Progetto ERBEVIVE
Controllo delle ERBE spontanee nelle VIVaismo ornamentale in contenitore
Finanziato da A.R.S.I.A. -
Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel settore Agro-forestale
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Le cosiddette “malerbe” non sono altro che quella parte delle flora spontanea che tende a contrastare con gli obiettivi dell’uomo.
Nell’attività vivaistica tale presenza comporta danni economici per l’instaurarsi di quei fenomeni competitivi che inevitabilmente determinano riduzioni di crescita della coltura. Tale problematica risulta ancor più sentita nell’allevamento in vaso in piena aria in quanto in questa filiera produttiva l’elevato valore commerciale del prodotto, unitamente agli elevati strandards qualitativi richiesti, determinano danni di particolare consistenza economica. Infatti, la marcata fertilità dell’ambiente di crescita (nutrienti, acqua, etc.) esalta il tasso di germinazione e crescita delle infestanti determinando, in pochissimo tempo, infestazioni di difficile ed oneroso controllo.
Oltre alle motivazioni di carattere agronomico vi sono poi anche quelle commerciali ed estetiche. Trattandosi di piante ornamentali, la presenza delle malerbe, in particolare per quelle in contenitore, non è assolutamente tollerata. Purtroppo le uniche soluzioni possibili risultano essere l’impiego di prodotti anti-germinanti e di diserbanti oppure quella della costosa scerbatura manuale durante la coltivazione e poi alla fine prima della loro commercializzazione, che comportano problemi di impatto ambientale o un notevole costo per la manodopera.
Sebbene tutte le specie spontanee possono occasionalmente infestare le piante allevate in vaso, solo alcune specie sono maggiormente temute dal momento che esse sono particolarmente invasive e persistenti in tali condizioni. Tale nocività deriva dal fatto che alcune malerbe sono particolarmente adatte a crescere, riprodursi e disseminare nelle condizioni agro-ecologiche tipicamente connesse con l’attività vivaistica e risultano quindi ad essa tipicamente associate sia nello spazio che nel tempo. A questo va aggiunto che il notevole scambio di piante in vaso tra le diverse aree vivaistiche italiane ed europee ed ultimamente anche extra-europee, favorisce la diffusione di flora infestante aliena, spesso particolarmente insidiosa poiché sconosciuta e specificatamente adattata all’infestazione delle colture in contenitore.
E’ per questo motivo che si è ritenuto opportuno di focalizzare l’attenzione sulle fitocenosi delle colture allevate in vaso al fine sia di una ottimizzazione dei metodi di controllo preventivo dell’infestazione che di evolverne le rispettive strategie di lotta. Va inoltre sottolineato che la tradizionale gestione chimica dell’infestazione comporta un inevitabile impatto ambientale in aree ad agricoltura intensiva spesso situata a stretta vicinanza con i centri abitati. In questo ambito sintetizzabile con il termine vivaismo “eco-compatibile” possono risultare di estrema importanza anche bioerbicidi di natura vegetale e conseguentemente di rapida ed assoluta biodegradabilità.
La sperimentazione proposta, focalizzata su questa tematica ancora poco od affatto esplorata, è scaturita da uno studio in corso sulle infestanti tipiche dei vivai in contenitore nella zona di Pistoia, la zona più importante in Europa (per estensione e mercato) per la produzione di “landscaping ornamentals”. Lo scopo di questa sperimentazione ha come ricaduta pratica quello di identificare e caratterizzare con precisione le piante infestanti più diffuse, anche di recente introduzione e creare i presupposti per una lotta alle malerbe sempre più razionale e mirata al loro contenimento anche con mezzi preventivi e/o eco-compatibili.
Come ricaduta applicativa si ritiene che la sperimentazione possa fare luce sulle cause antropiche e naturali che tendono a disseminare le malerbe nel settore vivaistico. Tali studi potranno, in altre parole consentire di mettere in atto misure preventive per il controllo dell’infestazione. Inoltre, la divulgazione di manuali di riconoscimento e descrizione biologica delle varie specie consentirà agli operatori del settore di poter valutare preventivamente la dinamica di evoluzione floristica e della relativa nocività in modo da poter mettere in atto le opportune strategie di difesa curativa. Tra queste ultime la possibilità di poter disporre dei proposti “bioerbicidi” potrebbe risultare importante per una “sostenibilità” ecologica di questa attività agricola tipicamente intensiva.


Obiettivi della ricerca


- Identificazione e caratterizzazione biologica delle più importanti malerbe nell’attività vivaistica in contenitore
- Rilevare la dinamica e modalità di disseminazione sia di tipo biotico che abiotico ai fini di un controllo preventivo dell’infestazione
- Testare metodi non chimici per il controllo dell’infestazione mediante l’uso di bioerbicidi

Fasi di attuazione del progetto (durata 24 mesi)


1) Indagine preliminare delle più importanti fitocenosi connesse con l’attività vivaistica sia a livello di flora emersa che come dinamica della “banca seme” che tende ad accumularsi nei substrati utilizzati.
2) Creazione di un “sistema esperto” per facilitare l’identificazione delle specie
3) Individuazione dei meccanismi di disseminazione delle principali malerbe
4) Test di controllo delle malerbe con bioerbicidi. Saranno prese in esame sia l’attività biocida (od eventualmente fitostatica) che la selettività nei confronti della coltura. Saranno altresì ipotizzati metodi di selettività mediata dalle modalità di distribuzione del prodotto.

Risultati attesi


- Facilitare la conoscenza delle tipiche fitocenosi connesse con l’attività vivaistica mediante una loro facile identificazione (sistema esperto) nonché mediante la descrizione delle caratteristiche biologiche che le varie specie utilizzano per la loro persistenza nello spazio e nel tempo.
- Fornire strategie preventive per il controllo dell’infestazione
- Disponibilità di bioerbicidi di promettente valorizzazione del settore vivaistico
Ce.Spe.Vi. www.cespevi.it  
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