Propagazione per talea: il ruolo dell’acqua

Come l’acqua influenza la radicazione delle talee e cosa potete fare per somministrare la giusta quantità di acqua durante la propagazione.

Dr. Paul E.Read

Annual Meeting Eastern Region International Plant Propagators’ Society 1994


Quando si esaminano i fattori che possono influenzare i precessi della pianta si capisce subito che vi sono moltissime variabili. Questo è vero in special modo per quanto riguarda la radicazione delle talee, ad esempio le condizioni fisiche, nutrizionali e fisiologiche delle piante madri; l’acqua; la temperatura; la luce; il periodo; i fitoregolatori (ormoni); la difesa antiparassitaria e le misure igieniche. Di tutti questi tuttavia il fattore più importante l’acqua; infatti la maggior parte delle piante sono composte al 90% di acqua.

Prima di passare a vedere come l’acqua influenza la radicazione delle talee e come si fa a garantire che esse abbiano la giusta quantità di acqua, esaminiamo brevemente il ruolo dell’acqua in natura.

Ricordiamo che vi sono testi eccellenti su questo argomento come “Water Relation in Plants” di J.Kramer; diversi capitoli di “Plant Propagation: Principles and Practices” di H.T. Hartmann, D.E. Kester e F.T. Davies; ed il capitolo sull’acqua e la propagazione su “The Biology of Horticulture: An Introductory Textbook” di J.E. Preece e P.E. Read che forniscono informazioni più approfondite.

L’acqua è necessaria per tutte le funzioni vitali delle piante e degli animali. Essa è una materia prima, un solvente, un trasportatore, un refrigerante. Le piante ne hanno bisogno per la fotosintesi, la base per la vita delle piante sulla terra. L’anidride carbonica e l’acqua sono le materie prime di questo processo per fabbricare il “cibo” (zuccheri semplici) richiesto per crescere riprodursi e funzionare. In altre parole, i materiali di cui le piante hanno bisogno per formare nuove cellule - cellule che si trasformano nelle radici delle talee - sono i prodotti della fotosintesi.

La fotosintesi ha luogo nei cloroplasti delle piante verdi. Quando si mettono in radicazione talee con foglie è importante fornire condizioni favorevoli per una efficace attività fotosintetica. Il processo di radicazione delle talee legnose dipende molto dal materiale di riserva prodotto dalla fotosintesi durante il periodo di crescita vegetativa ed immagazzinato nella parte legnosa del ramo in genere come carboidrati complessi tipo amido. Quando si seleziona il materiale per le talee è molto importante prestare attenzione alle condizioni in cui le piante madri sono state allevate.

Inoltre, riguardo agli effetti dell’acqua sulla fotosintesi vi sono diversi altri fattori correlati da considerare. I tre “T” - turgore (quando le cellule delle piante sono gonfie d’acqua), traspirazione (la perdita d’acqua da parte delle piante sotto forma di vapore), traslocazione (il movimento dell’acqua all’interno della pianta).

Le piante necessitano d’acqua per mantenere turgide le loro cellule, mantenendo quindi la loro forma e restare erette.

La traspirazione ha luogo principalmente attraverso gli stomi della pianta (i piccoli pori sulla superficie fogliare attraverso i quali avvengono gli scambi gassosi). Il tasso di traspirazione viene regolato dalla differenza tra la pressione di vapore all’interno della foglia e la pressione di vapore dell’aria che la circonda. L’umidità relativa all’interno di una foglia turgida è intorno al 100%, mentre per l’aria esterna in genere è inferiore a questo valore. Quindi questa differenza di pressione determina una perdita d’acqua per diffusione, nell’aria esterna.

E’ importante ricordare che le radici sono gli organi della pianta più efficienti nell’assorbimento dell’acqua. L’estremità tagliata di una talea invece non è una struttura altrettanto efficace per attingere l’acqua. Senza un sufficiente assorbimento d’acqua la sua traslocazione verso le foglie è minima, la perdita d’acqua per traspirazione avviene lo stesso, la talea perde turgore. Fino al limite ad appassire.

Anche prima che la talea appassisca, le cellule di guardia che circondano gli stomi perdono turgore, chiudendo quindi lo stoma. Questo riduce notevolmente la perdita d’acqua per traspirazione, ma cessa anche ogni altro scambio gassoso con l’esterno. Il risultato è che l’anidride carbonica non entra e non è quindi più disponibile per la fotosintesi. Nelle condizioni ideali per la propagazione, bisogna prevenire l’avvizzimento delle talee affinché gli stomi rimangono aperti, facilitando gli scambi gassosi per la fotosintesi.

Vediamo adesso i tre sistemi principali attraverso i quali potete ricreare l’ambiente ideale per la propagazione delle talee: copertura, nebulizzazione e fog. Ciascuno di essi riguarda la regolazione della quantità d’acqua che ricevono le talee per assicurare che gli stomi rimangano aperti e possa avvenire la fotosintesi.

Copertura

Queste strutture comprendono ogni metodo di circoscrivere o racchiudere l’atmosfera intorno alle talee per mantenere un’umidità relativa molto elevata nelle immediate vicinanze delle foglie. Per costruire una copertura i vivaisti usano tunnel e tende con film o tessuti plastici, cassette vetrate o campane di plastica. Un’altra tecnica usata dai propagatori è quella di appoggiare direttamente sulla sommità delle talee qualche materiale come un film di plastica, un panno umido o dei fogli di carta.

Le strutture o le coperture a diretto contatto offrono diversi vantaggi: sono economiche; non richiedono particolare abilità o esperienza per la messa in opera ed inoltre in molti casi sono abbastanza efficaci. D’altra parte però hanno anche degli inconvenienti: impediscono la circolazione dell’aria promuovendo il ristagno di aria umida nelle vicinanza delle talee e favorendo il rapido sviluppo di numerosi organismi nocivi come Botrytis, Phitophtora e Pithium. In queste condizioni i marciumi e le malattie fogliari si diffondono rapidamente, distruggendo spesso intere colture di talee.

Un’altro problema delle coperture è che esse diminuiscono la quantità di luce che ricevono le talee. Questo di conseguenza diminuisce il potenziale fotosintetico delle foglie portando ad una riduzione della produzione di sostanze nutritive, richieste per lo sviluppo di nuove cellule.

Nebulizzazione

Questi impianti sono probabilmente i più largamente usati per mantenere le foglie turgide durante la radicazione. L’inventore di questo metodo generalmente riconosciuto è G.E.L. Spencer nel 1936, con adattamenti e applicazioni riportate da M.A. Rains, G.M. Fisher ed E.J. Gardner alla fine degli anni ‘30, inizio degli anni ‘40.

Il vantaggio primario dell’uso della nebulizzazione intermittente è che essa mantiene un’elevata umidità relativa vicino alle foglie e diminuisce il deficit di pressione di vapore che c’è tra la foglia e l’aria. Questo aiuta le foglie a rimanere fresche e consente loro di utilizzare tutta la luce. Alcuni vivaisti credono anche che la nebulizzazione dilavi le spore fungine dalle foglie prima che esse possano infettarle.

Gli svantaggi della nebulizzazione intermittente sono il costo degli impianti abbastanza elevato ed il fatto che essa mantiene il substrato di radicazione troppo freddo e umido, aumentando il rischio di malattie come le già citate Phitophtora e Pithium. Il riscaldamento basale probabilmente può alleviare i problemi del substrato freddo-umido. Misure igieniche appropriate, come usare arnesi puliti, sterilizzare il substrato col vapore e prelevare le talee da piante madri sane, possono aiutare notevolmente a ridurre la probabilità di infezioni fungine.

Un altro problema che può essere incontrato quando si propagano specie che impiegano molto tempo a radicare con la nebulizzazione intermittente è che essa ripetuta per molto tempo tende a dilavare le sostanze nutritive direttamente dalle foglie delle talee. Se si presenta questo problema si può superare aggiungendo una piccola quantità di sostanze nutritive all’acqua della nebulizzazione (mist fertilizzato) oppure mettendo un concime a lento effetto nel substrato di radicazione.

Fog system

Gli impianti di fog (nebbia) sono un’altro sistema molto efficace per la radicazione delle talee con le foglie. Z.P. Warner presentò un primo lavoro di confronto tra nebulizzazione e fog nel 1966.

Il fog system differisce dalla nebulizzazione per i fatto che produce delle goccioline d’acqua molto più piccole di quelle emesse da un ugello per nebulizzazione.

Queste goccioline di ridottissime dimensioni vengono ottenute forzando l’acqua a pressioni molto elevate dentro a degli ugelli con fori molto piccoli. Il fog può essere ottenuto anche con delle speciali ventole o piccole turbine che frammentano il getto d’acqua in minutissime goccioline.

Vi sono diversi vantaggi nell’uso del fog invece della nebulizzazione. Poiché le goccioline del fog rimangono sospese in aria questo impianto richiede un volume d’acqua assai inferiore della nebulizzazione.

Il substrato inoltre non diventa troppo inzuppato d’acqua con il fog, che consente anche una maggior aereazione e mantiene anche una temperatura più elevata. Entrambe queste condizioni hanno condotto alla realizzazione di nuovi e più adeguati tipi di alveoli per la radicazione.

Inoltre i ricercatori, lavorando con il fog system hanno rilevato una minor incidenza delle malattie. Infine il dilavamento delle sostanza nutritive dalle foglie, per le specie che impiegano lunghi periodi a radicare, con il fog è praticamente inesistente.

Gli svantaggi del fog system sono pochi. Il principale argomento che ne contrasta l’utilizzazione è l’elevato costo dell’impianto. Fortunatamente negli ultimi anni questo costo è calato sensibilmente per il miglioramento delle tecnologie e la ricerca di soluzioni più economiche.

Il fog system per lavorare bene ha bisogno di un’acqua di ottima qualità, senza particelle in sospensione e sali incrostanti, tipici delle acque dure. Anche in questo caso, la moderna tecnologia offre attrezzature sempre più efficienti ed economiche per la filtrazione e l’addolcimento delle acque.

Un altro problema del fog è la riduzione della radiazione luminosa all’interno degli ambienti di radicazione per la spessa cortina di nebbia. Tuttavia una lieve riduzione della luminosità può essere un beneficio nelle zone geografiche ad alta radiazione solare, che inoltre aiuta a mantenere l’ambiente più fresco. Infine il fog, creando un ambiente estremamente umido, non è molto gradito agli operai delle aziende di propagazione.

Un utile ed interessante applicazione del fog è la radicazione diretta di microtalee, cioè talee in miniatura prodotte dalla coltura in vitro di tessuti dei piante o micropropagazione. Il fog è molto efficace nell’acclimatazione di microtalee provenienti dal vitro dove l’umidità relativa è vicina al 100%.

Le coperture, la nebulizzazione ed il fog sono tre tecniche che possono essere applicate alle aree di propagazione per regolare la quantità d’acqua che ricevono le talee. Alcuni propagatori tuttavia hanno tentato anche la strada della chimica con l’applicazione di antitraspiranti.

Gli antitraspiranti, sostanze che riducono la traspirazione, vengono spesso riportati come efficaci nel diminuire la perdita di acqua delle talee. Teoricamente questo dovrebbe portare ad un utilizzazione più efficiente dell’acqua, se la fotosintesi non venisse ridotta.

Le sostanze che mantengono chiusi gli stomi delle foglie possono ridurre l’acqua persa per traspirazione ma riducono anche lo scambio gassoso di anidride carbonica, diminuendo la fotosintesi. Per esempio le sostanze cerose producono questi effetti.

Altri materiali come la caolinite bianca o le argille, per le loro proprietà riflettenti, mantengono più fresca la foglia riflettendo parte della luce che le colpisce. Tuttavia riducono così anche la quantità di energia luminosa che alimenta il processo fotosintetico. In definitiva, anche se propagatori e ricercatori hanno svolto molte ricerche per scoprire un prodotto chimico in grado di ridurre la perdita di acqua delle talee e favorire la radicazione, i risultati non sono ancora stati raggiunti.

L’acqua è essenziale per lo sviluppo e la crescita delle piante, come pure per la radicazione delle talee. Anche se spesso è il fattore più limitante per la propagazione per talea, l’acqua non può essere considerata però l’unico. Quando tutti i fattori sono ottimizzati il propagatore esperto riesce ad ottenere i migliori risultati.


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