L'innesto delle magnolie spoglianti

Dr. R.L. Tomayer - Wavecrest Nurseries, Fenville MI.

Tradotto dall'American Nurseryman 15 Settembre 1993

Alcuni consigli per incoraggiare la produzione delle nuove varietà di magnolia.


La propagazione delle piante è più un'arte che una scienza. Le dettagliate istruzioni di un operatore qualche volta si rivelano un completo fallimento per un'altro. Effettivamente le pubblicazioni di alcuni propagatori famosi sono spesso contraddittorie ma quasi sempre rivelano qualche intuizione dell'intima natura della pianta in questione.

Tenendo presente ciò, questo articolo offre una selezione dei migliori risultati che i miei colleghi ed io abbiamo ottenuto sull'innesto delle magnolie. Non pretendo di insegnare tutto sul procedimento di innesto; espongo piuttosto una serie di piccoli suggerimenti che noi abbiamo trovato preziosi per la propagazione di questo bellissimo arbusto. Speriamo che quello che abbiamo imparato possa fornire utili spunti ad altri. Se questo incoraggerà altri vivaisti ad intraprendere la coltura di questa stupenda pianta ornamentale, il nostro scopo sarà stato raggiunto.

Le magnolie non sono niente di nuovo. I loro fossili si trovano nelle rocce del terziario, il che dimostra che le magnolie si sono originate circa 65 milioni di anni fa. I loro fiori, grandi e vivaci, che spesso appaiono prima delle foglie, non attraggono solo gli insetti, necessari per la loro impollinazione, ma anche le persone.

I Cinesi probabilmente sono stati i primi a coltivare queste piante nei loro giardini, centinaia di anni fa. Senza dubbio le prime varietà asiatiche di magnolia, portate in Europa nel sedicesimo secolo, erano già state selezionate in base alle caratteristiche ornamentali.

La continua selezione, assieme ad una intensa ibridazione, ha prodotto centinaia di varietà che possono essere coltivate in ogni parte del continente. Le magnolie che si trovano in commercio sono per la maggior parte propagate per talea, ma questa tecnica non è sempre possibile. Tutte le varietà al contrario possono essere innestate facilmente. In alcuni casi le piante innestate sono migliori di quelle propagate per talea.

Nel nostro vivaio usiamo due tecniche di propagazione per ogni varietà di magnolia: l'innesto a gemma e l'innesto a marza.

Generalmente l'innesto a gemma riesce bene e si può eseguire in ogni periodo sempre che il portinnesto sia in vegetazione. Noi lo facciamo di preferenza dalla metà alla tarda estate, quando sono disponibili sulle piante madri le gemme vegetative mature.

La corteccia su alcune magnolie è molto spessa mentre su altre è estremamente sottile, per questo bisogna stare molto attenti a far corrispondere il cambio dei due soggetti. In certi casi abbiamo un piccolo scudetto che stà in mezzo ad un'incisione piuttosto grande ed in altri uno scudetto massiccio che rimane come una sella su un portinnesto sottile. Non permettiamo mai che queste differenze di dimensioni influenzino la scelta del portinnesto, poiché sappiamo che non ha alcuna influenza sul successo dell'innesto. Se è presente il picciolo della foglia ne lasciamo una parte attaccata e l'avvolgiamo nella fasciatura quando leghiamo l'innesto.

Leghiamo l'innesto con un nastro di vinile trasparente da 1/2 pollice (tipo lo scotch ma non adesivo) tagliato a strisce di 25 cm circa. Si comincia la fasciatura sotto l'innesto, sovrapponendo di circa un terzo della larghezza, avvolgendo fino a sopra e si finisce infilando il nastro che avanza sotto all'ultimo giro, come si fa con le fettucce elastiche per gli innesti. La legatura superiore del nastro deve creare una chiusura abbastanza stretta da impedire all'acqua di entrare dentro. La presenza di acqua, di qualsiasi provenienza, all'interno della fasciatura è sempre negativa per la riuscita dell'innesto a gemma.

Mettiamo gli innesti preparati sotto un tunnel ombreggiato rivolto a nord, affinché il sole non scotti le gemme sotto alla fasciatura di plastica trasparente. Si annaffiano raramente per rendere minimo il flusso della linfa nella zona dell'innesto.

Dopo due settimane tagliamo la fasciatura da dietro ed esaminiamo la gemma. Quelle in cui il picciolo si è abscisso in genere sono attecchite. Le fallanze a questo punto vengono subito reinnestate.

La primavera seguente, appena riparte la crescita, spuntiamo i portinnesti 1/2 cm sopra la gemma.

Gli innesti a gemma consumano del tempo prezioso in estate e producono una crescita del primo anno inferiore a quella dell'innesto a marza. Tuttavia è un buon mezzo per ottenere la massima replicazione con la minima quantità di materiale, poiché ogni gemma produce una nuova pianta. Escluse alcune combinazioni portinnesto-varietà noi preferiamo eseguire gli innesti a marza al tavolo d'inverno.

I portinnesti usati per l'innesto a marza possono essere semensali di ogni tipo di magnolia. M. kobus, M. sprengeri, M. tripetala, e anche M. stellata s'innestano tutte molto bene e producono piante vigorose. M. sieboldii e le altre specie a portamento arbustivo tendono ad essere nanizzanti.

Utilizziamo semensali di 2 anni coltivati in fitocelle di plastica senza fondo. Il secondo anno i semensali in fitocella vengono allevati dentro cassette di legno. Le cassette hanno il fondo sollevato da terra, fatto di rete metallica, che impedisce alle radici di svilupparsi oltre (si fermano quando arrivano a contatto con l'aria). Questo ci consente di sfilare facilmente le piantine fuori dalle fitocelle senza disturbare le radici, che è una cosa molto importante per le magnolie.

Intorno ai primi di Febbraio, prendiamo i portinnesti invasati e li portiamo in serra calda. Poiché le magnolie non producono delle nuove radici bianche che indicano la ripresa della crescita, bisogna guardare attentamente le gemme per cogliere ogni ingrossamento o inverdimento. In genere questo avviene nel giro di 10 giorni. In precedenza avremo raccolto le marze da innestare conservandole umide in cella fredda.

Utilizziamo ogni tipo di legname di misura adeguata per le marze, anche getti con gemme a fiore, poiché le gemme a fiore vengono accuratamente asportate per non danneggiare le gemme vegetative sotto di loro. Di preferenza prendiamo le marze da rami di un anno laterali, vigorosi. Le marze hanno la gemma apicale e quante più gemme laterali possibile in una lunghezza di 15-20 cm.

Spuntiamo i portinnesti a circa 10 cm ed iniziamo dall'alto un taglio superficiale, appena sotto la corteccia, e si continua verso il basso e lievemente verso l'interno per circa 5 cm. Questo taglio deve scoprire il cambio ma non il midollo. Questo deve essere molto netto.

Quindi scegliamo la marza più adatta, da modellare con due sottili tagli ai due lati, che combacino perfettamente al taglio appena fatto. Non insistiamo ulteriormente nel raccomandare che i tagli non siano troppo profondi da scoprire il midollo, sia nella marza che nel portinnesto. Terminiamo la preparazione della marza con un taglio trasversale inclinato dall'esterno verso l'interno. Questo deve essere l'unico posto dove si scopre il midollo.

Leghiamo ogni innesto con una fettuccia di gomma per innesti, partendo dall'alto verso il basso. Alcuni innestini iniziano dal basso; ma in realtà questo non fa molta differenza. Avvolgiamo la fettuccia di gomma in modo che i giri siano spaziati all'incirca della larghezza della fettuccia stessa. Questo facilita la cicatrizzazione consentendo all'aria di circolare e raggiungere l'area lesa.

A questo punto mettiamo un piccolo sacchetto di plastica trasparente attorno all'innesto e lo leghiamo in basso al portinnesto con un giro di filo di ferro plastificato. Questo deve essere stretto abbastanza da mantenere fermo il sacchetto, ma anche un po' lente da consentire all'acqua di condensa che si forma dentro di scolare via. Il sacchetto consente all'ossigeno di raggiungere l'innesto e nello stesso tempo mantiene un'umidità elevata intorno ad esso.

I sacchetti vengono ricavati facendo passare una striscia tubolare di polietilene da 5 cm attraverso un piccolo occhiello fino alla lunghezza desiderata. Si mette un punto metallico con la spillatrice vicino all'occhiello per chiudere un'estremità del e poi si taglia.

Portiamo gli innesti insacchettati sopra un bancale scoperto in serra. Circa quattro settimane più tardi le gemme sono schiuse e le nuove foglie sono accalcate alla sommità dei sacchetti. A questo punto tagliamo la sommità cucita dei sacchetti. Circa una settimana dopo togliamo completamente tutti i sacchetti. Se la stagione è molto soleggiata spruzziamo le foglie un paio di volte al giorno per alcuni giorni. (Questo perché le giovani foglie non sono ancora acclimatate alla bassa umidità relativa).

Prima di portare gli innesti all'esterno della serra bisogna acclimatarli altrimenti le foglie si bruciano e la crescita si ferma. Spruzziamo la pagina superiore delle foglie con un'antitraspirante (tipo Wilt-Pruf o Cloud Cover) e li sottoponiamo a periodi crescenti di esposizione al sole durante la settimana successiva. Non spruzziamo la parte inferiore delle foglie perché altrimenti si tappano gli stomi e la crescita si ferma veramente. Nel caso le foglie si scottassero al sole questo è solo un problema passeggero perché poi la crescita riprende, tuttavia è sempre meglio avere un'accrescimento ininterrotto.

I nuovi innesti crescono vigorosi, e vengono concimati settimanalmente con un fertilizzante liquido. A primavera sono già alti da 30 a 45 cm e sono pronti per essere rinvasati e coltivati all'aperto sotto ombreggiamento per il resto dell'estate.

Usando il metodo sopra descritto, con un'innestino esperto riusciamo ad ottenere il 99% di attecchimento. In primavera, al momento che gli innesti vengono rinvasati e messi fuori, essi hanno già ramificato e sono cresciuti 30 cm o più, mentre gli innesti a gemma fatti l'estate precedente sono appena partiti con un'unica cacciata. Per la fine dell'estate gli innesti hanno già girato il nuovo contenitore e sono diventati delle belle piante arrivate alla misura commerciale. Gli innesti a gemma sono spesso più piccoli.

Le magnolie arbustive come M. sieboldii, M. liliiflora e M. x weisnerii sembrano crescere meglio quando sono innestate su portinnesti vigorosi. L'innesto a gemma è utile per produrre le varietà di M. sieboldii e M. sinensis, e altre forme arbustive con fiori pendenti, che possono essere innestate in testa a 150 cm di altezza per produrre degli alberetti che fioriscono all'altezza degli occhi, e sono molto più attraenti delle relative forme naturali.

Poiché vi sono così tante varietà di magnolia, molte non sono mai state immesse nella produzione per il commercio. Quindi, poiché la propagazione di queste magnolie è così facile, ci chiediamo come mai i vivai continuano a produrre tantissime cultivar di prunus da fiore mentre delle meravigliose varietà di magnolia languono nei giardini dei loro creatori.


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