Ricordo del prof. Tito Poggi (1857/1944)
a cura di Eugenio Ciuti


Il Consiglio di Amministrazione del CE.SPE.VI. per onorare la memoria del Prof. Tito Poggi, insigne cattedratico e appassionato studioso di cose agrarie, ha voluto dedicargli la nuova sala convegni realizzata nei locali del Centro Sperimentale per il Vivaismo. Ricordare in questa struttura il nome dell'illustre maestro è un modo ideale per significare che la Sua attività a Pistoia non è stata dimenticata e che il solco da lui tracciato è ancora aperto per la semina feconda di nuove iniziative a sostegno dell'attività agricola.

Tito Poggi, prima di stabilirsi nella nostra città, aveva percorso una lunga e brillante carriera. Laureato nella Scuola superiore di Agricoltura di Milano aveva seguito dapprima, la via dell'insegnamento dell'agronomia nella scuola di Grumello del Monte in Provincia di Bergamo, poi era passato alla Stazione Sperimentale di Modena e nel 1890 alla direzione della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Rovigo, la prima istituita in Italia e funzionante dal 1886.
Per la sua ottima preparazione tecnica, per la naturale facilità di parola, per la simpatia che si sapeva attirare col suo temperamento serio e gentile, divenne uno dei migliori propagandisti di quegli anni di pionierato. Successivamente passò alla Cattedra ambulante di Verona ove rimase svolgendo un'opera veramente proficua in tutto il Veneto; finché non venne nominato direttore della "Società fondi rustici" per amministrare vaste tenute. Divenne anche Segretario della Società degli Agricoltori Italiani, dove curò, particolarmente, la sempre più fattiva penetrazione delle Cattedre.

Il Poggi, dunque, fece parte di quella schiera di uomini di grande valore tecnico e di eccezionali doti di volontà, di fede, di entusiasmo disinteresse che, attraverso le cattedre ambulanti, portarono nelle più lontane e trascurate campagne la conoscenza delle nuove tecnologie agrarie per far conoscere agli agricoltori delle zone in cui operavano le migliori conquiste fatte dal progresso in Italia e all'Estero.
Nominato Deputato e poi Senatore fu un fervente sostenitore della necessità di aiutare l'agricoltura del nostro Paese in tempi difficili. Raccolse l'eredità della famiglia Ottavi dirigendone la casa editrice e curando la direzione del "Coltivatore".

Nel 1917, compiendo sessant'anni di età e quaranta di servizio, pensò di ritirarsi a vita privata, da passare fra piante e fiori, e scelse Pistoia come sua dimora. Il proposito di riposarsi, come egli affermò alcuni anni dopo: "era stato di quelli detti di marinaio". Infatti, appassionato cultore di tutte le discipline agrarie, prese subito a interessarsi dei problemi dell'agricoltura locale ma in particolare legò il suo nome a due importanti iniziative: la Cattedra Ambulante di Agricoltura, il Consorzio e l'Osservatorio di frutticoltura.

LA CATTEDRA AMBULANTE DI AGRICOLTURA
Con la costituzione della Provincia di Pistoia, nel 1927, nacque anche la Cattedra Ambulante di Agricoltura; l'ultima in ordina di tempo, insieme a quelle delle altre nuove province create in quell'anno.
Il Prof. Poggi, che delle cattedre era un maestro, si prodigò per avviarne l'attività e ne fu il primo Presidente. E' profondamente significativo, nella vita dell'illustre uomo spesa in un continuo apostolato di insegnamento e di propaganda agraria, il fatto e la coincidenza di avere tenuto a battesimo la più antica (Rovigo) e la più giovane delle cattedre italiane.

Difficoltà enormi, d'ordine finanziario e relative al personale tecnico, erano sorte per costituire la nostra Cattedra e a queste si aggiunsero l'incomprensione e l'indolenza delle persone. Il Professore, con pazienza e determinazione, curò personalmente il problema del riparto dei contributi ministeriali con le cattedre di Firenze e Lucca, quando Pistoia, creata Provincia, si stacco da esse e non mancò di interessare gli Enti locali per ottenere maggiori contributi al fine di assicurare la base finanziaria indispensabile al funzionamento dell'Istituzione. Ma l'impegno maggiore fu quello di risolvere il problema del personale. Mesi e mesi passarono prima che l'organico fosse al completo e durante questo periodo egli frequentò gli uffici della sede per espletare il lavoro ordinario e per fornire agli agricoltori la Sua preziosa consulenza.

Finalmente le difficoltà furono tutte superate e con giusto orgoglio il Poggi poté affermare nell'articolo di presentazione del periodico della cattedra "L'AGRICOLTORE PISTOIESE" che: "L'Istituzione agraria maggiore, la Cattedra ambulante di agricoltura di Pistoia, è, finalmente, anche nella Provincia, completa come io la vagheggiavo fino da dieci anni".
La nuova cattedra era nata bene e con lo staff di tecnici guidati dal suo direttore, il Prof. Amedeo Consolini, iniziò con grande entusiasmo il proprio lavoro avviando un processo di rinnovamento anche quando, nel 1935, alla Cattedra Ambulante subentrò l'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura.

IL CONSORZIO E L'OSSERVATORIO DI FRUTTICOLTURA
In quegli anni della venuta a Pistoia il Poggi era ancora Presidente di una commissione ministeriale incaricata di proporre provvedimenti volti a incrementare la frutticoltura. Fra questi fu decisa la costituzione di tre centri frutticoli di esempio e di propaganda: uno al nord, uno al centro e uno al Sud. Il Poggi pensò subito che quello centrale potesse sorgere a Pistoia, zona importante di vivaismo ma dove ogni esempio di frutticoltura moderna mancava.
Da questo centro dovevano uscire buoni allievi e anche marze da innesto delle migliori varietà di fruttiferi, da fornire agli stessi vivaisti che spesso mancavano di piante madri.

Decisa la costituzione di un Consorzio di frutticoltura si cercò un terreno adatto per gli impianti, terreno che venne individuato sulla Via Nazionale Modenese alle porte della città (oggi sede dell'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura) e acquistato dal Consorzio Antifillosserico del circondario di Pistoia presieduto dal Barone Carlo De Franceschi, che aveva condiviso appieno l'iniziativa. Con apposita convenzione, stipulata nel 1919 con il Ministro dell'Agricoltura, veniva fissata in un ventennio la durata del Consorzio e assicurati adeguati finanziamenti per la realizzazione degli impianti. Il nuovo Ente fu presieduto dal N.U. Cesare Poggi Banchieri.

Il grande frutteto sorse in quello stesso anno del 1919, si estendeva su di una superficie di ben sette ettari e raccoglieva una collezione veramente imponente di tutte le principali varietà di fruttiferi. Il Prof. Poggi che, assistito da una commissione di esperti, aveva predisposto e realizzato il progetto divenne il consulente del Consorzio che sotto la direzione di un esperto e appassionato agronomo, il Prof. Enrico Gattamorta, iniziò la propria attività.
A coronamento dell'impegno profuso per la realizzazione del frutteto consorziale venne istituito nel 1923 -sempre su proposta di Poggi- il Regio Osservatorio Teorico Pratico di Frutticoltura, il primo fondato in Italia. Il nuovo Ente fu presieduto dal Barone Carlo De Franceschi e diretto dallo stesso Prof. Poggi fino al 1927, anno in cui subentrò nella direzione il Dr. Alfredo Pieri che fino allora aveva svolto le funzioni di primo assistente.
L'Osservatorio e il Consorzio per la frutticoltura, che ne rappresentava il campo di studio e di ricerca, svolsero un encomiabile lavoro che veniva divulgato attraverso un periodo mensile che prese il nome di: "NOTE DI FRUTTICOLTURA".

Molte le conferenze e ancor più i corsi teorici pratici di frutticoltura e innumerevoli le consulenze tecniche agli agricoltori. Presso il frutteto si svolsero anche borse di studio per giovani laureati e gli impianti vennero visitati da numerose comitive di agricoltori provenienti da ogni parte d'Italia.
Nel 1926 il Prof. Arrigo Serpieri, allora direttore del R. Istituto Superiore Agrario-Forestale e poi rettore Magnifico dell'Università di Firenze, visitò il frutteto e ammirando le piante e l'insieme, offrì visita stante, l'insegnamento di frutticoltura e viticoltura nel suo Istituto al Prof. Poggi. Quell'insegnamento onorava l'uomo ma ancor più onorava il Consorzio di Frutticoltura.
Questo grande e razionale impianto di orientamento contribuì in modo determinante alla diffusione della frutticoltura in Toscana e allo sviluppo del vivaismo frutticolo pistoiese.

Sembrava ormai che queste Istituzioni fossero destinate a perfezionarsi nel tempo nell'interesse dell'agricoltura specializzata della nostra Provincia: così la pensava anche il Barone De Franceschi che aveva concretamente favorito il sorgere dei due Enti. Infatti, in una lettera diretta al professore il 06/10/1924, scriveva fra l'altro: "….il frutteto e l'Osservatorio istituzioni degne di te e che collimano perfettamente con le mie finalità … … dobbiamo assicurare la prospera longevità del frutteto e dell'Osservatorio". Anche il Poggi era convinto che le "sue Istituzioni" non dovevano languire, ma bensì svilupparsi anche meglio, assicurando a Pistoia un primato in campo ortofrutticolo.
Non fu purtroppo così, perché gli amministratori di questi Enti non riuscirono in tempo utile a delineare chiaramente il futuro e i loro successori non ritennero di continuare l'opera. Costituirono una fondazione intitolata al nome del Barone Carlo De Franceschi, avente lo scopo di contribuire alla istituzione e al funzionamento di una scuola tecnico agraria.

Correva l'anno 1941 e anche se eravamo in piena guerra l'iniziativa suscitò vive proteste da parte degli agricoltori. Anche il Poggi prese un ferma posizione contro il progetto di metamorfosi che non rispondeva ai primitivi criteri delle Istituzioni e concludeva così il uso articolo: "in quanto a me, giunto ormai sulla soglia dell'Aldilà, dimenticherò presto immeritate amarezze, inesorabili compagne di ogni iniziativa, e godrò ancora se mi sarà dato di rivedere, nel terreno prospiciente il mio guscio (la sua casa era proprio di fronte al frutteto) vigorose piante da frutto, e, attorno ad esse qualche giovane studioso che, sotto la guida del Direttore, si adopri in lavori di ibridazione e di genetica, in esperimenti di lotta antiparassitaria ed in atro esercizio tecnico mirante al progresso della frutticoltura".
Tutte le proteste furono vane perché la Fondazione aveva intanto ottenuto il riconoscimento di Ente morale e pertanto cessava di esistere il Consorzio di frutticoltura.

Gli avvenimenti bellici attenuarono le polemiche che ripreso nell'immediato dopoguerra nel tentativo di salvare quanto meno l'Osservatorio di frutticoltura e porlo al servizio anche del vivaismo ornamentale.
Si costituì un comitato che, sotto l'egida della Camera di Commercio, dopo una serie di incontri e riunioni riuscì a dar vita, nel 1956, ad un nuovo osservatorio denominato: "OSSERVATORIO DI ORTOFLOROFRUTTICOLTURA E DELLA PIANTA ORNAMENTALE" intitolata al nome di Tito Poggi. Questa nuova iniziativa fortemente voluta dai florovivaisti, non riuscì purtroppo mai a decollare per l'inerzia degli uomini, e gli sforzi di quanti in essa avevano creduto furono così vanificati.

Dovevano passare molti anni prima che l'idea di creare a Pistoia una struttura di supporto al servizio del vivaismo riprendesse quota, e fu ancora una volta la Camera di Commercio che facendosi interprete della volontà della categoria, acquistò nel 1973 un terreno dal demanio dello Stato nell'area dell'ex campo di volo; la zona dove sorge l'attuale Centro Sperimentale per il vivaismo.


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