GLI STRUMENTI DI SERVIZIO E DI SUPPORTO PER IL FLOROVIVAISMO TOSCANO due anni dopo

Sintesi della relazione tenuta al Convegno promosso da Toscana Piante e Fiori S.c.r.l. a Montecarlo (LU) il 21 novembre 1997

Renato Ferretti

Dirigente Agronomo della Provincia di Pistoia e coordinatore del Comitato Tecnico di Toscana Piante e Fiori S.c.r.l.


1. PREMESSA

Con questa nota s'intende:

- fornire un quadro sintetico del sistema florovivaistico Toscano che poi è organizzato al suo interno in filiere (floricola, vivaistica, ortofloricola, ecc.) ed in distretti produttivi (Pistoia, Pescia-piana di Lucca, Versilia, Valdarno, ecc.);

- aggiornare il quadro evolutivo del florovivaismo;

- definire in linea teorica gli interventi per il consolidamento ed il miglioramento delle strutture e delle infrastrutture di servizio;

- individuare gli strumenti legislativi utilizzabili.

In sostanza tenteremo di riprendere il lavoro avviato con l'incontro che tenemmo due anni fà esatti (il 21.11.95) al CE.SPE.VI. di Pistoia, alla luce delle novità intercorse che si possono sostanziare nella costituzione e nell'avvio dell'attività di Toscana Piante e Fiori e nella riforma del Miraaf con il conseguente avvio delle procedure per il passaggio alle Regioni dei Centri di Commercializzazione (ex legge 910/66) e degli Istituti Sperimentali.


2. Il RUOLO DEL FLOROVIVAISMO TOSCANO NELL'ECONOMIA E NEL PANORAMA ITALIANO ED EUROPEO

La Toscana è la prima regione d'Italia per la produzione di fiori e piante ornamentali. Leader indiscusso per il vivaismo ornamentale che ha la sua culla nella piana Pistoiese da cui si estende in tante aree della Regione, la Toscana rappresenta per eterogeneità e qualità dei suoi prodotti un territorio unico in cui si possono trovare fiori e piante tipiche di tutte le zone del mondo da quelle tropicali coltivate in ambienti protetti a quelle dei climi freddi che si riscontrano nelle zone più interne e nella montagna appenninica.

Il florovivaismo Toscano complessivamente inteso rappresenta circa il 15% della produzione nazionale ed il 6% della produzione florovivaistica dell'Unione Europea (dati Eurostat). All'interno dell'agricoltura Toscana il florovivaismo occupa un posto preminente, infatti la p.l.v. del comparto (stimata in 850 mld nel 1996) costituisce oltre il 25% dell'intera p.l.v. agricola regionale, ottenuta su poco più di 7.000 ettari pari al 7% circa della S.A.U. regionale.

E' evidente che, anche per le sue caratteristiche di settore in espansione a livello mondiale e non eccedentario a livello europeo, il florovivaismo è uno dei settori su cui la nostra Regione può fondare lo sviluppo e la qualificazione dell'agricoltura.

Il Florovivaismo in Italia rappresenta (in valore) il 5% dell'intera produzione agricola nazionale e contribuisce per il 23% alla formazione della produzione florovivaistica Europea, risultanto cos'ì seconda solo all'Olanda che da sola rappresenta il 33.8%. Complessivamente il florovivaismo costituisce il 4,3% della produzione agricola finale dell'Unione Europea.

Per l'assortimento produttivo che va dai fiori recisi alle piante da appartamento, a quelle da giardino e per grandi parchi arricchito da alcune peculiarità produttive come gli agrumi ornamentali in vaso di terracotta, gli olivi di tutte le varietà e forme e le più singolari piante mediterranee, la TOSCANA è da considerare la prima regione florovivaistica d'Italia e forse d'Europa.


3. LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO GLOBALE

Negli ultimi anni si è assistito nei paesi più sviluppati dell'Europa ad una sostanziale stagnazione della spesa procapite privata di fiori e piante ornamentali, mentre fino al 1995 è sempre cresciuto il consumo di piante ornamentali per il verde pubblico. Di contro la domanda globale cresce perchè si affacciano sul mercato nuovi paesi consumatori, da quelli dell'Europa Orientale ai paesi del bacino del Mediterraneo. Altresì la domanda si diversifica verso nuovi prodotti e verso segmenti ritenuti fino ad oggi secondari come quello delle fronde recise o delle piante cosidette mediterranee.

Nel contempo cresce anche l'offerta sia dei paesi tradizionalmente produttori che di nuovi paesi, nel passato decennio hanno ottenuto notevoli performance i paesi in via di sviluppo dell'area ACP per i fiori recisi, oggi si stanno affacciando i paesi dell'area PECO in specie per le piante ornamentali per i parchi ed i giardini.

In sostanza siamo di fronte ad una crescente tensione fra domanda ed offerta che ha già prodotto una stagnazione dei prezzi con conseguente riduzione dei margini per i produttori e che obbliga tutti a percorrere due strade obbligate:

- la promozione del prodotto su nuovi mercati e verso nuovi consumatori;

- la qualificazione dei prodotti per differenziare le produzioni delle diverse aree geografiche.

In conseguenza di tutto ciò il nostro sistema florovivaistico deve attrezzarsi per vincere la sfida competitiva sul terreno della qualità.

La qualità del processo produttivo legata all'ambiente pedoclimatico in cui si opera, e che consente eccezionali performance di crescità unite alla rusticità e vitalità dei prodotti ottenuti, nonchè all'applicazione di adeguate e diversificate tecnologie a seconda delle produzioni e dell'uso successivo al quale sono destinate.. Ogni processo deve essere ispirato a criteri tecnici omogenei e standardizzati che consentano di garantire la migliore qualità delle produzioni.

La qualità del prodotto da estrinsecare oltrechè nella armonica architettura dell'albero, componente determinante per la costruzione di aree verdi di pronto effetto, anche nella particolare cura destinata alla sana e robusta crescità dell'apparato radicale in modo tale da consentire alle piante di attecchire e crescere anche negli ambienti più difficili come quelli urbanizzati.Oppure nel rispetto di precisi elementi costituenti il prodotto fiore reciso, fronda recisa o pianta da appartamento attraverso la garanzia di standard qualitativi elevati, permanenti nel tempo e facilmente misurabili e confrontabili.

E' questa una sfida che i nostri produttori sono quotidianamente chiamati a svolgere per definire parametri oggettivi in grado di esprimere concetti di alta qualità.

La qualità totale dei fiori e delle piante ornamentali Toscane è quindi la somma algebrica dei fattori precedentemente esposti e supportata dall'organizzazione delle singole aziende, del sistema produttivo e territoriale, da una continua attività di selezione varietale e di conservazione del germoplasma.


4. STRUTTURE E INFRASTRUTTURE DEL FLOROVIVAISMO TOSCANO

Le strutture produttive del florovivaismo toscano sono costituite da un insieme di aziende (unità produttive) organizzate in imprese singole od associate di dimensioni economiche tali da consentire un'adeguata presenza sui vari mercati.

Senza entrare nel merito delle attivita delle singole strutture è però opportuno ricordarle:

- Le strutture associative Organizzazioni professionali a vocazione generale ed Assocazioni dei Produttori, Cooperative e consorzi di commercializzazione, ecc.).

- Le strutture commerciali (Comicent, mercato di Viareggio, ecc.)

- Le strutture di Promozione (Toscana Piante e Fiori).

- Le strutture di Formazione (Istituti Tecnici, Professionali, Università).

- Le strutture di sperimentazione applicata (I.S.Floricoltura, Ce.Spe.Vi., ex Centro di Capannori)

- Le strutture di servizio alle imprese (ARPAT - Servizio Fitosanitario, ARSIA, ecc.)

- Le Infrastrutture di trasporto ed i servizi di trasporto, costituiscono un sistema disarticolato e poco rappresentativo ma sono una importante risorsa ed una grande opportunità di sviluppo economico ed occupazionale, unica alternativa alla colonizzazione delle grandi imprese di trasporto di altri paesi Europei.


5. L'AZIONE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI

La Regione Toscana con deliberazione consiliare n 198 del 24.5.94 ha approvato il PIANO DI INDIRIZZO PER IL SETTORE FLORICOLO, tale piano assegna un ruolo primario per lo sviluppo e la qualificazione delle produzioni floricole regionali alla promozione. Infatti gli obiettivi sono: assicurare continuità alla Biennale del fiore" e definire una strategia comunicazionale per il mercato interno ed estero; fra le azioni è previsto che: la Giunta Regionale assuma un iniziativa per dare un nuovo assetto al comitato della Biennale del fiore alfine di qualificarne le funzioni e migliorare l'attività, promuovere il consumo del fiore attraverso l'individuazione di un segno distintivo della produzione Toscana ed attraverso precisi programmi di penetrazione sui mercati esteri.

Sempre sul piano programmatico la Regione Toscana con delibera consiliare n518 del 15.11.1994 ha approvato il PIANO D'INDIRIZZO PER IL SETTORE DEL VIVAISMO ORNAMENTALE, fra i cui obiettivi è indicata la costituzione di forme associative per la promozione e commercializzazione ed una migliore conoscenza dei mercati; fra le azioni: l'aggiornamento e la realizzazione dell'Arboreto di Pistoia e la promozione di una cultura Europea del verde per migliorare le città.

In sostanza l'obiettivo centrale che emerge è lo sviluppo dell'attività promozionale attraverso un apposita struttura FUNZIONALE AL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI COMMERCIALIZZAZIONE PER GLI OPERATORI ECONOMICI.

Su queste basi la Provincia di Pistoia d'intesa con la Giunta Regionale ha promosso nel 1996 la costituzione della Società Toscana Piante e Fiori, che è avvenuta l'undici ottobre 1996 con atto notaio Marrese, repertorio n. 34617 registrato presso il tribunale di Pistoia.

La Giunta Regionale in attuazione delle sopracitate deliberazioni ha elaborato la proposta di legge regionale, discussa e approvata dal Consiglio Regionale, pubblicata sul B.U. n.37 del 13.10.97 (legge regionale n.71 DEL 3 OTTOBRE 1997 disposizioni straordinarie per il florovivaismo Toscano").

Tale legge ha la finalità di qualificare il sistema di servizi e di infrastrutture per la promozione ed il sostegno del settore florovivsaistico, in particolare all'art. 2 prevede la concessione di un contributo di . 300.000.000 alla Provincia di Pistoia per la ristrutturazione, il consolidamneto ed il superamento di organismi a partecipazione pubblica ed ai quali la provincia stessa partecipi, volti a sviluppare attività promozionali nel settore florovivaistico.

All'art.3 prevede la concessione di un contributo di .200.000.000 al Comune di Pistoia per l'avvio della realizzazione del Progetto Arboreto di Pistoia" specificando che deve comprendere una mostra permanete delle piante ornamentali e dell'arredo verde del territorio urbano, un parco pubblico ed attrazioni turistiche.

Infine all'art.4 dispone che il Consiglio Regionale definisca indirizzi operativi per gli enti regionali (ARSIA, ARPAT, ecc.) operanti nel settore florovivaistico nonchè per il commissario del Consorzio Centro per la Sperimentazione, dimostrazione e divulgazione florovivaistica" di Capannori alfine di promuoverne opportune forme di coordinamento con le azioni di altri soggetti pubblici e privati (Ce.Spe.Vi.; Toscana Piante e Fiori, ecc.) per finalizzare al meglio le azioni di promozione e sviluppo del Florovivaismo Toscano.

In questo contesto occorre ridefinire gli strumenti di programmazione regionale per poter utilizzare al meglio tutte queste risorse e gli enti pubblici Pistoiesi ed i produttori florovivaisti hanno l'occasione di giocare un grande ruolo nella concertazione delle scelte che la Regione Toscana andrà a fare per questo settore. Scelte che si riveleranno determinanti per poter usufrurire delle iniziative previste dai regolamenti comunitari vigenti :

- Il reg. UE 950/97 per il miglioramento delle strutture di produzione.

- Il reg. UE 95197 per il miglioramento delle strutture di trasformazione e commercializzazione.

- Il reg. UE 952/97 sulle associazioni dei produttori.

- Il reg. UE 2275/96 ed il successivo programma attuativo per la promozione del consumo di fiori e piante vive.

Quest'ultimo in particolare dispone di risorse ingenti destinate al cofinanziamento al 60% di progetti tesi ad aumentare il consumo di fiori e piante vive nell'Unione Europea che potrebbe essere utilizzato anche per finanziare parte del progetto arboreto. E' un'altra occasione da non perdere potrebbe essere l'ultima!!!


Occorre quindi partire da queste riflessioni per costruire un progetto strategico del florovivaismo Toscano i cui attori princiapli siano i produttori con le loro rappresentanze e gli enti pubblici quali soggetti portatori d'interessi collettivi legati alla equa utilizzazione delle risosre finanziarie e territoriali.


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