Pistoia Città degli Alberi
a cura di Eugenio Ciuti


Lo slogan che titola il poster commemorativo, stampato per celebrare il ventennale del Centro Studi per il Vivaismo, mi offre l'opportunità di ricordare un po' di storia dell'ex campo di Volo e del Centro Sperimentale.
Com'è noto l'aeroporto di Pistoia fu realizzato nel 1916, a supporto delle officine S. Giorgio, impegnate nello sforzo bellico con la costruzione e riparazione di aerei. Questa attività continuò anche nel dopoguerra sviluppandosi ulteriormente, tanto è vero che nel 1936 ne fu deciso l'ampliamento e iniziarono subito i lavori sui terreni espropriati ad est della Via Ciliegiole. Il nuovo campo di aviazione avrebbe dovuto raggiungere i centoventi ettari di superficie ed essere completamente attrezzato con le infrastrutture di servizio.

Gli avvenimenti bellici del secondo conflitto mondiale bloccarono i lavori così alacremente intrapresi e dell'aeroporto non si parlò più fino alla metà degli anni cinquanta.
Prevalsero allora altre scelte sugli scali aerei toscani e, in conseguenza, il campo di volo seguì un altro destino. Fu attraversato dalla strada variante per la montagna, dal nuovo raccordo autostradale; utilizzato per i nuovi capannoni della Breda, gli spazi annonari, gli uffici della motorizzazione e altri interventi per lo più comunali. Si previde persino che sorgesse nella terra di Ciliegiole un'area industriale che poi fu scelta a S. Agostino. Anche l'arboreto proposta qualificante per l'area come servizio alla produzione vivaistica, non venne realizzato.

Al momento attuale il terreno a sud della Breda e del raccordo autostradale per la montagna, il primitivo aeroporto per intendersi, quello a ovest, compreso fra la via Ciliegiole e l'Ombrone, è interessato ai margini da due campi nomadi e nell'area centrale utilizzato per gli spettacoli viaggianti e per le manifestazioni del luglio Pistoiese. E' comunque un'area in forte degrado ambientale.
L'altro terreno, quello a est della Via Ciliegiole, è utilizzato invece, prevalentemente, dalle attività del Centro Sperimentale per il Vivaismo; ed è proprio su questa struttura che intendo fare alcune considerazioni.

Negli anni settanta ho avuto il piacere di collaborare con un dinamico e indimenticabile Presidente della Camera di Commercio di Pistoia, il compianto Silvano Gestri. Appena ricevuto il "testimone" da Vittorio Caselli che lo aveva preceduto nella carica, Gestri si rese subito conto dell'importanza del vivaismo ornamentale e della necessità di sostenerlo con una struttura sperimentale. Si appassionò tanto all'idea e cercò con ogni mezzo di realizzarla, gettandosi con entusiasmo nell'impresa. Superando innumerevoli difficoltà, acquistò nel 1973 dal demanio dello Stato circa 26 ettari di terreno. Dopo averlo bonificato dalle macerie e dalle immondizie (dopo la guerra questo terreno serviva da discarica della città) e liberato dai coltivatori abusivi, stipulò una convenzione con il Centro Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) presso l'Università di Firenze. Iniziò allora a piantare alberi di varia provenienza, "moderno pastore" come quello incontrato da Jean Giono nell'antica regione delle Alpi che penetra in Provenza.

Ma non soltanto bisognava piantare, ma anche costruire infrastrutture di servizio per l'attività di ricerca e sperimentazione. Presentò così un progetto alla Comunità Europea (F.E.O.G.A.) per la costruzione di un Centro didattico ed operativo per il vivaismo, progetto che venne approvato e finanziato - furono esclusi soltanto gli edifici abitativi.
A questo punto era indispensabile cercare un socio in grado di concorrere al finanziamento del progetto che il contributo comunitario non copriva interamente. Gestri trovò nel principale Istituto di credito cittadino, la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, presieduta all'epoca da Angiolo Bianchi, il socio ideale per risolvere il problema. Nacque così la Ce.Spe.Vi., una società a.r.l. - costituita nel 1981- fra la Camera di Commercio (80%) e la Cassa (20%) per completare i lavori. Nell'atto costitutivo è detto fra l'altro "che le parti contraenti intendono favorire la partecipazione alla Società di imprenditori ortovivaisti nonché di loro associazioni e/o cooperative".

La seminagione di Gestri è stata portata avanti dai suoi successori e più precisamente per la Camera: da Ministro Monti, Andrea Gualtierotti, Rinaldo Incerpi e, per la Cassa: da Ivano Paci, Giorgio Rosi e Gabriele Zollo.
Su questi terreni infatti alle collezioni iniziali si sono aggiunte altre piantagioni fino a coprire una superficie di ben 12 ettari. E' nata così la Banca del Germoplasma delle piante ornamentali da esterno, unica del genere in Italia, che raccoglie oltre duemila esemplari appartenenti a circa settecento specie diverse che stanno per essere ulteriormente incrementate con i lavori in corso di realizzazione. Essa rappresenta una importante realtà al servizio del vivaismo e del mondo scientifico, oltre ad un valido strumento didattico per studenti e appassionati del verde.

Se è vero che i nostri morti vedono, credo che Silvano Gestri osservi soddisfatto, dai verdi pascoli del cielo, quegli alberi che i suoi successori e collaboratori ad ogni livello, hanno fatto crescere e moltiplicare con amore e passione.
Mai come in questo momento di profonde trasformazioni, si avverte l'esigenza di concentrare gli sforzi di tutti per raggiungere obbiettivi comuni che, nel caso specifico, sono quelli di consolidare il ruolo del vivaismo Pistoiese.
Ci sono oggi tutte le premesse per il rilancio del Centro sperimentale. Guardiamo sempre avanti con fiducia superando le difficoltà che si potranno incontrare in questo cammino di crescita.


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2007 Ce.Spe.Vi. - Pistoia
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