INTERPRETAZIONI DEI DECRETI DI COMMERCIALIZZAZIONE DEL 14/04/97

A cura del Servizio Fitosanitario della Regione Toscana


CAMPO DI APPLICAZIONE

I materiali di moltiplicazione e le piante elencate dai tre Decreti Ministeriali, possono essere immessi sul mercato, purché soddisfino i requisiti richiesti, esclusivamente da FORNITORI autorizzati.

Le norme di commercializzazione si applicano anche ai materiali di moltiplicazione di altre specie e generi non previsti dalle normative, qualora vi siano innestati o vi si debbano innestare materiali appartenenti alle specie elencate dai Decreti.

Restano escluse dal campo di applicazione delle norme, le PIANTE ORNAMENTALI destinate a rimanere in vaso, cioè che non sono destinate ad essere piantate in piena terra. Tra queste elenchiamo: i Citrus ornamentali, la Begonia, il Pelargonium, il Dendranthema, il Dianthus, l'Euphorbia, e la Gerbera.

E' importante sottolineare per non incorrere in dubbi, che il materiale di moltiplicazione delle suddette piante ornamentali, non beneficia di questa esclusione.


REQUISITI DEL MATERIALE VEGETALE

Per garantire la qualità dei prodotti al consumatore, le piante oggetto dei Decreti, devono possedere dei requisiti minimi per essere commercializzate nell'ambito dell'U.E.. Tali requisiti sono:

- requisiti fitosanitari - le piante devono essere esenti da parassiti di qualità indicati nei decreti (parassiti in parte già comunemente combattuti con gli attuali piani di difesa fitosanitaria), e da quelli di quarantena previsti dalla normativa sul passaporto delle piante CEE;

- requisiti di identità varietale - i materiali di moltiplicazione e le piante, devono essere commercializzate con l'indicazione della varietà a cui appartengano;

- requisiti fenologici - il materiale commercializzato deve avere vigore e dimensioni soddisfacenti ad essere idoneo all'impiego per cui è destinato.

Per chi fa AUTOPRODUZIONE, il materiale di moltiplicazione deve provenire da piante madri ben identificabili e sottoposte a regolari controlli, atti a garantire l'identità varietale e lo stato sanitario. Questa individuazione può essere fatta anche da piante destinate alla vendita, dalle quali può essere prelevato il materiale di moltiplicazione.

E' opportuno sottolineare che detto materiale deve derivare solo ed esclusivamente da piante madri situate in vivai ufficialmente accreditati.


SOGGETTI INTERESSATI ALLA NORMATIVA

Produttori e/o commercianti che esercitano almeno una delle seguenti attività:

- Riproduzione

- Produzione

- Conservazione e/o condizionamento

- Commercializzazione all'ingrosso

Queste figure sono definite dalla normativa FORNITORI.

Sono esonerati dall'accreditamento le seguenti categorie:

- Commercianti al dettaglio, che però devono acquistare le piante solo da fornitori accreditati, accompagnate dal Documento di Commercializzazione cumulativo più la singola etichetta sulla quale vanno fornite le indicazioni relative al nome della ditta fornitrice, alla denominazione botanica ed alla varietà.

- I piccoli coltivatori, cioè coloro che producono e vendono materiali che come impiego finale sono destinati nell'ambito del mercato locale (Provincia) ad acquirenti non impegnati professionalmente nella produzione di vegetali. Hanno comunque l'obbligo di apporre sulla merce il nome della propria ditta, la denominazione botanica e la varietà.


REQUISITI DI PROFESSIONALITA'

La professionalità del fornitore o di un suo dipendente si ritiene comprovata se:

- è in possesso di un titolo di studio (Laurea in Scienze Agrarie o Forestali, Diploma di Perito Agrario, Agrotecnico, ecc.);

- è in possesso di un attestato di un corso di formazione professionale;

- è in possesso dell'autorizzazione all'ortovivaismo al momento della pubblicazione sulla G.U. dei Decreti Ministeriali sulla commercializzazione (2 giugno1997).

Chi ottiene l'autorizzazione all'esercizio all'ortovivaismo dopo il 2/6/97, per accreditarsi deve superare un colloquio, alla presenza di una commissione istituita in seno al Servizio Fitosanitario.

In alternativa a queste condizioni, il fornitore può avvalersi di un responsabile tecnico esterno alla ditta, che deve avere:

- titolo di studio specifico;

- essere iscritto all'Albo Professionale;

- rispondere al Servizio Fitosanitario Regionale in nome e per conto del titolare dell'azienda, attraverso una apposita delega sottoscritta dalle parti.


OBBLIGHI DEI FORNITORI ACCREDITATI

- Tenere personalmente o tramite persone incaricate, rapporti con il Servizio Fitosanitario Regionale;

- Avere strutture e mezzi di produzione adeguati a produrre e/o commercializzare i materiali vegetali per cui è stato accreditato;

- Controllare i vari punti del processo produttivo individuati nella relazione tecnica allegata alla domanda di accreditamento;

- Annotare su appositi registri;

- Effettuare quando è necessario, analisi ufficiali presso laboratori accreditati (riconosciuti ufficialmente dal Servizio Fitosanitario Regionale).


DOCUMENTO DI COMMERCIALIZZAZIONE

I materiali ceduti o commercializzati, devono essere accompagnati dal DOCUMENTO di COMMERCIALIZZAZIONE.

Il D. di C. può essere una etichetta a se stante, oppure un documento che accompagna la merce (documento di trasporto o fattura accompagnatoria) purché integrato con i dati richiesti.

Nel caso di piante soggette anche alla normativa sul passaporto, questo documento può essere integrato solo con i dati mancanti, a condizione che questi ultimi siano chiaramente distinguibili.

Nel caso in cui però il fornitore (riproduttore, produttore o condizionatore) cede il materiale ad un fornitore commerciante all'ingrosso, cioè colui che effettua la vendita diretta del prodotto senza alcuni condizionamenti, dovrà direttamente apporre il D. di C. sulla minima unità commerciale in quanto il commerciante all'ingrosso non è autorizzato a riemetterne uno proprio.

Il D. di C. deve sempre giungere anche all'utilizzatore finale quando questi è impegnato professionalmente nella coltivazione (coltivatore diretto o imprenditore agricolo che acquista per impiantare un frutteto industriale). Anche in questo caso il D. di C. deve accompagnare la minima unità commerciale omogenea per varietà.

I fornitori, i commercianti (sia all'ingrosso che al dettaglio) e i piccoli coltivatori, che vendono vegetali a consumatori non professionalmente impegnati, in alternativa al D. di C., devono apporre un'etichetta contenente almeno le seguenti informazioni:azienda fornitrice, denominazione botanica, varietà.


REGISTRI PREVISTI DALLA NORMATIVA

Elenco delle varietà non protette o non iscritte a registri ufficiali

Per le piante ornamentali e le piante da frutto, quando si produce e si commercializza una varietà che non è protetta da brevetto, non è iscritta ad un registro ufficiale delle varietà di uno Stato dell'U.E., non è comunemente nota, il fornitore deve iscriverle in un registro aziendale dove sia indicato il nome della varietà e le caratteristiche identificative.

Registro dei materiali vegetali

Su questo registro vanno riportate tutte le operazioni che riguardano i materiali acquistati, venduti o ceduti a terzi con D. di C., venduti o ceduti a terzi con etichetta sostitutiva. Quando si acquistano vegetali, il D. di C. allegato va registrato, quando si vendono o cedono vegetali con D. di C. la registrazione si può fare anche una volta il mese, infine quando si vendono o cedono vegetali con etichetta sostitutiva, la registrazione può essere cumulativa alla fine della campagna di commercializzazione.

Per effettuare queste registrazioni, può essere usato il registro già in uso per i passaporti delle piante CEE, evidenziando in questo caso non solo le specie ma anche le varietà.

Registro aziendale

Questo registro infine riguarda la provenienza del materiale di propagazione, le segnalazioni di manifestazioni di organismi nocivi, le misure adottate per combattere questi parassiti, gli eventuali campioni effettuati da mandare a laboratori accreditati e i risultati relativi.


MATERIALI PRODOTTI PRIMA DELL'ENTRATA IN VIGORE DEI DECRETI

Il materiale prodotto nelle campagne precedenti l'entrata in vigore dei Decreti di commercializzazione, può essere venduto o ceduto entro la data del 31/12/1998, anche se non è stato sottoposto alle procedure di controllo previsto. In tal caso è fatto obbligo di indicare sul D. di C. la campagna di produzione del materiale.


L'entrata in vigore è slittata dal 29/11/97 al 31/01/98.


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