CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN TECNICHE FLORO-VIVAISTICHE


MODULO 3: VIVAISMO PARTE SPECIALE

LATIFOGLIE & ARBUSTI: TECNICHE DI COLTIVAZIONE

Dr. Paolo Marzialetti

Gennaio 1993

IIª PARTE


LATIFOGLIE: TECNICA DI COLTIVAZIONE


ALBERI A PORTAMENTO PIRAMIDALE

Questa tipologia di alberi ornamentali è caratterizzata dalla propria forma a cono più o meno espanso, che tuttavia non va intesa in senso strettamente geometrico. In pratica le piante hanno le branche più lunghe inserite sul fusto a partire dal basso poi man mano sempre più corte fino all’apice, disposte più o meno regolarmente e con un’angolo abbastanza aperto. Questo è il portamento caratteristico delle specie a vegetazione basitona cioè che sviluppano con maggior vigoria i rami più bassi.

Non tutte le piante con questo portamento naturale vengono allevate così, in certi casi invece gli viene data un’altra forma, come ad esempio molte specie di Quercus che sono allevate a fusto. Mentre invece possono essere allevate a piramide essenze con portamento vegetativo molto diverso attraverso gli interventi di potatura, e questo potrebbe essere l’esempio della Magnolia, che ha una chioma di forma globosa e richiede una sapiente opera di potatura per ottenere le forma a piramide.

Infine alcune piante, assimilabili a questa categoria, possono essere allevate con una forma particolare detta “a ceppaia”. Questa forma, caratteristica di alcune specie come Betula alba e Acer saccharinum, consiste nell’allevare tre o più fusti a partire dal colletto, oppure allevare assieme più piante, in modo da ottenere appunto una ceppaia, espansa e ramificata fino dal basso.

SESTI: All’ impianto: sulla fila 100 cm, interfila 100 cm.

Al trapianto: sulla fila 200 cm, interfila 200 cm.

Poiché le piante devono essere ramificate fino dal basso ed hanno una circonferenza della chioma notevole, i sesti adottati sono tra i più ampi. Naturalmente le misure suddette sono a titolo orientativo, e variano da un vivaio all’altro.

Si mettono a dimora piante già discretamente grandi, generalmente in vaso di 15-20 cm di diametro e oltre, per poterle mettere già abbastanza distanziate ed evitare di doverle trapiantare troppo presto.

Il trapianto viene effettuato in genere ogni 2-3 anni, quando le piante hanno raggiunto un’altezza di circa 150-200 cm, ed un’altro quando superano i 300-350 cm, secondo la specie naturalmente. Nel caso della Magnolia, che è molto particolare, sono molto più frequenti all’inizio: una pianta intorno al metro può aver già subito due trapianti.

Spesso invece di un trapianto completo di tutte le piante, viene effettuato solo un dirado, trapiantando una fila si ed una no, in modo da raddoppiare il sesto. In questo modo metà delle piante rimane dov’era, o subisce un trapianto sul posto, e l’altra metà viene trapiantata in un’altro appezzamento.

TUTORI: Non hanno bisogno di sostegni.

Qualche volta tuttavia vengono usati per quelle specie che tendono a vegetare irregolarmente, specialmente se impiantate molto giovani. Per esempio il Faggio può essere legato ad un tutore fino a che non raggiunge un’altezza di 1,50 m per ottenere un tronco perfettamente diritto.

POTATURA: Questa operazione viene effettuata una volta all’anno e salvo casi particolari, come ad esempio quello del Leccio, si tratta di assecondare l’habitus vegetativo delle piante.

L’intervento di potatura pertanto si limita alla spuntatura dei rami per evitare che diventino troppo lunghi e la vegetazione troppo rada e spargola. Naturalmente si provvede anche alla eliminazione di ramificazioni distorte, o che si incrociano con altre, oppure troppo vicine che formano addensamenti di vegetazione.

Il questa forma di allevamento è molto importante il mantenimento della freccia, cioè dell’apice vegetativo principale, poiché in molti casi, se questo viene danneggiato, la cacciata che andrà a sostituirlo formerà una gobba sul fusto che ne ridurrà il valore ornamentale.

Tra le essenze più caratteristiche di questa categoria di piante ornamentali vanno menzionate:

Acer saccharinum (dasycarpum) Aceraceae FGC

Betula alba (verrucosa) Betulaceae FGC

Betula utilis Betulaceae FGC

Carpinus betulus Carpinaceae FGC

Fagus sylvatica Fagaceae FGC

Gleditsia triacanthos ‘Inermis’ Leguminosae FGC

Liquidambar styraciflua Hamamelidaceae FGC

Liriodendron tulipifera Magnoliaceae FGC

Magnolia grandiflora ‘Gallissoniensis’ Magnoliaceae SMV

Quercus ilex Fagaceae SMV

Quercus palustris Fagaceae FGC

Quercus robur (pedunculata) Fagaceae FGC

Tilia spp. Tiliaceae FGC

Zelkova carpinifolia (crenata) Ulmaceae FGC


ALBERI A PORTAMENTO FASTIGIATO

Molto simile alla precedente, questa tipologia di piante comprende spesso delle varietà selezionate dalle specie suddette con una forma più o meno conica ma molto più stretta.

Anche in questo caso le branche iniziano fino dal basso, ma sono erette, cioè inserite sul fusto con un’angolo molto acuto, e strettamente appressate ad esso. Ciò conferisce alla pianta un portamento colonnare, stretto ed affusolato.

Come abbiamo visto in precedenza, certe volte la forma viene ottenuta su specie con portamento diverso mediante interventi di potatura e raccorciamento delle branche. Per questa forma di allevamento però è molto più difficile poiché si possono accorciare le branche ma non si può modificare il loro angolo di inserzione sul fusto.

SESTI: All’ impianto: sulla fila 60-80 cm, interfila 80 cm.

Al trapianto: sulla fila 150 cm, interfila 150-200 cm.

In conseguenza della forma più stretta ed affusolata anche i sesti sono più stretti, ma possono essere diversi per le varie specie a causa della diversa velocità di crescita e ingombro della chioma. Le misure suddette sono a titolo orientativo, e possono variare da un vivaio all’altro.

Anche in questo caso il trapianto viene effettuato in genere ogni 2-3 anni, quando le piante hanno raggiunto un’altezza di circa 150-200 cm, poi un’altro raggiunti i 300-350 cm ed un’altro ancora oltre i 450-500 cm, sempre però a secondo della specie. Nel caso di specie a crescita rapida come il pioppo cipressino si possono raggiungere altezze superiori ai 200-250 cm e poi di 450-500 con un trapianto in meno.

TUTORI: Non hanno bisogno di sostegni.

Ma vale l’eccezione delle specie che tendono a vegetare irregolarmente che possono essere legate ad un tutore, i primi anni, per ottenere un tronco perfettamente diritto.

POTATURA: Viene effettuata 2-3 volte all’anno.

La differenza principale tra le piante a portamento piramidale e queste consiste proprio nella potatura, che è molto più frequente ed onerosa e contribuisce ad elevare notevolmente il valore delle piante.

In genere, oltre alla potatura ordinaria primaverile, possono essere richiesti un intervento di potatura invernale ed un’altro estivo “al verde”. E’ necessario controllare accuratamente la formazione della chioma, raccorciando le branche per infittire la vegetazione ed evitare che, allungandosi troppo, si aprano sotto il loro peso, al fine di ottenere una forma perfettamente affusolata. Per questo si interviene anche “al verde”, per stimolare l’emissione di ramificazioni secondarie e correggere tempestivamente ogni deformazione della chioma.

Anche in questo caso è importante mantenere la freccia, che guida lo sviluppo in altezza della pianta.

Tra le essenze più rappresentative di questa categoria di piante ornamentali vi sono per la maggior parte tutte quelle varietà con l’appellativo ‘Pyramidalis’ o ‘Fastigiata’:

Carpinus betulus ‘Pyramidalis’ (‘Fastigiata’) Carpinaceae FGC

Eucalyptus spp. Myrtaceae SMV

Fagus sylvatica ‘Fastigiata’ Fagaceae FGC

Liriodendron tulipifera ‘Fastigiata’ Magnoliaceae FGC

Populus nigra ‘Italica’ Salicaceae FGC

Prunus serrulata ‘Amanogawa’ (erecta) Rosaceae FGC

Quercus robur ‘Fastigiata’ Fagaceae FGC

Robinia pseudoacacia ‘Pyramidalis’ Leguminosae FGC

Sorbus aucuparia ‘Fastigiata’ Rosaceae FGC

Tilia platyphyullos ‘Fastigiata’ Tiliaceae FGC


ALBERI PENDULI O RICADENTI

La vegetazione di questa tipologia di piante ornamentali può essere dovuta alle ramificazioni lunghe e flessibili che si piegano verso il basso, oppure è una vera questione di geotropismo (crescita in direzione della forza di gravità) che condiziona lo sviluppo della vegetazione verso il terreno. In certi casi è una caratteristica varietale, come ad esempio per il salice piangente, oppure può essere indotta mediante opportune tecniche di allevamento e innesto.

Queste tecniche consistono nell’allevare eretti, guidati da tutori, uno o più fusti di una specie “prostrata” fino ad una certa altezza per poi lasciarli ricadere liberamente; oppure innestare il fusto o le ramificazioni di una specie eretta con una specie ad accrescimento orizzontale che si svilupperà ricadente.

Tutte le piante che ci interessano in genere vengono innestate, escluso forse pochi casi particolari come il Salix babylonica. Possono essere innestate al piede, come le varietà di Betula, Fagus, Fraxinus ecc., oppure innestate in testa su un fusto pulito fino all’altezza desiderata, come Salix caprea, Sophora, Prunus ecc. In altri casi si possono innestare al piede oppure in testa, secondo le preferenze, come accade per il Morus (gelso).

Gli innesti al piede in genere sono effettuati dal propagatore sulle giovani piante, che poi verranno allevate in contenitore per un’anno o due prima di essere piantate in campo. Gli innesti in testa invece vengono più spesso effettuati in campo dopo aver ottenuto l’astone della dimensione desiderata.

SESTI: All’ impianto: sulla fila 60 cm, interfila 100 cm.

Al trapianto: sulla fila 100 cm, interfila 150 cm.

I sesti d’impianto sono lievemente più ampi delle forme fastigiate ma poi non aumentano proporzionalmente nei trapianti poiché queste in generale hanno una chioma, più o meno in asse con il fusto, che non cresce molto in larghezza ma piuttosto in verticale.

Secondo che abbiano il fusto pulito fino ad una certa altezza oppure siano ramificati dal basso il trapianto viene effettuato quando hanno raggiunto una circonferenza del fusto di 6-8 cm circa, oppure un’altezza di oltre 150-200 cm, dipende dalla specie naturalmente. Un’altro trapianto può essere effettuato una volta raggiunto un diametro di 14-16 cm oppure un’altezza superiore ai 300 cm.

TUTORI: In questa tipologia di piante i tutori giocano un ruolo fondamentale per l’ottenimento della forma desiderata.

Richiedono infatti un sistema di sostegno costituito da pali e fili che consenta di fermare il fusto, affinché non si pieghi oppure si rompa nel punto d’innesto, e talvolta di guidare i rami ricadenti secondo una forma regolare.

POTATURA: Viene effettuata una volta all’anno è serve principalmente a mantenere ed assecondare la forma ricadente.

In genere vengono spuntate le cacciate dell’innesto per farle irrobustire e per stimolare lo sviluppo di ramificazioni secondarie. E’ necessario inoltre eliminare tutte le cacciate che vanno in controtendenza e modellare la caratteristica forma a casco di queste piante.

Nel caso siano impalcate a fusto c’è bisogno di mantenerlo pulito da eventuali ricacci e succhioni, oltre che eliminare i polloni alla base dei portinnesti.

Anche in questo caso, le piante più rappresentative di questa categoria, sono spesso varietà selezionate di specie comuni contraddistinte dall’appellativo ‘Pendula’, tra cui le più coltivate sono:

Betula pendula ‘Youngii’ Betulaceae FGC

Fagus sylvatica ‘Pendula’ Fagaceae FGC

Fagus sylvatica ‘Purpurea Pendula’ Fagaceae FGC

Fraxinus excelsior ‘Pendula’ Oleaceae FGC

Morus alba ‘Pendula’ Moraceae FGC

Prunus serrulata ‘Kiku-shindare Sakura’ Rosaceae FGC

Prunus subhirtella ‘Pendula’ Rosaceae FGC

Salix babylonica Salicaceae FGC

Salix caprea ‘Pendula’ Salicaceae FGC

Sophora japonica ‘Pendula’ Leguminosae FGC

Ulmus montana ‘Pendula’ Ulmaceae FGC

Ulmus pumila (siberiano) Ulmaceae FGC


ALBERI AD ALTO FUSTO E CHIOMA GLOBOSA

Questa gruppo comprende la maggior parte degli alberi ornamentali, in particolare quelli a foglia caduca, che vengono anche genericamente definite “alberature”. Le piante sono costituite da un fusto privo di ramificazioni fino ad una certa altezza, che viene detta impalcatura, dove sono inserite le branche principali che formano la chioma.

La chioma può avere una forma più o meno globosa fino a piramidale, a seconda della presenza di un’asse centrale, prolungamento del fusto, che costituisce la “freccia”. In altri casi la chioma assume una forma da cilindrica a ovale o sferica che può anche essere modellata mediante la potatura.

Nelle piante propagate per seme o talea l’impalcatura viene ottenuta sopprimendo i rami lungo il fusto nei primi anni di allevamento fino all’altezza desiderata. Questo vale anche per quelle varietà che vengono innestate al piede. Per molte altre piante propagate per innesto invece il fusto viene ottenuto innestando in testa, all’altezza desiderata, l’astone portinnesto allevato opportunamente.

Una volta l’impalcatura veniva ottenuta capitozzando il fusto e deviandolo su tre o più diramazioni laterali a corona, come si fa in frutticoltura per il vaso classico. Adesso invece, anche per soddisfare le richieste dei paesi stranieri e dei paesaggisti moderni, ci si orienta su forme di allevamento più libere.

In pratica si cerca di lasciare sempre un prolungamento del fusto all’interno della chioma, la quale viene lasciata più libera di assumere la forma naturale, caratteristica del proprio habitus vegetativo. In questo modo, al contrario di quanto accadeva con la vecchia forma di allevamento, è sempre possibile rialzare l’impalcatura e riformare una chioma più alta.

Quest’ultima esigenza è spesso particolarmente sentita per gli alberi degli arredi urbani. Inoltre per gli stessi motivi le altezze delle impalcature si stanno spostando verso l’alto: prima 150-170 cm, adesso 180-200 cm ed in certi casi anche 220 e più.

SESTI: All’ impianto: sulla fila 100 cm, interfila 100-150 cm.

Al trapianto: sulla fila 150-200 cm, interfila 200 cm.

Sono in genere queste le piante che utilizzano i sesti più ampi, a causa della loro chioma globosa. Anche per queste c’è una certa tendenza a piantare in quadrato, al fine di semplificare le operazioni colturali, meccanizzandole al massimo e consentendo il passaggio nei due sensi.

Il trapianto viene effettuato quando hanno raggiunto una circonferenza del fusto di 6-8 cm circa, un nuovo trapianto può essere effettuato una volta raggiunto un diametro di 14-16 cm ed ancora un’altro al diametro di 20-25. Naturalmente queste misure sono indicative e cambiano anche notevolmente secondo l’habitus vegetativo e la velocità di crescita delle varie specie. Chiaramente una Lagerstroemia o un Prunus non potranno avere accrescimenti paragonabili a quelli di una Catalpa o un Tiglio.

TUTORI: Un palo ogni 5-10 metri ed un filo per legare i fusti.

Generalmente solo nei primi anni di allevamento le piante vengono assistite con un filo, assicurato ad una serie di pali lungo il filare, dove vengono legati i fusti affinché non si pieghino e crescano ben dritti.

La legatura viene effettuata con un apposito materiale plastico tubolare elastico, che si adatta all’accrescimento del fusto senza strozzarlo. Affinché il filo di ferro non sbucci il tronco questo può essere protetto con una fasciatura di gomma oppure effettuando la legatura con una tecnica particolare in modo che il legaccio stesso protegga il tronco.

In ogni caso, come per tutte le altre piante, la legatura va rinnovata ogni anno per evitare che strozzi la pianta, anche se è stata eseguita con materiale elastico.

POTATURA: Viene effettuata una volta o due all’anno.

La potatura consiste in una prima fase di formazione del fusto, in cui vengono eliminati tutti i rami laterali. E’ particolarmente importante evitare che questi raggiungano dimensioni tali da lasciare le cicatrici dei tagli sul fusto.

In seguito, una volta raggiunta l’altezza desiderata per l’impalcatura, si devono far sviluppare una serie di palchi di rami laterali sul prolungamento del fusto, lasciando intatta la freccia. Questi rami, che formano la chioma della pianta, potranno essere distribuiti più o meno regolarmente lungo il tronco, secondo l’habitus vegetativo, ma con la potatura bisognerà favorire il loro armonico sviluppo ed una equilibrata distribuzione della vegetazione.

Un’altro intervento di potatura che spesso giustifica un secondo intervento, è quello di eliminazione dei polloni del portinnesto e dei succhioni lungo il fusto. Per alcune specie come ad esempio gli aceri, i platani, i tigli ecc. è necessario intervenire tempestivamente affinché non rovinino il fusto.

Tra le essenze più coltivate di questa vasta categoria di piante ornamentali possono essere menzionate:

Acacia spp. (varietà d’innesto di mimosa) Leguminosae SMV

Acacia dealbata (decurrens dealbata) Leguminosae SMV

Acacia semperflorens (floribunda) Leguminosae SMV

Acacia farnesiana Leguminosae FGC

Acer campestre Aceraceae FGC

Acer negundo Aceraceae FGC

Acer platanoides Aceraceae FGC

Acer pseudoplatanus Aceraceae FGC

Acer saccharinum Aceraceae FGC

Aesculus hippocastanum Hippocastanaceae FGC

Ailanthus altissima (glandulosa) Simaroubaceae FGC

Albizia julibrissin Leguminosae FGC

Betula pendula (alba - verrucosa) Betulaceae FGC

Castanea sativa Fagaceae FGC

Catalpa bignonioides Bignoniaceae FGC

Celtis australis Ulmaceae FGC

Crataegus oxyacantha (laevigata) Rosaceae FGC

Elaeagnus angustifolia Elaeagnaceae FGC

Fagus sylvatica Fagaceae FGC

Fraxinus excelsior Oleaceae FGC

Fraxinus ornus Oleaceae FGC

Gleditsia triacanthos Leguminosae FGC

Juglans regia Juglandaceae FGC

Laburnum anagyroides (Citisus laburnum) Leguminosae FGC

Lagerstroemia indica Lythraceae FGC

Malus ‘Aldenhamensis’ Rosaceae FGC

Malus floribunda ‘Rosea’ Rosaceae FGC

Morus platanifolia (bombycis) Moraceae FGC

Paulownia tomentosa (imperialis) Scrophulariaceae FGC

Platanus acerifolia (x hybrida) Platanaceae FGC

Platanus orientalis Platanaceae FGC

Populus alba Salicaceae FGC

Prunus ‘Accolade’ Rosaceae FGC

Prunus cerasifera ‘Pissardii’ Rosaceae FGC

Prunus serrulata ‘Kwanzan’ Rosaceae FGC

Quercus ilex Fagaceae SMV

Quercus palustris Fagaceae FGC

Quercus robur (pedunculata) Fagaceae FGC

Quercus suber Fagaceae SMV

Robinia pseudoacacia Leguminosae FGC

Sorbus aria Rosaceae FGC

Sorbus aucuparia Rosaceae FGC

Sorbus domestica Rosaceae FGC

Tamarix ramosissima (odessana) Tamaricaceae FGC

Tilia americana (hybrida ‘Argentea’) Tiliaceae FGC

Tilia cordata Tiliaceae FGC

Tilia europaea (x vulgaris) Tiliaceae FGC

Tilia tomentosa Tiliaceae FGC

Ulmus campestris (carpinifolia) Ulmaceae FGC


CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN TECNICHE FLORO-VIVAISTICHE
Parte Generale - Tecnica Floro-Vivaistica
Parte Speciale - Tecnica colturale: le latifoglie
Parte Speciale - Tecnica colturale: gli arbusti

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