IL DISERBO CHIMICO DEL VIVAIO

Giovanni Vettori - Regione Toscana, A.R.S.I.A.


PIENO CAMPO

Il diserbo chimico dei vivai ha acquistato negli ultimi anni un’importanza sempre superiore in quanto consente di ridurre l’impiego della manodopera nel controllo delle infestanti con risultati pari o superiori alle lavorazioni del terreno. Infatti l’alternativa al diserbo chimico è rappresentata, sia nel passato che nel presente, principalmente dalle lavorazioni del terreno, manuali o meccaniche, quest’ultime basate principalmente sull’uso di motofrese e motozappe. Tuttavia in un’ottica moderna di diserbo integrato, la condizione ottimale è fornita da un’integrazione dei due sistemi di controllo delle infestanti: chimico e manuale-meccanico. Un adeguato utilizzo di entrambi i metodi di controllo fornisce nel tempo una sicurezza di risultati che entrambi, presi singolarmente, non sono in grado di garantire se non con grandi dispendi di tempo e/o capitale.

Un modello di diserbo integrato applicabile in vivaio può essere il seguente:

1) intervento chimico in gennaio-febbraio con prodotti residuali (antigerminello) associati eventualmente ad un diserbante fogliare (di contatto o di traslocazione) per eliminare la flora infestante presente al momento del trattamento;

2) eventuale intervento chimico in maggio-giugno con diserbanti fogliari di traslocazione;

3) lavorazioni manuali o meccaniche del terreno nel proseguo della stagione.

Il primo intervento ha lo scopo di prevenire lo sviluppo delle malerbe nel periodo primaverile in cui la manodopera del vivaio è impegnata in altri lavori. E’ possibile anticiparlo anche al periodo autunnale, ma si corre il rischio che in primavera l’efficacia del diserbo risulti molto ridotta. Il secondo, maggio-giugno, si rende necessario nel caso si siano sviluppate infestanti perenni non sensibili ai prodotti antigerminello comunemente utilizzati in vivaio (es. Convolvulus, Equisetum, Cirsium, Artemisia, ecc...). Successivamente è opportuno continuare solo con lavorazioni, considerando anche il loro effetto positivo sul contenuto idrico del terreno.

Nell’eseguire le operazioni di diserbo è opportuno considerare alcuni aspetti tecnici.

• Per un corretto impiego della tecnica di diserbo è necessario avere una conoscenza di massima delle principali malerbe. Ciò diventa particolarmente importante qualora si voglia effettuare un trattamento mirato verso una o più di queste. Le infestanti che interessano il vivaismo pistoiese sono da ricondursi nella totalità a piante erbacee annuali o perenni. Queste malerbe, annuali o perenni, si possono suddividere in 2 grandi gruppi:

1) INFESTANTI DICOTILEDONI, dette anche a foglia larga;

2) INFESTANTI MONOCOTILEDONI o GRAMINACEE dette anche infestanti di filo.

A questi due gruppi principali si possono aggiungere alcune malerbe che sfuggono a detta classificazione, in particolare Equisetum e felci.

INFESTANTI DICOTILEDONI PERENNI.

Nome botanico. Nome comune.
Cirsium arvense Stoppione
Convolvulus arvensis Vilucchio
Calystegia sepium Vilucchio
Rumex Rombice
Trifolium Trifoglio
Artemisia vulgaris Assenzio selvat., Crisantemina

INFESTANTI DICOTILEDONI ANNUALI.
Nome botanico. Nome comune.
Amaranthus retroflexus Amaranto
Plantago Piantaggine
Polygonum Poligono
Portulaca oleracea Erba grassa, porcellana
Senecio vulgaris Erba cardellina, senecione
Solanum nigrum Erba morella
Sonchus Grespino
Stellaria media Centocchio
Taraxacum officinalis Dente di leone, piscialetto
Cardamine irsuta Erba schizzina
Erigeron Saeppola

INFESTANTI MONOCOTILEDONI PERENNI
Agropyrum repens
Cynodon dactylon
Cyperus

INFESTANTI MONOCOTILEDONI ANNUALI
Echinochloa crus-galli
Poa
Avena
Hordeum

• La dose di diserbante da usare deve essere riferita alla superficie (dose per ettaro) da diserbare. Solo successivamente, per praticità, conoscendo il quantitativo di acqua che mediamente viene distribuito sull’ettaro, si può riferire al quintale di acqua. Ciò è valido in particolare per i diserbanti antigerminello in quanto questi per agire devono costituire una pellicola sul terreno di adeguata concentrazione. Per realizzare ciò è necessario distribuire sulla uperficie una adeguata quantità di principio attivo e ciò risulta indipendentemente dal quantitativo di acqua. Questo influisce solo sull’uniformità di distribuzione: più acqua si usa, più la distribuzione è omogenea. Alcune prove basate sui volumi di acqua eseguite presso il CESPEVI hanno evidenziato che quantitativi compresi fra 10 e 60 quintali/ettaro di acqua forniscono distribuzioni sufficientemente omogenee. I diserbanti fogliari possono fare eccezione a questa regola, in quanto la soluzione che bagna le infestanti deve possedere una concentrazione minima di principio attivo perchè questi sia efficace.

• E’ buona norma, specialmente per i diserbanti residuali, alternare i principi attivi o quantomeno cercare di non basare il diserbo esclusivamente sullo stesso prodotto per più anni di seguito. Un metodo efficace per realizzare ciò è quello di selezionare i vari diserbati in funzione delle specie vegetali da diserbare, almeno a livello di grandi gruppi. Esempio: intervenire sulle conifere con un prodotto, utilizzarne un altro per gli arbusti spoglianti, diversificare ancora per le giovani piante ecc... Inoltre si possono formare miscele di più diserbanti per integrare le diverse caratteristiche, diversificando anche le dosi in funzione delle piante da diserbare. In un’ottica di diserbo integrato ed evoluto è da ritenere prioritario la diversificazione dei principi attivi a seconda delle piante coltivate.

• Per una corretta applicazione di quanto sopra detto diventa importante considerare la selettività dei vari diserbanti.

La selettività è la proprietà di un diserbante chimico di essere tossico per certe piante e non per altre.

Questo concetto spesso non è assoluto ma relativo: nella generalità dei casi un erbicida è selettivo solo se adoperato opportunamente (modalità di applicazione, stato vegetativo delle piante, formulazione, dose, ecc...).

Se la selettività non è sufficiente si verificano dei fenomeni di fitotossicità per la coltura. Questi possono essere ben visibili (disseccamenti fogliari, morte della pianta ed altri) oppure poco evidenti per cui solo un attento confronto con piante non trattate è in grado di evidenziare il danno (accecamento di gemme, arresti di crescita, riduzione dello sviluppo).

La selettività è molto influenzata dal clima. Uno dei tanti esempi può essere l’impiego dell’ OXIFLUORFEN (GOAL) in primavera su giovani piante di rosa e magnolia spogliante: se successivamente si verificano delle piogge gli schizzi di terra provocati dall’acqua che percuote il terreno su cui è stato distribuito il GOAL porta a contatto il diserbante con la vegetazione causando fitotossicità.

I DISERBANTI

Di seguito sono riportati i diserbanti il cui uso è autorizzato per ornamentali e vivaio.

ERBICIDI RESIDUALI O ANTIGERMINELLO

Questi diserbanti sono in grado di colpire le infestanti al momento della germinazione o allo stadio di plantula; la loro efficacia sulle piante sviluppate spesso è alquanto ridotta. Sono prodotti in grado di esercitare la loro attività per periodi prolungati, fino a 6 mesi ed oltre.

Di seguito si effettua una breve rassegna dei diserbanti antigerminello che attualmente trovano maggior impiego nel vivaismo pistoiese riportando per ciascuno di essi gli aspetti applicativi più interessanti per questo settore.

OXADIAZON (RONSTAR). Molto usato nel diserbo dei contenitori si può utilizzare validamente anche in pieno campo. E’ presente in commercio in due formulazioni: granulare e liquida. La forma granulare deve essere impiegata a dose di 15 g/mq preferibilmente su terreno pulito. La formulazione liquida, attualmente non registrata per l’uso in vivaio, può essere usata a dose di 7-8 l/ha. Durante la distribuzione è opportuno non colpire le piante coltivate in quanto, specialmente su alune specie più sensibili, si possono avere fenomeni di rallentamento crescita, piccole ustioni, ecc... Nella distribuzione della forma granulare su piante con foglie a guaina (es. Dracene) bisogna porre attenzione che i granuli non restino a contatto con la vegetazione. La Stellaria media è completamente resistante a questo prodotto ed una certa resistenza la posseggono anche la Cardamine hirsuta e le Sagine. Può mantenere l’efficacia antigerminello fino a 5 mesi; ha un costo ad ettaro piuttosto elevato.

OXIFLUORFEN (GOAL). Questo diserbante agisce principalmente per contatto, per cui possiede anche azione fogliare. Se si distribuisce su piante in vegetazione è opportuna un’ adeguata schermatura; risulta selettivo su conifere nei mesi invernali (Gennaio-Febbraio). Portainnesti di rosa, giovani piante di rosa, di magnolie spoglianti, di aceri a cespuglio ed altre essenze a foglia delicata, durante la primavera, specialmente in presenza di piogge, risultano sensibili al Goal anche se usato con schermatura. Le dosi consigliate per formulati al 23,6% di p.a. sono di 4-6 l/ha; in prove effettuate presso il CESPEVI il prodotto ha fornito risultati altrettanto validi alla dose di 2 l/ha distribuito con 10 qli/ha di acqua. Attualmente, nel pistoiese, non si hanno fenomeni rilevanti di infestanti resistenti a questo diserbante. La sua attività può persistere fino a 6 mesi.

SIMAZINA (GESATOP ed altri). E’ un diserbante in commercio da molti anni ed ampiamente usato in passato. Oggi il suo uso si è ridotto in quanto alcune infestanti sfuggono alla sua azione. Su camelie, ilex, rose ed alcune conifere può essere usato, specialmente nel periodo invernale, bagnando la vegetazione. Ha una persistenza che può arrivare ad un anno.

PROPYZAMIDE (KERB ed altri). La propizamide è un diserbante residuale con una notevole azione verso le graminacee. Queste infestanti, nel periodo invernale e con azione molto lenta, sono controllate anche se parzialmente sviluppate. Trova le migliori condizioni di impiego con clima freddo ed umido per cui è opportuno utilizzarla nel periodo invernale con terreno ben bagnato. Nelle condizioni di impiego ottimali può arrivare ad avere una persistenza di 6 mesi. Alcune infestanti dicotiledoni risultano resistenti, altre poco sensibili per cui è opportuno miscelarlo con altri diserbanti residuali per ampliare lo spettro di azione. Una di queste miscele disponibile in commercio già preparata ed ampiamente usata è quella con Simazina (Siden).

PENDIMETHALIN (STOMP ed altri). Diserbante in corso di registrazione per l’utilizzo in vivaio, ha una buona efficacia ed un’elevata selettività, specialmente se usato nel periodo invernale. Con l’uso ripetuto nel tempo le graminacee possono essere poco controllate. Ha una persistenza di azione di 3-5 mesi. Le dosi di impiego per i formulati commerciali al 31-32% di principio attivo sono di 5-6 kg/ha.

ISOXABEN (GALLERY). E’ un erbicida antigerminello efficacie principalmente sulle infestanti dicotiledoni. Sul terreno forma una pellicola che inibisce la germinazione delle infestanti; perchè la sua azione si mantenga nel tempo questa pellicola non deve essere rotta. Per questo motivo deve essere usato prima della germinazione delle infestanti ed è possibile bagnare l’intera pianta coltivata. Questo diserbante ha una scarsa azione contro le graminacee per cui è necessario ampliare lo spettro di azione miscelandolo con prodotti efficaci contro queste infestanti. E’ indicato per il diserbo dei contenitori; in pieno campo per ora trova scarsa applicazione. La dose di impiego è di 1-1,5 l/ha ed ha una persistenza elevata.

ERBICIDI AD AZIONE FOGLIARE

Questi diserbanti si possono suddividere in funzione della loro modalità d’azione:
• ERBICIDI DI CONTATTO
• ERBICIDI DI TRASLOCAZIONE


ERBICIDI DI CONTATTO

Questi diserbanti agiscono sulle parti vegetali verdi con cui vengono a contatto, risultando particolarmente attivi sui tessuti fogliari. Sono idonei per combattere le infestanti annuali, poichè le perenni, anche se danneggiate nella parte aerea, possono riprendersi ricacciando dagli organi ipogeii o lignificati. Di seguito si passa in rassegna i principali diserbanti fogliari di contatto.

PARAQUAT e DIQUAT. In commercio sono presenti sia singolarmente (Paraquat: Gramixel ed altri; Diquat: Gramox-R10 ed altri) che in miscela (Seccatutto). Il Paraquat possiede uno spettro d’ azione più ampio del Diquat, ma è molto tossico durante la distribuzione per l’operatore e per gli animali a sangue caldo. La loro azione diserbante si esplica principalmente sulle parti verdi di pianta direttamente colpite durante il trattamento. Hanno scarsa o nessuna azione su fusti lignificati e rizomi.

Entrambi sono assorbiti dai colloidi del terreno ed inattivati.

GLUFOSINATE AMMONIO (BASTA e FINALE). E’ un erbicida fogliare che agisce per contatto sulle parti verdi delle infestanti presenti al momento del trattamento; la sua traslocazione verso le radici è scarsa. Le dosi consigliate sono comprese fra 4 e 13 l/ha e variano in funzione del tipo di infestanti e loro sviluppo. Ha uno spettro di efficacia molto ampio e alle dosi superiori risulta attivo anche verso l’Equisetum spp. (coda di cavallo). La sua azione risulta esaltata dall’aggiunta di solfato ammonico al 2%. Nel terreno viene adsorbito dai colloidi e rapidamente degradato ad opera dei microorganismi. In prove effettuate presso il CESPEVI, nel periodo invernale ha evidenziato una scarsa azione verso i Ranuncoli.

ERBICIDI DI TRASLOCAZIONE

Sono diserbanti in grado di essere trasferiti all’interno della pianta da un’organo ad un’altro. Muovendosi nella pianta sono in grado di raggiungere anche organi sotterranei quali tuberi e rizomi, per cui possono risultare efficaci anche contro le infestanti perenni. Nel vivaismo pistoiese trovano impiego i seguenti diserbanti fogliari di traslocazione:

GLIFOSATE (ROUNDUP ed altri). E’ un diserbante che distribuito sulla vegetazione verde viene da questa assorbito e traslocato nelle radici dove esplica la sua azione tossica. Per questo motivo risulta efficacie su diverse piante perenni provviste di rizomi. I sintomi dell’azione di questo prodotto si manifestano, di solito, da 7 a 14 giorni dal trattamento, mentre il completo disseccamento delle piante si raggiunge nell’arco di un mese. Non essendo selettivo, durante i trattamenti ènecessario evitare di colpire fusti che non siano ben lignificati, polloni basali, o vegetazione in genere che non si voglia eliminare. Dopo il trattamento sono necessarie 6 ore senza pioggia altrimenti viene dilavato e perde di efficacia. E’ preferibile usarlo nel periodo primaverile-estivo perchè la sua azione è favorita da alte temperature, forte intensità luminosa, elevata umidità dell’aria, piante in attiva crescita ed in fioritura. Tuttavia in prove effettuate presso il CESPEVI con Roundup 400 alla dose di 5-6 l/ha nel periodo invernale, il Glifosate ha evidenziato un’efficace attività, sia da solo che in miscela con diserbanti residuali.La sua azione può essere incrementata dall’aggiunta di solfato ammonico (dose 10 Kg/ha) o di altre sostanze, comunemente presenti in commercio, in grado di favorirne l’assorbimento da parte delle infestanti. Le dosi di impiego per prodotti al 41% di principio attivo variono a seconda del tipo di infestante: da 3-5 l/ha contro la maggior parte delle infestanti annuali a 10-12 l/ha contro Convolvulus. Nel terreno subisce una rapida biodegradazione. Ha un’efficacia non sempre soddisfacente verso i Convolvulus, mentre l’Equisetum risulta resistente.

GLIFOSATE TRIMESIO (SULFOSATE). E’ un nuovo diserbante che presenta caratteristiche molto simili al Glifosate. Dovrebbe differenziarsi per possedere un’assorbimento fogliare più rapido (minore pericolo di dilavamento causa pioggia) ed un’azione disseccante sulle graminacee più veloce. Per le altre caratteristiche può essere assimilato ad un Glifosate.

2,4 D - MCPA (Diversi). Fanno parte degli erbicidi ormonici e non sono autorizzati in vivaio escluso l’MCPA in miscela con il Glifosate (PUNTA). Il 2,4 D può causare fenomeni di fitotossicità sulle colture perchè ha un’azione molto energica. I diserbanti ormonici sono assorbiti principalmente per via fogliare e traslocati nei vari organi della pianta a livello meristematico dove esplicano la loro azione tossica. Risultano avere un’ottima efficacia contro Convolvulus ed Equisetum. La miscela MCPA-Glifosate ha uno spettro di azione estremamente ampio, risultando attiva contro la totalità delle infestanti del vivaio. Per dosi e modalità di impiego vale tuttociò che è stato detto per il Glifosate.

CICLOXYDIM (STRATOS) - SETHOXYDIM (FERVINAL, GRASIDIM). Questi diserbanti fanno parte, insieme a diversi altri (principi attivi: Diclofop-methyl, Fluazifop-p-buthyl, Haloxifop-ethoxethyl, Quizalofop-ethyl), di un gruppo di erbicidi fogliari caratterizzati da una spiccata azione verso le infestanti graminacee (infestanti a filo). Il Cicloxydim è un erbicida molto selettivo, velocemente assorbito dalle foglie, traslocabile, poco persistente nel terreno. Il Sethoxydim è un prodotto sistemico, rapidamente assorbito dai tessuti fogliari, rapida degradazione nel terreno.

Questi diserbanti posseggono un potere residuale assente o molto ridotto, per cui sono efficaci solo contro le infestanti graminacee presenti al momento del trattamento. E’ trascurabile la loro azione verso infestanti dicotiledoni (infestanti a foglia larga).

IMAZAPIR (ARSENAL). E’ un diserbante fogliare di traslocazione in grado anche di espletare una notevole attività residuale. E’ attivo nei confronti di infestanti annuali, perenni ed arbustive; non è selettivo per nessuna specie vegetale e non può essere distribuito in prossimità di piante che si desidera conservare. Ha un’azione lenta, ed è consigliato per le aree incolte.


IMPIEGO DISERBANTI IN CONTENITORE

Attualmente il diserbo dei contenitori si basa principalmente sull’uso dell’ Oxidiazon granulare all’ invasatura. In questa operazione fare attenzione che granuli di Oxidiazon non siano trattenuti dalla vegetazione della coltura (es. Phormium). Nel periodo estivo, su infestanti sviluppate, impiegare prodotti a base diGlifosate, avendo cura di schermare bene.

IL DISERBO DEI CONTENITORI IN FRANCIA

In Francia nel diserbo dei contenitori, accanto ai prodotti a base di Oxidiazon, vengono usati altri principi attivi.

Miscela LENACIL (Venzar ed altri)+NEBURON (Kloben C ed altri). Entrambi i prodotti sono erbicidi antigerminello registrati anche in Italia, ma non per i vivai. Devono essere distribuiti al momento dell’invasatura. E’ opportuno effettuare dei saggi preliminari, perchè la miscela su alcune piante può risultare fitotossica.

ISOXABEN. Attualmente è in fase di registrazione in Italia con il nome commerciale Gallery, per cui non si trova in commercio. E’ un erbicida antigerminello efficacie principalmente sulle infestanti dicotiledoni. Deve essere usato prima della germinazione delle infestanti e dopo che sono trascorsi 8-10 giorni dall’invaso. E’ possibile bagnare l’intera pianta coltivata. L’Isoxaben ha una scarsa azione contro le graminacee. Per ovviare a ciò si può scegliere fra queste due alternative:

1) si miscela con un diserbante antigerminello efficacie contro le monocotiledoni (es. Simazina, Propyzamide, Trifluralin);

2) si usa tal quale e in caso di infestazioni di graminacee si interviene con un erbicida fogliare specifico per queste infestanti: Alloxydime-sodium (Grasipan), Fluazifop-buthyl(Fusilade), Quizalofop-ethyl (Targa), Sethoxydime (Fervinal ed altri, l’unico ad essere attualmente registrato per il vivaio). Tuttavia, con questi principi attivi è opportuno effettuare dei saggi preliminari prima di bagnare completamente le piante coltivate.


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