Ornamental Research News

C.F.R.E.C. (Central Florida Research and Education Center)

01-01-95 ---------- Vol. 2, No. 1 --------- I questo numero ...

FISIOLOGIA - Perché la Gordonia lasianthus non vuole crescere nei terreni sabbiosi.

GESTIONE - Quanto sono accurate le vostre annotazioni?

TECNICA COLTURALE - Fattori che influenzano l’efficienza dell’irrigazione per aspersione: la spaziatura dei contenitori.

ENTOMOLOGIA - Resistenza agli insetticidi: un fenomeno naturale e dinamico.

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FISIOLOGIA

Perché la Gordonia lasianthus non vuole crescere nei terreni sabbiosi.

Dr. R.C. Beeson Jr., Ornamental Horticulturist

La Gordonia lasianthus (L.) Ellis è una pianta indigena della Florida con dei fiori bianchi che sbocciano durante tutta l’estate. L’interesse per questa specie è in aumento sia per la sua abbondante fioritura che per il fatto che è autoctona. Benché il suo ambiente naturale sia quello delle terre umide, alcuni vivaisti hanno provato a coltivarla in terreni sabbiosi ben drenati, spesso senza successo. Questo problema è stato posto alla mia attenzione quando delle piante allevate in contenitore e poi trapiantate in un terreno sabbioso non hanno ripreso a crescere nonostante le adeguate cure colturali. Gli alberi apparivano in buona salute ma le radici presentavano delle galle, dei noduli radicali caratteristici dei danni da Nematodi. La Gordonia non appare nella lista delle piante ospiti dei Nematodi, ma lo diventa quando viene coltivata nei terreni sabbiosi.

Per confermare la diagnosi è stata testata la suscettibilità della Gordonia a cinque Nematodi parassiti caratteristici dei terreni sabbiosi e ben drenati. Delle specie di Nematodi testate, la pianta non è recettiva sia per quelli ad anello che per quelli a lancia. Entrambe queste popolazioni dopo sei mesi di coltura erano scomparse, indicando che non potevano nutrirsi della Gordonia. Per gli altri tipi di Nematodi, quelli che producono noduli, quelli che producono lesioni e quelli pungenti, forse i danni inflitti alle radici sono stati minimi oppure il periodo di sei mesi troppo breve per avere grosse ripercussioni sull’accrescimento delle piante. Tuttavia sia i Nematodi che producono noduli che i Nematodi che producono lesioni hanno provocato in sei mesi una certa riduzione dell’accrescimento dei germogli se paragonati a quelli delle piante coltivate su suolo sterile. Questo ci indica che per la Gordonia, se viene coltivata in vivaio su un terreno sabbioso e ben drenato, è necessario provvedere al controllo dei Nematodi prima dell’impianto. Mentre per la messa a dimora definitiva essa dovrà essere destinata ai terreni acquitrinosi e ricchi di sostanza organica.

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GESTIONE

Quanto sono accurate le vostre annotazioni?

C.A. Conover, Center Director

Un giorno di questi potreste ricevere una visita. Potrebbero essere dell’Ufficio Statale dei Pesticidi oppure del Ente per l’Inquinamento Ambientale. Essi verranno a controllare i vostri registri sull’uso dei pesticidi. Che cosa gli mostrerete? Avete un registro con annotato sinteticamente quale prodotto chimico è stato distribuito, quando è stato distribuito, il suo dosaggio e chi l’ha distribuito? Avete letto le etichette di ogni pesticida che usate e controllato che sia registrato per la coltura su cui l’avete impiegato? Spero di si!.

Quando fertirrigate le vostre colture avete contato quanti vasi concimate con 2000 litri di soluzione fertilizzante contenente 5 Kg di 20-20-20? Dopo che gli operai hanno concimato, avete mai controllato quanti grammi di concime a lenta cessione ha ricevuto in media ad ogni vaso, se è la dose che avevate stabilito e se non lo è, perché?

Dal 1 gennaio 1995 voi dovete rispettare tutte le norme previste dal “Worker Protection Standards”. Una delle prime regole è la tenuta di un registro accurato ed aggiornato di tutti i lavori e le mansioni affidate agli operai. Tuttavia, la necessità di registrare tutto quello che accade in azienda, va oltre l’esigenza di fornire documentazione, per comprovare la regolarità del vostro operato.

Molti problemi di coltivazione delle piante possono essere attribuiti ad un uso improprio o eccessivo di prodotti chimici. Questo può anche essere dovuto al troppo zelo dei coltivatori o a delle incompatibilità non documentate, ma se non sono state annotate tutte le cure colturali somministrate è impossibile diagnosticare che cosa ha provocato un problema alle foglie o all’apparato radicale di un determinata coltura.

Nella scheda che facciamo compilare a chi porta dei campioni al nostro laboratorio diagnostico ci sono degli appositi spazi per segnalare la lista di tutti i pesticidi, diserbanti e fertilizzanti che sono stati applicati sulla coltura. Queste informazioni spesso danno subito la risposta della causa del problema, oppure ci guidano verso la vera causa.

Tenere un registro accurato di tutte le operazioni colturali e la somministrazione di prodotti chimici è altrettanto importante della tenuta della contabilità. Riguardando questo registro potrete trovare utili indicazioni per ottimizzare le vostre coltivazioni.

Ai giorni nostri, tenere delle registrazioni accurate è una delle cose più importanti: annotatevelo, non lo dimenticate!

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TECNICA COLTURALE

Fattori che influenzano l’efficienza dell’irrigazione per aspersione: la spaziatura dei contenitori.

Dr. R.C. Beeson, Ornamental Horticulturist

L’efficienza dell’irrigazione può essere definita come la percentuale di acqua applicata da un’impianto d’irrigazione che riesce a raggiungere il substrato del contenitore e venire assorbita. Per le piante ornamentali in contenitore, l’efficienza media dell’irrigazione per aspersione in un vivaio tipo è probabilmente tra il 10 ed il 30%. Diversi fattori contribuiscono a questa inefficienza generale ma il più significativo e senz’altro la spaziatura dei contenitori.

Dei contenitori rotondi, disposti in quadrato, con i bordi accostati, dentro alla stiva, lasciano il 21% dello spazio libero tra di loro, con una efficienza dell’irrigazione del 79%. Con una disposizione a triangolo (una fila sfalsata di ½ vaso rispetto all’altra), poiché lo spazio tra i vasi e inferiore, aumenta l’efficienza al 91%. Tuttavia ogni spazio libero irrigato, ma non occupato dai contenitori, come i vialetti o le spaziature tra le stive, diminuisce l’efficienza massima. In una stiva larga 10 vasi da 3 litri disposti in triangolo, con un vialetto di 30 cm l’efficienza cala dal 91% al 75%. Se questo gruppo di piante viene ora spaziato da un lato di 15 cm e la sua larghezza ridotta a sei vasi l’efficienza viene ulteriormente ridotta del 20%. Se invece che a triangolo vengono disposti in quadrato questa si riduce ulteriormente del 17%. Se infine i contenitori, invece che accostati, sono distanziati tra di loro l’efficienza precipita rapidamente a valori bassissimi.

In questo semplice esempio l’efficienza viene rapportata solamente alla superficie irrigata occupata da un vaso vuoto. Invece nella realtà essa viene ulteriormente diminuita da altri fattori come la vegetazione delle piante, l’uniformità dell’irrigazione, il tipo di irrigatore, la pressione d’esercizio, il vento e la frequenza dei turni. Queste ulteriori complicazioni verranno esaminate in un futuro articolo.

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ENTOMOLOGIA

Resistenza agli insetticidi: un fenomeno naturale e dinamico.

Dr. G.L. Leibee, Entomologist

Lo sviluppo della resistenza agli insetticidi è un processo nel quale la forma suscettibile di un insetto viene sostituita da una forma resistente in seguito all’esposizione all’insetticida. Come viene fuori questa forma resistente?

Gli insetti hanno sviluppato dei meccanismi che gli consentono di adattarsi alle varie sostanze tossiche che si trovano nelle piante di cui si cibano. Perciò essi sono già preparati a sviluppare una resistenza alle nuove sostanze tossiche che incontrano, come gli insetticidi. Poiché questo meccanismo adattativo è variabile tra gli individui di una popolazione, vi sono spesso pochi individui che riescono a tollerare l’insetticida. Ma questi pochi individui “resistenti”,poiché sono i soli che riescono a sopravvivere e a riprodursi in presenza dell’insetticida, diventano ben presto predominanti nella popolazione. La velocità con cui avviene questo fenomeno è influenzato da diversi fattori: la biologia dell’insetto (durata del ciclo riproduttivo, tasso di riproduzione, capacità migratorie etc.), frequenza dell’uso dell’insetticida, tipo di insetticida, base genetica della resistenza, meccanismo di resistenza, isolamento della popolazione di insetti, dimensione della coltivazione, temperatura, effetto dell’insetticida su gli insetti utili (parassiti e predatori dell’insetto) e tecnica colturale.

Poiché lo sviluppo della resistenza è il risultato dell’esposizione all’insetticida, il livello di resistenza spesso declina quando si smette di usare quella sostanza, un processo chiamato reversione. Questo in genere accade perché, in assenza dell’insetticida, le forme resistenti sono svantaggiate rispetto a quelle sensibili e non possono competere con esse. Questo svantaggio delle forme resistenti può essere misurato come una minor produzione di uova, ciclo di vita più lungo che crea maggiori opportunità di essere attaccati da parassiti o predatori, oppure minor efficienza nell’accoppiamento. La velocità con cui avviene il processo di reversione è influenzato dagli stessi fattori che influenzano lo sviluppo della resistenza. La reversione è un processo molto comune poiché all’interno di popolazioni resistenti vi sono sempre delle forme suscettibili oppure queste possono migrare dall’esterno. In alcuni casi la reversione non accade oppure è estremamente lenta poiché la popolazione si è espansa su un’area molto ampia (come tutta la Florida) ed è composta solo da individui resistenti e non vi sono opportunità di migrazione di individui suscettibili. Tuttavia anche se la reversione viene completata e la popolazione di insetti torna ad essere suscettibile all’insetticida, la resistenza può ricomparire rapidamente non appena riprende l’utilizzazione costante di quel prodotto.

La resistenza agli insetticidi è facile da prevenire ed è necessario farlo prima che accada. Poiché la sua comparsa è un sintomo inequivocabile di un abuso dell’insetticida, la cosa più logica da fare è di utilizzare gli insetticidi il minimo indispensabile, solo quando ce n’è bisogno, per la salute delle colture e .. del portafoglio.


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