Possibilità e difficoltà di determinazione della resa in sostanza fresca delle piante da vivaio come base per una corretta concimazione azotata

A. Obermayer e D. Alt - Gartenbauwissenschaft 1/1992


Introduzione

Gli eccessi di concimazione nei vivai non sono infrequenti come mostrano gli alti contenuti di elementi nutritivi nel terreno. Una delle cause di questa situazione è la sopravvalutazione degli assorbimenti di principi nutritivi delle piante da vivaio. La valutazione degli assorbimenti per la concimazione era sino ad ora molto difficile poiché mancavano dati precisi a causa della grande variabilità (numero delle specie coltivate, differenti tecniche colturali).

Da nuove indagini (Alt 1990) è risultato che il contenuto in azoto nella sostanza fresca di diverse specie legnose si differenzia solo di poco, così che l’asportazione di azoto viene determinata essenzialmente dalla quantità di sostanza fresca prodotta.

Basandosi su questo concetto è nata l’idea di determinare le asportazioni di azoto di una serie di piante da vivaio attraverso il peso del loro accrescimento annuo. In questo modo ci sarebbe la possibilità di giungere con mezzi semplici a determinare la quantità di concimazione azotata raccomandata per le colture da vivaio, utilizzando anche la moderna elaborazione statistica dei dati.

Inizialmente venne condotta un’indagine statistica presso delle aziende vivaistiche con i seguenti scopi:

• Esame delle relazioni tra sostanza fresca e assorbimento dell’azoto nelle diverse specie legnose,

• Ordine di grandezza del rendimento in sostanza fresca dell’azoto asportato nelle diverse specie legnose,

• Procedimento per determinare il rendimento dell’azoto nelle piante.

Materiali e metodi

Le ricerche sono state condotte presso due aziende vivaistiche con circa 70 diverse specie forestali in fitocella.

Prima della ripresa vegetativa, ai primi di Aprile del 1990, fu raccolta e pesata la parte aerea di alcune piante (3-5 secondo la specie) per ciascuna delle essenze in prova. Prima della caduta delle foglie in autunno fu fatta una seconda raccolta e pesata. Le modalità di esecuzione di questa operazione viene descritta più accuratamente in un lavoro di Alt e Obermayer del 1991.

Dalla differenza di peso tra autunno e primavera si ricava la sostanza fresca prodotta dal nuovo accrescimento nel 1990. Questa è composta dalla nuova vegetazione, dall’accrescimento del legno e dall’inspessimento secondario.

Inoltre furono rilevati in diverse momenti gli incrementi di sostanza fresca della nuova vegetazione. Questo è stato fatto diverse volte tra Maggio e Giugno e poi una volta dopo la fine dell’accrescimento in Ottobre. Ogni volta veniva stimato in anticipo il rendimento di sostanza fresca di una specie che ci si aspettava fino all’autunno. Con ciò si cercava di capire se era possibile valutare il rendimento finale dalle misurazioni in primavera con sufficiente esattezza.

Dalla differenza tra la resa delle nuove cacciate e l’intera resa della parte epigea (i risultati dell’autunno) si può calcolare la resa dall’accrescimento del legno e dell’inspessimento secondario.

Alle prove con le piante seguì la determinazione del contenuto di azoto secondo il metodo Kjeldahl e con la distillazione finale in Vapodest. Tenendo presente il contenuto di acqua furono calcolati i relativi contenuti di azoto della sostanza fresca.

Furono calcolate le rette di regressione ed effettuata un’analisi statistica con il metodo del Chi Quadro.

Risultati e discussione

Il grafico della distribuzione delle frequenze delle classi delle rese in sostanza fresca, mostra che le medie delle diverse specie variano da 2.500 fino a 87.500 Kg SF/ha (ampiezza delle classi 5.000 Kg SF/ha). Un caso estremo è stato il Salix alba (piante di talea di 3 anni) con 200.000 Kg SF/ha. Ma la maggior parte delle rese erano sotto 20.000 Kg.

Dati più esatti sulle quote di resa di sostanza fresca nelle singole specie possono essere ricavati dal lavoro di Obermayer e Alt pubblicato nel 1991.

Il grafico dove viene confrontato il risultato della previsione della resa effettiva in autunno tramite la sostanza fresca prodotta tra Maggio e Giugno, mostra che delle deviazioni tra quantità valutate ed effettivamente raccolte si sono verificate soprattutto nelle rese molto alte (sopra i 15.000 Kg). Nelle rese più ridotte, che nelle specie in esame erano la maggioranza, l’errore era relativamente piccolo, nell’ordine di ± 25 Kg di azoto per ettaro.

Fino a quando un’azienda non ha a disposizione i dati medi della resa autunnale caratteristico delle colture in quell’azienda, può essere usato il procedimento della stima della resa dalla raccolta in primavera, in particolare se l’azienda produce solo poche colture.

Una ulteriore possibilità di previsione della resa si ricava dalla stretta connessione tra la quantità di sostanza fresca raccolta prima della ripresa vegetativa (parte epigea raccolta in Aprile) e la resa finale in autunno prima della caduta delle foglie. In media, nella gamma di essenze esaminate, la sostanza fresca della parte epigea si è accresciuta di un fattore di circa 4,45.

Particolari problemi nello stabilire dei risultati precisi consistono nella rilevazione delle radici e, nel caso di piante pluriennali, nell’accrescimento secondario.

Fu proposto di tenere conto della crescita delle radici attraverso un’aggiunta di azoto rispettivamente del 20% (per le aghifoglie) e del 30% (per le latifoglie) sull’asportazione di azoto della parte epigea della pianta (Alt 1990). Fino a quando non ci saranno ulteriori dati sui legami tra le radici e la vegetazione possono ritenersi valide queste cifre indicative, tanto più che anche ammettendo un’errore del 10% nella valutazione della parte di azoto contenuta nelle radici non si sbaglia di più di 15 Kg di azoto per ettaro.

La determinazione dell’accrescimento della sola nuova vegetazione è molto più semplice della misurazione dell’intero accrescimento della pianta. Per questo fu provato su sei specie legnose (alberature per viali) ed una conifera se l’accrescimento secondario può essere stimato abbastanza esattamente attraverso un’aggiunta forfettaria alla resa della sola vegetazione nuova.

Tabella 1

Nome             Età   Sostanza Fresca Raccolta   Azoto asportato   

(anni) (Kg SF/ha) (Kg N/ha)
Vegetaz. Accresc. % Vegetaz. Accresc. %
Acer platanoides 6 22.406 7.905 35,3 127 30 23,6
Acer pseudoplatanus 4 15.098 9.577 63,4 108 51 47,1
Fagus sylvatica 5 9.936 1.005 10,1 66 6 9,2
Fagus sylvatica 2 1.555 834 53,6 13 6 42,5
Quercus robur 5 13.811 1.610 11,7 73 9 11,8
Tilia cordata 6 16.897 6.265 37,1 123 29 23,3
Picea abies 3 14.524 720 5,0 94 6 6,1
Media 4,4 13.461 3.988 30,9 86 19 23,4

La tabella mostra il contributo dell’accrescimento secondario alla produzione complessiva di sostanza fresca e quindi all’asportazione di azoto. La proposta aggiunta del 23% sull’asportazione di azoto della sola vegetazione naturalmente non è valida e induce in vari errori a causa del basso contenuto di azoto nel legname rispetto alla nuova vegetazione, per cui il supplemento di azoto necessario per il legno è inferiore rispetto a quello per la sostanza fresca.

A causa delle asportazioni relativamente ridotte di azoto da parte del legno delle piante da vivaio (similmente a quello della parte radicale) l’errore nella determinazione del fabbisogno di azoto in conseguenza di valutazioni inesatte dell’accrescimento secondario è assai poco importante e dovrebbe essere di pochi Kg di azoto per ettaro.

Il grafico che rappresentata la relazione tra la quantità di sostanza fresca della nuova vegetazione e le asportazioni di azoto della vegetazione stessa, conferma le strette relazioni trovate tra le due grandezze nelle prime indagini (Alt 1990). Dalla retta di regressione si può calcolare che per 10.000 Kg di sostanza fresca della vegetazione può essere calcolata una quantità di azoto di 62 Kg.

Da questa relazione e dal grafico dalla distribuzione della frequenza della sostanza fresca (il quale mostra che la maggior parte delle piante ha una resa sotto i 20.000 Kg SF/ha) si può dedurre che per la maggior parte delle piante l’asportazione di azoto e sotto i 120 Kg/ha. In un terzo delle essenze esaminate le asportazioni stavano invece tra 30 e 60 Kg N/ha.

Il valore di 62 Kg N/ha per 10.000 Kg SF/ha è un po’ più elevato dei 53 Kg N/ha per 10.000 Kg SF/ha trovato in precedenza poiché nel valore più attuale viene considerato solo il contenuto di azoto della nuova vegetazione (senza il l’accrescimento legnoso che ne contiene meno).

In conseguenza di quanto mostrato sopra è possibile valutare in vivaio con metodo semplice i bisogni di azoto delle specie coltivate per arrivare ad una concimazione corretta ed equilibrata senza eccessi.


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