un progetto di così grande importanza, il Ce.Spe.Vi. è venuto nella determinazione di attuarlo per gradi in relazione alle disponibilità finanziarie e al fine di assicurarne la più razionale manutenzione.

Prima di tutto è stato costituito un gruppo di tecnici, coordinato dal prof. Piero Fiorino - del Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università degli Studi di Firenze - e composto dai dottori: Renato Ferretti, Francesco Nicese, Carlo Vezzosi, Paolo Marzialetti e dall’esperto del verde Miro Mati, che cura la progettazione dei vari lotti della banca, e procede di volta in volta all’individuazione delle specie di maggior interesse commerciale da includere nelle collezioni.

Nel primo lotto dei lavori della "Banca del Germoplasma", iniziati nel 1996, è stata data la priorità all’impianto della collezione delle alberature ed all’integrazione di quella delle conifere esistenti.

Dopo un accurato lavoro di ricerca sono state scelte 75 specie così ripartite: 18 specie di conifere, 22 specie di Acer, 14 specie di Betula, 9 specie di Quercus e 12 specie di Tilia.

Circa i criteri di impianto è stata ripresa ed aggiornata la soluzione già studiata quando furono messe a dimora le collezioni di conifere, che si è dimostrata molto valida. Ad ogni essenza è stato assegnato uno schema di piantagione, in base alle dimensioni massime che questa raggiungerà da adulta. Gli schemi di piantagione sono distribuiti a trapezio su una striscia piantata larga dodici metri, intervallata dalle altre da una corsia di servizio larga sei metri.

La superficie interessata dalla piantagione del primo lotto è stata di 1,7 ettari per le alberature e di circa mezzo ettaro per le conifere. Le piante poste a dimora (4 per ogni specie) sono state complessivamente trecento. La fornitura delle piante è avvenuta gratuitamente da parte delle aziende vivaistiche che hanno risposto positivamente alle richieste del Centro.

Nella primavera 1997 si è provveduto al completamento degli impianti, alla sostituzione delle fallanze, ai lavori manutentori, alle cure colturali e alla cartellinatura delle piante. Sono inoltre iniziati, in collaborazione con il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze, i rilievi morfologici dei vari organi delle piante e della loro evoluzione nelle diverse fasi fenologiche, al fine di individuare i caratteri descrittivi più idonei a verificare la rispondenza varietale dei soggetti in collezione. Per questo scopo vengono realizzate anche delle serie di fotografie digitali che sono poi archiviate su CD-ROM.

Raggiunto questo primo obiettivo il Ce.Spe.Vi. è passato poi alla progettazione e realizzazione del secondo lotto della "Banca del Germoplasma" reso anche questo possibile grazie alla concessione di un contributo da parte della Camera di Commercio di Pistoia.

Questo secondo lotto ha per tema gli arbusti ornamentali a foglia caduca e sempreverdi di maggior interesse commerciale, che grazie alla loro fioritura scaglionata nell’arco dell’anno, al loro fogliame decorativo, le loro bacche dai colori vivaci, costituiranno il principale elemento decorativo della "Banca" perché ne faranno cambiare continuamente l’aspetto ed il colore.

La commissione tecnica ha proceduto all’individuazione di un gruppo di specie ritenute più interessanti e dopo un accurato lavoro di ricerca e di indagine sono state scelte n° 465 varietà di arbusti sia sempreverdi che a foglia caduca.

Il progetto interessa una superficie di circa due ettari posta a nord della collezione delle alberature e confinante sempre a nord, con il raccordo autostradale. Gli schemi di piantagione sono stati previsti a strisce parallele inclinate rispetto all’appezzamento, intervallate da corsie di servizio dell’ampiezza di 5 metri. In relazione allo sviluppo delle piante sono state previste tre diverse distanze sulle file: 50, 100 e 180 cm. Il progetto prevede infine una fascia frangivento di bambù per proteggere le specie più sensibili dai venti provenienti da ovest e dominanti in questa zona..

Nel corso del 1997 sono iniziati i lavori preparatori e di sistemazione del terreno a cui è seguita la squadratura ed il tracciamento delle file opportunamente pacciamate con film plastico per la larghezza di un metro. La lunghezza complessiva dei filari ascende a circa 2.700 metri.

Infine la messa in opera dell’impianto irriguo a goccia in tubi di polietilene con gocciolatori autocompensanti. L’impianto è completamente automatizzato mediante centralina elettronica e prevede l’installazione in corrispondenza della pianta di uno o più gocciolatori a seconda del rispettivo fabbisogno idrico.

Il reperimento delle piante è stata la parte più complessa dell’iniziativa vuoi per la quantità delle specie (465) che per raccolta frazionata fra tante aziende vivaistiche. Alla fine tutte le piante reperite sono state fatte confluire al Centro e conservate nelle nostre serre fino all’epoca dell’impianto. Come per il passato il Centro si è rivolto alle aziende per la fornitura delle piante ed anche questa volta la risposta è stata positiva.

Le due associazioni di produttori "Florovivaisti pistoiesi" e "Valle dei Fiori" e diverse aziende vivaistiche, con molta sensibilità, si sono fatte carico di offrire gratuitamente le piante che sono state complessivamente n° 1390 appartenenti a 278 specie (5 piante per varietà). Le specie mancanti (187) e prevalentemente reperibili all’estero saranno poste a dimora via via che perverranno essendo l’impianto irriguo già predisposto anche per queste ultime. Una parte dell’appezzamento è stata dedicata alle novità vegetali.

L’organizzazione della raccolta prima (iniziata nell’autunno 1997) e del lavoro poi hanno permesso di realizzare la piantagione nei tempi previsti nella primavera 1998. Al termine dei lavori, che hanno comportato non poche difficoltà, ci sentiamo di affermare con legittima soddisfazione che se questo impianto, per la sua natura ed ubicazione, potrà essere adeguatamente curato, oltre a rispondere agli scopi scientifici per cui è nato, sarà anche un bel giardino per la nostra città.

Nel prossimo futuro è previsto, oltre al completamento della collezione degli arbusti che sarà realizzata nell’autunno 1998 e primavera 1999, un ulteriore lotto di alberature che completi la serie di quelle già raccolte. Allo stato attuale il Centro dispone di una collezione di oltre 430 specie e varietà di piante ornamentali da esterno.

Poiché la costituzione della Banca del Germoplasma è già in fase avanzata ed è stata sviluppata e messa a punto la metodologia per i rilievi e la costituzione delle liste di caratteri descrittivi, le attività programmate per il prossimo anno sono:

Realizzazione di una planimetria delle collezioni di piante ornamentali raccolte presso il Centro.

La notevole quantità di materiale ormai raccolto pone il problema di individuare in maniera pratica e veloce la localizzazione delle diverse specie e varietà. Pertanto verrà fatto realizzare da un professionista del settore un elaborato grafico che rappresenti le collezioni presenti presso il Centro con vari livelli di dettaglio, corredato da apposite legende, in modo da poter facilmente localizzare la posizione in collezione delle diverse essenze. Questo anche ad uso dei visitatori ammessi e degli studiosi che lavoreranno al progetto Banca del Germoplasma.

Esecuzione della cartellinatura di tutte le piante in collezione.

Oltre alla rappresentazione cartografica si ritiene necessario contrassegnare ogni pianta delle collezioni mediante un idoneo sistema di cartellinatura che consenta un veloce e sicura identificazione dell’esemplare che si ha di fronte. Il materiale ed il tipo di cartellino da adottare, e le diciture da apporvi andranno studiate in maniera da rendere pratica e sicura la sua lettura oltre a porre pochi problemi di manutenzione e sicurezza.

Raccolta dati per la compilazione della scheda descrittiva di ciascuna essenza.

Per ciascuna delle varietà raccolte in collezione dovranno essere condotte ricerche bibliografiche su materiale cartaceo e su apposite banche dati per realizzare la scheda descrittiva più completa possibile, con tutte quelle indicazioni utili ad identificare la pianta in questione e dare una serie di informazioni sulle sue caratteristiche e la sua utilizzazione negli impianti a verde.

Esecuzione dei rilievi fotografici per la documentazione delle fasi fenologiche e l’individuazione dei caratteri descrittivi.

Di pari passo con la raccolta dei dati per la scheda descrittiva, verranno eseguiti dei rilievi fotografici sulle piante in collezione, nei vari periodi dell’anno, al fine di documentare l’evoluzione delle varie fasi vegetative ed individuare i caratteri descrittivi più idonei a verificare la rispondenza varietale dei soggetti in collezione.

Arricchimento e completamento di esemplari di specie o varietà mancanti o ritenuti di interesse e cure colturali adeguate a tutta la collezione.

Anche se la costituzione della Banca del Germoplasma è già in fase avanzata, vengono spesso individuate nuove essenze non reperite all’epoca dell’impianto oppure altre vengono segnalate come interessanti, obbligando la collezione ad un costante ampliamento. Un aspetto importante è quello di praticare alla collezione approfondite cure colturali (potature, concimazioni, trattamenti antiparassitari) per assicurare un idoneo accrescimento.

Infine si prevede di realizzare una pubblicazione illustrativa delle collezioni, utilizzando il materiale cartografico ed i vari lavori realizzati, che sia idonea anche a documentare l’attività svolta.

Questa iniziativa non risponde solo a motivazioni etiche o storico-ornamentali, ma permette anche l’applicazione delle direttive CEE relative alla commercializzazione dei materiali di propagazione; rispetta altresì normative comunitarie, decreti nazionali e recenti leggi regionali, che fissano regole per la certificazione genetica e sanitaria del materiale vivaistico.

Questo concetto, relativamente nuovo per il vivaismo ornamentale, offrirà ai produttori, la possibilità di poter accedere a fonti sicure per l’approvvigionamento del materiale di propagazione.

Sinora il reperimento di tale materiale è avvenuto per lo più da piante in coltivazione nei vivai o addirittura al di fuori di essi, con elevati margini di incertezza sia per la rispondenza genetica che per quella sanitaria. Pertanto risulta evidente l’importanza di un Centro nel quale vengono effettuate le verifiche di rispondenza genetica e sanitaria delle piante ornamentali, come prefigurato dal DM 289 del 2 luglio 1991, Centro ove si dovrebbe produrre materiale di moltiplicazione certificato da distribuire ai vivaisti.


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