IL TACCUINO DEL PROPAGATORE

I propagatori di alcuni vivai degli Stati Uniti divulgano le tecniche ed
i consigli pratici per la propagazione di alcune piante ornamentali.

Tradotto dall’American Nurseryman 15 Ottobre 1993.


Acer griseum (Hoogendoorn Nurseries - RI)

L’Acer griseum, tra gli alberi di taglia piccola, è uno dei più belli in commercio; tuttavia è abbastanza raro vederne. La difficoltà di propagazione è uno dei principali motivi.

L’innesto si è rivelato molto complesso, se non impossibile. Anche la propagazione per seme è difficoltosa, infatti ha problema di fioritura per cui molti embrioni risultano sterili. Quindi la maggior parte dei semi non germina. Si può invece propagare per talea erbacea.

Prelievo

Si potano le piante in Marzo per simolare lo sviluppo di nuovi germogli. Verso la terza settimana di Giugno si preleviano le talee di circa 20 cm. Si prendono la mattina presto e poi si mantengono in cella a 10°C fino al mattino dopo.

Trattamento

La mattina successiva al prelievo si rimuove la parte terminale troppo tenera delle talee lasciando le ultime due foglie (sono abbastanza piccole e non vanno tagliate a metà). Si immerge la parte basale in Hormodin No. 3 (IBA 0,8% in talco). Si piantano nel bancale di radicazione, in serra a vetri, preparato con 15 cm di sabbia grossa compattata con un pestello di legno. Si piantano a circa 7-8 cm di profondità spaziate di 4 x 5 cm. Appena piantate vengono subito innaffiate a mano.

Radicazione

Durante la radicazione funziona la nebulizzazione automatica. Ricevono una spruzzata di 12 secondi ogni 10 minuti dalle 8:30 del mattino alle 18:00 la sera, per poter asciugare prima del buio.

Vengono trattate con fungicidi ogni settimana alternando Benlate e Captano. Durante il giorno, quando funziona la nebulizzazione, si lasciano le finestrature aperte per la ventilazione, e in certi casi è necessario anche ombreggiare. La notte si chiudono per evitare i danni del vento sulle foglioline tenere. La radicazione avviene in circa 8-10 settimane con un successo del 60%.

Invasatura

Vengono invasate con molta cautela, per le tenere radici, in vasetti di terracotta di 6 cm, in un terriccio di terra, torba e sabbia in parti uguali. I vasetti vengono messi in serra ben accostati, controllando di frequente l’umidità e se necessario col riscaldamento basale, per completare la radicazione fino a metà Ottobre.

Svernamento

Le piantine vengono messe a svernare in speciali serre costituite da una trincea scavata nel terreno, profonda circa 2 metri e lunga 30 m, rivestita di prefabbricato e coperta con una struttura in ferro e vetro. I vasetti ben accostati vengono coperti con uno strato di 1-2 cm di torba che una volta bagnato mantiene a lungo l’umidità. La temperatura non scende mai sotto i -2°C. Quando arrivano le belle giornate è necessario muovere l’aria con un ventilatore da 90 cm, si sostituiscono alcuni pannelli vetrati con rete ombreggiante al 50% ed i restanti vetri vengono imbiancati.

Trapianto

Ai primi di Giugno le piantine sono pronte per essere trapiantate. Vengono piantate in un terreno argilloso-limoso (pH 5,5) spaziate di 15 o 20 cm. Durante il primo anno vengono protette con un cilindro di rete ombreggiante al 50%. Dopo tre anni si hanno piantine di 40-50 cm.


Ilex decidua “Warren’s Red” (Pleasant Cover Nurseries - Tennessee)

E’ un bellissimo arbusto originario delle zone sud-est degli Stati Uniti. Questa varietà di agrifoglio spogliante in particolare ha un bel fogliame lucido, le bacche grandi, di un rosso molto cupo e persistenti. Si propaga abbastanza bene per talea se si usano alcune attenzioni.

Prelievo

Le talee si prendono dalla fine di Luglio alla prima settimana di Agosto da piante di 2-3 anni in crescita attiva. Si utilizzano i germogli di 8-10 cm dal quarto superiore delle piante, individuato il punto del germoglio dove il colore passa dal verde al grigio chiaro, si tagliano con circa 3-4 cm di legno grigiastro. Le talee si prendono la mattina presto e si mantengono coperte con dei panni bagnati, si strappano le foglie della metà inferiore e si pratica un taglio trasversale alla base. Si tuffano in una soluzione di Benlate e poi si conservano in cella a 4-5°C.

Trattamento

La mattina successiva si immergono in una soluzione di IBA a 10.000 parti per milione per un secondo e si piantano nei tunnel su dei bancali di circa 1,50 m. I bancali sono appoggiati sul terreno, che viene prima lavorato a circa 25-30 cm. Si riempiono poi con i vasetti di polietilene quadri di 8 cm ben accostati tra loro, in modo che la sommità dei vasetti sia a livello del bordo dei bancali. Quindi si riempiono con il terriccio composto da 50% di corteccie di pino compostate, 40% di terriccio e 10% di sabbia. Il tutto viene sterilizzato con un trattamento gassoso di bromuro di metile, e dopo aver arieggiato per due giorni, viene montato l’impianto di nebulizzazione ed il tunnel viene coperto con del polietilene bianco. Le talee si piantano la mattina presto, due per vasetto, alla profondità di circa 2,5 cm e poi si annaffiano bene.

Radicazione

Per la ventilazione dei tunnel si praticano dei fori di circa 30 cm nella parte superiore. Si cerca di mantenere la temperatura intorno ai 35°C. Per i primi giorni le talee vengono nebulizzate 10 secondi ogni 10 minuti (dalle 9:30 alle 18:00). Dopo che sono un po’ indurite si scende a 15 secondi ogni 30 minuti (dalle 9:30 alle 11:30 e dalle 16:00 alle 18:00) e 15 secondi ogni 15 minuti (dalle 11:30 alle 16:00). Nei giorni freddi o piovosi si diminuisce o si chiude. Dopo circa quattro settimane, ai primi segni di radicazione si riduce ulteriormente la nebulizzazione, e nelle due settimane che seguono si scende a 15 secondi ogni 30 minuti per sole 5 ore al giorno. Si effettua un trattamento con Benlate ogni due o tre settimane. Intorno alla metà di Settembre sono radicate con una resa di circa il 90%.

Acclimatazione

Una volta radicate si sostituisce il film plastico dei tunnel con della rete ombreggiante al 50% per due settimane. Nella prima settimana si continua anche la nebulizzazione: 60 minuti ogni ora (dalle 10:00 alle 16:00) nella seconda settimana si inizia l’irrigazione per aspersione. A fine Settembre le piante in genere hanno una ripresa di vegetazione e potrebbero soffrire ai primi freddi per cui bisogna radicarle abbastanza presto affinchè induriscano la seconda vegetazione prima del freddo. Si fa un trattamento a base di Metalaxyl a fine Ottobre e per il resto si interviene solo in caso di bisogno.

Svernamento

A metà Novembre si ricoprono i tunnel con il film plastico bianco, ma si lasciano le porte aperte fino ache la temperatura non scende sotto i -4°C. Durante l’inverno si annaffia una sola volta la settimana se non sono previste gelate. Appena ritorna la bella stagione si aumenta l’irrigazione ma si lascia il film plastico fino a che non cessa il pericolo di gelate. Quando si scoprono i tunnel si procede alla pulizzia (erbacce, piante secche ecc.) e si concima ogni 4-5 settimane con Sta-Green 12-6-6. Quando hanno terminato la radicazione, alla fine di Giugno vengono reinvasate con una mortalità molto modesta.


Maclura pomifera var. inermis (Horticulture Reasearch Center Kansas Statae University)

La Maclura, usata come frangivento in pianura, nella sua selezione clonale maschile senza spine si è dimostrata un’ottima pianta ornamentale per le zone difficili. Questa varietà si propaga facilmente per innesto a gemma o a marza sui semenzali oppure per talea sia erbacea che legnosa. Secondo il metodo si ottengono delle piante alte 1,80 m col fusto di un pollice di calibro in due o tre anni.

Semensali

Si raccolgono i frutti dalle piante femminili in autunno e si lasciano macerare nell’acqua fino a che non hanno liberato i semi. Si stratificano in sabbia per 60-90 giorni a 4-5°C. Si piantano in primavera per essere innestati a gemma l’anno successivo. Oppure si possono seminara all’aperto in autunno per l’innesto a gemma d’Agosto.

Innesto

Oltre che a gemma si possono innestare al banco sia a spacco che a incastro, fasciare col nastro per innesti, e lasciare per sei settimane stratificati a 12°C in torba e perlite al 50%, affinchè si formi il callo. Gli innesti vanno fatti al più tardi a metà Marzo e sono pronti per essere piantati in Maggio.

Taleaggio

Poichè le piante innestate hanno il problema di produrre polloni del semensale, spinosi e che producono frutti, si preferisce la propagazione per talea.

Talee erbacee

Si prelevano delle talee di 15 cm, con 4-5 foglie, utilizzando giovani germogli a fine Maggio primi di Giugno. Si tolgono le foglie più basse e si immergono per 10 secondi in una soluzione di IBA da 2.500 a 5.000 parti per milione. Si piantano in cassette riempite con un substrato 30% torba e 70% perlite.

Le cassette poste in serra vengono nebulizzate per 6 secondi ogni 10 minuti (dall’alba al tramonto) stando attenti che le foglie non diventino troppo bagnate. Generalmente in 6-8 settimane si ottiene dal 90 al 100% di radicazione. Le piantine vengono invasate, fatte svernare sotto tunnel e piantate la primavera successiva.

Talee legnose

Per produrre delle piantine da trapiantare in pieno campo lo stesso anno si possono utilizzare le talee legnose. Si prendono le talee dalla vegetazione della stagione precedente al più tardi i primi di Marzo. Queste vengono trattate con 5.000 p.p.m. di IBA , piantate in un substrato 30% torba e 70% perlite, con il riscaldamento basale a 18°C, e radicano in circa 3 settimane.

Trapianto

Le talee piantate in Marzo vengono invasate in Maggio, è importante invasare le talee forzate col riscaldamento basale appena possibile per evitare i marciumi delle radici. Si usano vasetti da 1 litro senza fondo con un substrato 60% segatura 20% torba 20% sabbia, corretto con polvere di marmo e concimato con Osmocote 18-6-12 e Micromax. Le talee radicate vengono scorciate lasciando una sola gemma al fine di favorire la crescita di un solo germoglio vigoroso. I vasetti vengono tenuti in serra calda o col riscaldamento basale e ben irrigati. A Guigno sono pronti per essere trapiantati in pieno campo.

La Maclura ha un’apparato radicale molto aggressivo ed esteso lateralmente, per questo motivo non è adatta alla coltura in contenitore che formerebbe compatti ammassi circolari di radici.


Nyssa sylvatica (Extension Ornamentals Oklahoma State University)

E’ una pianta ornamentale originaria degli Stati Uniti molto richiesta, in particolare per i suoi splendidi colori autunnali rosso-arancio. Attualmente viene propagata principalamente per seme ma a causa dei problemi di germinazione e di selezione varietale ci si stà orientando verso la propagazione agamica.

Semensali

Si prelevano i semi dalle piante femminili in autunno e si stratificano in sabbia a 4-5°C per 60-90 giorni, per piantarli in primavera. I vivaisti del nord li seminano all’aperto in autunno affinchè subiscano una stratificazione naturale superando l’inverno. In ogni caso è raccomandabile liberare i semi dalla drupa. Le piantine nate vengono trapiantate in contenitori da 1 gallone (3,78 litri) a Marzo, con un substrato di 1 parte di torba e 5 parti di terriccio sabbioso, per essere vendute in autunno.

Taleaggio

Si prendono le talee da giovani piante ricoverate in serra nel tardo inverno e poi forzate col riscaldamento per ottenere la nuova vegetazione. Le talee di 3-4 cm vengono trattate con IBA 8.000 p.p.m. in talco e piantate in sabbia con riscaldamento basale a 21°C e nebulizzazione intermittente. In 2-3 settimane dovrebbero radicare al 100%, tuttavia si raccomanda di lasciarle per 6 settimane prima di invasarle in un substrata a base di torba. Le piantine invasate si lasciano in serra con una temperatura di 18°C, irrigate almeno tre volte al giorno, ombreggiate se necessario. Più tardi vengono indurite e lasciate crescere all’aperto per raggiungere gli 80-90 cm in Ottobre. Si fanno alcuni trattamenti per combattere la Botrytis. Il primo inverno devono essere protette dal freddo.

Innesto

Si utilizzano dei semensali in vaso come portinnesti. In Febbraio si tagliano a 4 cm dal colletto e ci si innesta una marza di 5 cm con la macchinetta. Si protegge con la cera. Poi si mettono in serra calda (12-15°C) protetti sotto un tunnel di polietilene.


Rhododendron spp. (Van Veen Nursery - Oregon)

Van Veen coltiva esclusivamente Rhododenrdon (rododendri e azalee), e la tecnica di propagazione varia secondo le varietà. Quella che segue è la procedura più generale.

Prelievo

Si inizia a prelevare le talee prima possibile in estate (intorno al 1° Luglio). In genere le varietà nane ed a foglie piccole sono le prime. Si fanno le talee con i germogli della nuova vegetazione, maturi ma flessibili. Se sono troppo lignificati il potenziale di radicazione è basso. Le talee vengono prese dalle piante in produzione, da tutte le zone (in alto, in mezzo ed in basso) tagliando i germogli alla base, senza spuntarli, per non sciupare l’estetica delle piante. Si evitano i germogli con le foglie ammaccate, piccole, clorotiche o bruciate dal sole.

Trattamento

Il materiale si conserva in cella a 4°C coperto con stracci umidi. Si disinfetta con una soluzione di varichina al 10% o altro disinfettante, prima di lavorarlo. Si toglie la gemma apicale e tutte le foglie eccetto le prime 4-6. Si controllano le gemme ascellari e si scartano le talee che hanno solo gemme a fiore. Si tagliano lunghe 4-5 cm e su ciascna si pratica un’incisione longitudinale poco profonda di 1,5-2 cm. Se le foglie sono molto grandi vengono parzialmente tagliate. Le tale ricevono un trattamento ormonale liquido o in polvere; si ripuliscono dalla peluria, prima di inzupparle, per evitare che trattengano troppo ormone.

Radicazione

Si piantano in una serra ombreggiata dentro ad un substrato di torba e perlite 1:1 profondo circa 10 cm. Quindi si spruzzano con un’antitraspirante (tipo Vapor-Gard o Wilt-Pruf). Viene usata la nebulizzazione, controllata con foglia elettronica, ed il riscaldamento basale a 21°C. Le varietà più piccole in generale radicano meglio (intorno al 100%), le altre varietà sono variabili; alcune, che quasi si rifiutano di radicare, non vengono più coltivate. La media si aggira intorno all’85%.

Svernamento

Molte varietà nane o a foglie piccole sono pronte da trapiantare in due mesi; si spostano in serra di coltivazione su bancali a terra di corteccie e torba, e si fanno svernare a circa 2°C. Le altre varietà impiegano dai 4 ai 6 mesi per sviluppare un buon apparato radicale e svernano nella serra di propagazione. Si sta attenti che la zona delle radici sia sempre umida, questo particolare è in relazione al riscaldamento basale. Invece si cerca di mantenere asciutto il fogliame per evitare marciumi (la nebulizzazione viene interrotta alla fine di Ottobre, dopo di che si annaffia solo una volta alla settimana). Si tolgono le foglie cadute e le talee seccate per non facilitare lo sviluppo di malattie. Si cerca di mantenere una temperatura di 21°C al livello delle radici e 2°C intorno al fogliame, poichè le gemme dei rododendri hanno bisogno di basse temperature per schiudere regolarmente in primavera.

Trapianto

La radicazione accellera quando allungano le giornate in Febbraio, per vedere se sono pronte da trapiantare si cerca di infilare le dita nel substrato intorno alle talee, se non penetrano ci sono le radici. Si scava intorno per vedere la qualità delle radici e se non sono sufficienti si aspetta, controllandole periodicamente. Tutte le volte che le radici vengono disturbate si ritarda la loro crescita, quindi si usa molta cautela. Se per la primavera le radici non sono pronte si aiutano con un fertilizzante liquido 20-20-20, un cucchiaio per gallone (3,78 l) ogni 10 giorni per due settimane. Le piante ben radicate si trapiantano in tunnel di polietilene dentro a dei bancali a terra contenenti un substrato di torba e corteccie leggermente ammendato con un ferilizzante 3-3-1. Vengono regolarmente annaffiate, concimate e diserbate a mano. Verso Giugno si toglie il polietilene per l’acclimatazione. Per l’autunno i rododendri sono pronti per essere trapiantati in campo.

Gli accorgimenti più importanti da prendere nella propagazione dei rododendri sono: evitare che le talee si asciughino in estate e poi di tenere sempre tutto molto pulito.


Sciadopitys verticillata (Iseli Nursery Inc. Oregon)

Questa grande conifera a portamento piramidale è una pianta molto particolare che attira l’attenzione con la sua insolita vegetazione di ciuffi di aghi a ombrello. C’è molta richiesta poichè non è facile da allevare ed i semensali crescono molto lentamente, per questo si propaga per talea. Purtroppo i risultati della radicazione sono molto variabili da un’anno all’altro.

Prelievo

Le talee si prelevano nel tardo inverno (Gennaio-Febbraio) utilizzando l’ultima vegetazione (dalla sommità giù fino al palco dell’anno precedente). Per il prelievo si utilizzano le piante più sane e vigorose della produzione coltivata in contenitore, selezionando i germogli di medie dimensioni (0,5-0,6 cm di diametro). Si scartano quelli laterali più sottili perchè hanno gemme molto piccole e richiedono da uno a tre anni in più per arrivare alla misura commerciale.

Trattamento

Con un coltello molto tagliente si fanno delle talee di 8-9 cm e si pratica un’incisione di circa 2 cm sulla corteccia alla base. Si accorciano gli aghi a 6-7 cm per rendere le talee più facili da maneggiare e per poterne piantare di più nelle cassette. Le talee ricevono un trattamento ormonale di tre secondi in IBA a 2.800 p.p.m., che è in genere più concentrato delle altre conifere. Vengono piantate in cassette di 38x50x6 cm, circa 70 per cassetta, in un substrato 85% pomice e 15% torba.

Radicazione

Le cassette vengono messe sotto tunnel di polietilene con riscaldamento basale da 18 a 21°C. La nebulizzazione viene programmata secondo la stagione da 5 secondi ogni 10 minuti nei giorni caldi e assolati a 1 o 2 volte al giorno in quelli umidi e nuvolosi. A Giugno la radicazione raggiunge dal 40% all’80%. La Sciadopitys durante la propagazione non tollera di essere troppo bagnata, nè l’eccesso di calore ed una luce troppo intensa. Se le condizioni ambientali del tunnel saranno adegute anche le altre talee che non sono radicate in sei mesi potranno farlo in seguito. Questa specie radica ed indurisce più letamente delle altre conifere: ci vuole pazienza. Verso Giugno-Luglio si riduce la nebulizzazione e si coprono i tunnel con della rete ombreggiante al 47%. Si inizia anche a concimare ogni tre settimane con un concime liquido 20-20-20. A fine Luglio primi di Agosto si spostano le cassette all’aperto sotto l’ombrario. Alla fine di Settembre, primi di Ottobre le cassette vengono portate sotto dei tunnel di polietilene non riscaldati per svernare.

Trapianto

A primavera le piantine radicate si trapiantano in vasetti di 10 cm con un substrato composto da: 84% di corteccie, 7% di pomice e 7% di letame, ammendato con fertilizzante, microelementi e calce. Le piante invasate vengono allevate all’aperto, in pieno sole, per due anni prima di essere passate ad un contenitore più grande.

Si possono fare anche delle talee estive, che radicano molto bene, ma tuttavia la qualità delle piante che si ottengono è inferiore poichè crescendo molto rapidamente sono esili e filate e poco ramificate alla base.


Stewartia koreana (Jackson Nursery Inc. Massachusset)

E’ un alberello di piccole o medie dimensioni che in estate produce dei fiori bianchi, simili a quelli della camelia, ha un fogliame autunnale molto attraente ed un bella corteccia che si desquama. Qualche volta viene catalogato come una varietà di Stewartia pseudocamellia, è stato insignito di vari riconoscimenti per il suo valore ornamentale. Si potrebbe propagare per seme ma poichè ha una doppia dormienza, richiede sia stratificazione fredda che trattamento a caldo e poi germinana in bassa percentuale, perciò si propaga per talea.

Prelievo

si prelevano delle talee di tre nodi dalle piante in vivaio verso metà Giugno fino a metà Luglio. La lunghezza non ha importanza, le talee di tre nodi sono lunghe dai 10 ai 15 cm e si prendono di preferenza dai getti terminali. Le talee si raccolgono al mattino si mettono dentro sacchetti di plastica e se non si possono lavorare subito vanno conservate in refrigerazione.

Trattamento

Si strappano le foglie del nodo basale e si trattano immergendole per 5 secondi in IBA a 2.000 p.p.m. Praticare una incisione alla base non sembra migliorare i risultati. Poi vengono piantate in cassette riempite con un substrato di due parti di perlite e una parte di sabbia.

Radicazione

Le cassette possono essere tenute in serra o all’aperto. In ogni caso non è necessario nè l’ombreggiamento nè il riscaldamento basale. La nebulizzazione invece è variabile con la stagione. In piena estate si spruzzano 2 secondi ogni minuto dalle 8:00 alle 20:00, quando accorciano le giornate si riduce. Non si fertilizzano le talee nè si incorporano concimi al substrato di radicazione. La radicazione si completa in 60-90 giorni (da metà Agosto a metà Ottobre secondo il prelievo). A questo punto si diminuisce la nebulizzazione e si passa gradualmente all’irrigazione manuale. La percentuale di radicazione è in genere abbastanza alta (80%).

Svernamento

Poi si passa alla fase più importante della propagazione della Stewartia, lo svernamento. In Novembre si portano le cassette in una serra fredda coperta con polietilene trasparente. Le piantine si lasciano indisturbate fino alla schiusura delle gemme nella primavera seguente. Si annaffiano solamente quando è necessario. Affinchè schiudano le gemme le piante hanno bisogno di rimanere per almeno 100 ore ad una temperatura non inferiore a 0°C e non superiore a 4,5°C, per cui bisogna cercare di favorire queste condizioni ambientali. Quando schiudono le gemme, verso la fine di Febbraio primi di Marzo, si distribuisce un fertilizzante liquido 20-20-20 a 200 p.p.m., ripetendo la somministrazione 10 giorni dopo. Non sono necessari trattamenti antiparassitari.

Trapianto

Le piantine radicate vengono invasate in contenitori di 6 cm con un substrato di 50% di torba e 50% di perlite, oppure si possono usare i comuni terricci commerciali già pronti. Si allevano in questo vasetto fino a Luglio e poi si passano nel contenitore da 1 gallone (3,78 l).


Viburnum carlesii (Schaefer Nursery, Tennessee)

Questa nota pianta ornamentale ha molte varietà e ibridi che si propagano tutti in maniera simile come: V. carlesi ‘Compactum’, V. carlesi ‘Diana’, V. x burkwoodii, V. carlcephalum, V. x ‘Cayuga’, V. x ‘Chesapeake’, V. x ‘Eskimo’, V. x juddii e V. x ‘Mohawk’.

Prelievo

Si prendono le talee quando la nuova vegetazione è indurita abbastanza da rompersi con uno schiocco secco se viene piegata (metà Maggio primi di Giugno). Si può fare eventualmente anche una seconda raccolta in Agosto. Al mattino presto si raccolgono le talee di circa 15 cm, lascindo 3-4 foglie alla sommità di ciacuna. Si ammazzettano e si stratificano con del ghiaccio dentro a delle borse termiche e depositandole ogni tanto in cella frigorifera (a 12-13°C). Si piantano lo stesso giorno nel pomeriggio.

Trattamento

I mazzetti di talee vengono inzuppati per 1 secondo dentro ad una soluzione di IBA a 3.000 p.p.m. (Si scioglie l’IBA in alcool metilico e poi si porta a volume con il 20% di alcool e l’80% di acqua). Si piantano dentro dei bancali all’aperto larghi 1,20 m e lunghi 15 m fatti con delle traversine ferroviarie. Il substrato è un terriccio sabbioso che viene ammendato negli anni con sabbia e sostanza organica e tutti gli anni viene fumigato prima dell’uso. Al substrato viene anche incorporato dell’Osmocote.

Radicazione

Dopo aver piantato le talee si coprono i bancali con dei tunnel ad archi, del polietilene trasparente e la rete ombreggiante al 48%. Per la ventilazione si praticano dei fori di 30 cm ogni 120 cm nel polietilene alla sommità del tunnel. La nebulizzazione è controllata con un timer e si cerca di mantenere il più possibile un’umidità relativa del 100%. In piena estate si nebulizza per 20 secondi ogni 5 minuti, nelle giornate nuvolose si scende fino a 30 secondi ogni ora. Quando inziano a radicare (da quattro a sei settimane) si riduce la nebulizzazione e si fanno altri fori di ventilazione sui tunnel, fino a che le piantine non sono indurite. A questo punto (Luglio) si toglie il polietilene e si lascia solo la rete ombreggiante, la nebulizzazione scende a 30 secondi ogni paio d’ore; dopo una settimana si chiude la nebulizzazione e si annaffiano a mano una volta al giorno, passata un’altra settimana si toglie anche la rete ombreggiante. In tutto ci vogliono dalle 6 alle 10 settimane e si ottiene un risultato dell’80-90%.

Svernamento

Quando cadono le foglie le piante vengono preparate per l’inverno. Vengono ben annaffiate e trattate con dei fungicidi, si coprono i tunnel con Microfoam (telo non-tessuto) e polietilene trasparente per proteggerle dal freddo. Si scoprono a fine inverno quando non ci sono più pericoli di gelate, prima che schiudano le gemme (fine Febraio primi di Marzo).

Trapianto

A questo punto si confezionano le piantine avvolgendo le radici in soffice torba di sfagno e la parte aerea in trucioli di legno. Vengono messe dentro a delle particolari scatole a più posti di cartone cerato. Fino alla spedizione vengono conservate a 1-2°C per farle restare in dormienza.

Il Viburnum richiede molte ore di basse temperature, sotto i 4°C, durante il periodo di riposo per poter crescere bene la stagione successiva. Per questo si trapiantano subito all’aperto, a fine inverno inizi primavera, per farli “riscaldare” naturalmente. Invece metterli in serra riscaldata è un’errore perchè sviluppano le foglie prima che l’apparato radicale sia pronto.


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