Pura fantasia

John Bergeman - University of Arizona

American Nurseryman, 1 novembre 1997

Molte delle pratiche usate nella piantagione e manutenzione degli alberi sono frutto di pura fantasia. Sfatare questi miti, può aiutare il vivaista a fornire una reale assistenza alle piante.


Anche se numerose ricerche scientifiche hanno sfatato molte credenze e pratiche errate nel campo del vivaismo, tuttavia queste rimangono comunque molto diffuse e seguite. Nella mia qualità di tecnico, in 23 anni ho ascoltato moltissime "favole" sulla cura degli alberi. In questo articolo analizzerò sei dei più comuni miti da sfatare sull'impianto e la manutenzione degli alberi.

Mito N 1: un apparato radicale è l'immagine speculare della corrispondente parte aerea. Fin da quando, nel 1930, sono iniziati i primi studi sulla struttura degli apparati radicali, i ricercatori hanno rilevato che, a prescindere dalla specie, dal clima o dalla localizzazione geografica, le radici degli alberi crescono fondamentalmente poco in profondità e molto in larghezza. Le radici sono da una volta e mezzo, fino a quattro volte più ampie della proiezione della chioma esi trovano, generalmente, nei primi 60 cm di terreno. Con l'aumentare della profondità del suolo, diminuisce la densità delle radici, principalmete a causa della diminuzione dei livelli di ossigeno e di umidità. In rari casi le radici possono spingersi più in profondità, ma solo se le condizioni del terreno sono favorevoli. Ad esempio, un mesquito (Prosopis glandulosa) qui in Arizona ha radici di 6-12 cm di diametro, che si estendono in profondità per oltre 30 m nel terreno ghiaioso. Ebbene, questa è l'eccezione che conferma la regola.

Mito N 2: le buche di piantagione più larghe e profonde della zolla, sono migliori per favorire l'attecchimento dell'albero. Una pratica molto comune è quella di scavare delle grandi buche, larghe e profonde più di un metro e mezzo, per favorire lo sviluppo delle radici. Ebbene, un apparato radicale sviluppato in ampiezza e poco in profondità, rende questo lavoro controproducente per la stabilità dell' albero. Il terreno, smosso nella zona al di sotto del pane di terra, cede e la zolla cala. Perciò la terra ricopre la zolla e la base del tronco, ostacolando o impedendo l'infiltrazione dell'acqua nel pane: anche solo 15 cm di suolo in eccesso provocano questo problema.

Un altro problema, lento a svilupparsi, ma ugualmente serio, si presenta quando il suolo viene in contatto con i tessuti floematici del colletto, zona di congiunzione tra le radici ed il tronco. Il colletto è parte integrante del tronco e quindi non è abituato a resistere al costante contatto con l'umidità del terreno. Questo contatto diminuisce gli scambi gassosi fra l'atmosfera e il tessuto floematico del colletto, causandone la morte. La piante diventa suscettibile ai marciumi ed in particolare alla Phytophtora.

Per prevenire questi problemi, scavate una buca non più profonda dell'altezza della zolla. Quindi questa verrà appoggiata su terreno compatto e non affonderà. Affinché le radici laterali possono svilupparsi, scavate una buca da tre a cinque volte più larga del diametro della zolla. Le radici cresceranno più rapidamente nel terreno smosso, rispetto a quello compatto, rendendo più veloce l'attecchimento dell'albero.

Mito N 3: ammendare con sostanza organica il terreno di riempimento della buca, favorisce la crescita della radici. Durante gli scorsi 15 anni, sono stati compiuti oltre 30 studi su come il terreno ammendato con sostanza organica - come torba, compost o cortecce - influenzi la crescita della pianta. In molti casi questa pratica inibisce la crescita sia della chioma che delle radici.

Quando gli ammendanti organici vengono usati in una buca di piantagione profonda, aumentano il cedimento della zolla. La sostanza organica si riduce significativamente di volume in seguito alla decomposizione, provocando l'abbassamento della zolla. L'uso di ammendanti organici provoca anche altri tipi di problemi dovuti all'incompatibilità dei diversi tipi di terreno.

Nella piantagione degli alberi vengono a contatto, inevitabilmente, diversi tipi di terreno. Sia che le piante siano allevate in pieno campo che in contenitore, il materiale che avvolge le radici è quasi sempre diverso dal terreno del sito di piantagione. Le radici avranno difficoltà a penetrare questo diverso tipo di terreno, quando il terreno di riempimento viene ammendato con sostanza organica, si aggiunge un'ulteriore interfaccia da penetrare. Ne può risultare una spiralizzazione delle radici e un insoddisfacente ancoraggio della pianta.

Per ridurre questo problema, riempite le buche con lo stesso terreno. Non incorporate alcun ammendante anche se le caratteristiche del terreno del sito di piantagione sono scadenti. Per una lunga sopravvivenza, gli alberi devono essere in grado di affrancare le radici nel terreno circostante, benché scadente. Per favorire lo sviluppo delle radici, lavorate il terreno intorno, come abbiamo visto sopra.

Mito N 4: la potatura all'epoca del trapianto bilancia la vegetazione della chioma con l'apparato radicale esistente, riducendo quindi lo shock da trapianto e facilitando l'attecchimento. Numerosi studi condotti su piante allevate in contenitore ed a radice nuda, hanno mostrato che la rimozione dei germogli e delle giovani foglie al momento del trapianto, riducono la crescita e lo sviluppo di nuove radici. Ciò avviene perché con la potatura si riduce la fotosintesi e gli zuccheri che sono necessari alla crescita della radici.

In molte piante i germogli e le giovani foglie producono degli ormoni che stimolano lo sviluppo delle radici e la loro crescita. Rimuovere la vegetazione, riduce la capacità dell'albero di produrre queste sostanze che sono necessarie allo sviluppo dell'apparato radicale. La potatura in generale stimola la crescita delle singole branche ma ha un effetto globalmente nanizzante sulla pianta.

Mito N 5: i mastici da ferita impermeabilizzano e promuovono una rapida chiusura dei tagli di potatura, proteggendoli dai marciumi e dalla penetrazione di microrganismi dannosi. La pratica di applicare mastici o vernici sulle ferite, continua ancora, nonostante numerose ricerche abbiano mostrato che questi prodotti non hanno nessun valore. I mastici, non saldano le ferite e non proteggono gli alberi da funghi, marciumi e altri patogeni, bensì li attirano. Quando viene esposto ai raggi del sole, il rivestimento del taglio spesso si spacca, consentendo all'umidità di entrare e ristagnare nelle sacche che si formano tra il legno e la vernice. Questo crea un perfetto ambiente per lo sviluppo dei patogeni. In aggiunta, se gli attrezzi da potatura sono contaminati con organismi nocivi come funghi e marciumi, la vernice protettiva li sigilla contro il taglio. Infine i mastici a base di bitume possono essere fitotossici.

Alcuni vivaisti e giardinieri credono che i mastici da ferita non siano necessari sui piccoli tagli ma vadano usati su quelli più grandi di 25 mm di diametro. Tuttavia non dovrebbero essere usati, a prescindere dalle dimensioni del taglio. Un taglio di potatura ben fatto, rimargina molto più rapidamente se lasciato scoperto.

Mito N 6: le branche devono essere tagliate rasenti al tronco per promuovere la chiusura della ferita ed evitare i marciumi. Molti potatori non tengono in alcun conto dell'importanza del collare corticale della branca, che si trova al punto di innesto della branca sul tronco. In genere quest'area appare come un evidente rigonfiamento alla base della branca, anche se in alcune specie non è molto appariscente. Il collare corticale della branca contiene della sostanze chimiche che proteggono l'albero dalla penetrazione e la diffusione di organismi nocivi e marciumi.

Quando il taglio viene effettuato rasente il tronco, queste sostanze chimiche vengono perse e, peggio ancora, questo tipo di taglio può ledere i tessuti del tronco e rendere la cicatrizzazione della ferita difficile se non impossibile. Il taglio deve essere effettuato sempre appena oltre la sommità del rigonfiamento alla base della branca, quindi il collare corticale rimarrà intatto, il tronco non verrà danneggiato, sarà protetto e rimarginerà più in fretta.


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