Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
“COLTIVAZIONE BIOLOGICA E TECNICHE COLTURALI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE NEL FLOROVIVAISMO”

INTRODUZIONE

Gianluca Burchi
Istituto Sperimentale per la Floricoltura, Pescia

L'agricoltura biologica è un sistema di gestione della produzione che favorisce le risorse rinnovabili ed il riciclo, restituendo al suolo i nutrienti presenti nei prodotti di rifiuto, utilizza l'ambiente stesso per combattere i parassiti e le malattie delle piante ed evita l'uso di fitofarmaci di sintesi, erbicidi, fertilizzanti di sintesi, fitoregolatori ed organismi geneticamente modificati.
L'agricoltura biologica (relativa quasi esclusivamente a prodotti alimentari) iniziò a svilupparsi in Europa (Germania, Regno Unito, Svizzera) già nella prima metà del XX secolo, ma si può dire che solo negli anni '80 abbia definitivamente preso piede. In seguito, il numero dei produttori è notevolmente aumentato e si sono avviate diverse iniziative per la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti biologici, riconducibili soprattutto al vivissimo desiderio dei consumatori di poter usufruire di derrate alimentari sicure e prodotte nel rispetto dell'ambiente.
Verso la fine degli anni '80, la Comunità Economica Europea aveva ormai abbondantemente raggiunto l'obiettivo originale della Politica Agricola Comune, che era quello di ottenere una produttività agricola tale da rendere la CEE largamente auto-sufficiente dal punto di vista alimentare. La Politica Agricola fu pertanto rivolta ad altri obiettivi, quali la promozione di prodotti di qualità e l'integrazione della tutela ambientale in agricoltura, e diversi Regolamenti CEE per l'agricoltura biologica furono introdotti nel quadro della riforma della Politica Agricola Comune (n.2092 nel '91, n.2078 nel '92, n.1257 nel '99).
Gli anni '90 hanno visto una rapidissima espansione del settore. Nel 1985 la produzione biologica certificata nell'UE contava solo 100.000 ettari con 6.300 aziende agricole, cioè meno dello 0,1% della superficie agricola utilizzabile. Alla fine del 2001, si avevano più di 4,5 milioni di ettari con circa 150.000 aziende agricole, corrispondenti al 3,3% della superficie agricola totale ed al 2,3% delle aziende agricole.
Nel settore delle piante ornamentali, la soluzione al problema dell'inquinamento dell'ambiente e delle falde, insieme a quello non meno importante della tutela della salute degli operatori, è della massima urgenza, anche per superare un certo ritardo di intervento rispetto al settore agroalimentare. Bisogna evidenziare, inoltre, una crescente richiesta (per ora soprattutto da parte dei mercati dell'Europa continentale: Svizzera, Germania, Olanda, Paesi Scandinavi, ecc), di fiore "pulito", prodotto cioè con il massimo rispetto per l'ambiente e per la salute del consumatore e del produttore.
Ultimamente, la Politica Comunitaria ha enfatizzato notevolmente la ricerca di prodotti e tecniche agronomiche con limitato impatto ambientale, limitando o vietando quei prodotti e quelle metodologie che non rispettano determinati parametri ecologici: basti pensare alla restrizione dell'uso della torba, al divieto dell'uso del bromuro di metile come disinfettante dei terreni, alle continue revisioni delle liste dei fitofarmaci ammessi in agricoltura, etc.
Due sono le possibilità di intervento, a gradi diversi, per la limitazione dell'uso di fertilizzanti e pesticidi: il marchio di qualità ecocompatibile e la coltivazione biologica. In entrambi i casi, i produttori devono dichiarare di essersi autolimitati nell' uso di determinate sostanze. Nel caso della coltivazione biologica, i protocolli sono abbastanza restrittivi e, in ogni caso, in sede di redazione della norma è mancata una considerazione specifica relativa ai prodotti ornamentali. Da ciò consegue che utilizzare i disciplinari attualmente disponibili per le produzioni vegetali ad uso alimentare è quanto mai problematico da mettere in pratica nelle produzioni ornamentali, per ora basate soltanto su disciplinari privati volontari.
Da quanto sopra esposto, si evince che vi sono effettivamente diverse problematiche che non possono attendere oltre per essere prese in seria considerazione dal settore ornamentale. Per questo motivo, l'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia (PT) ha ritenuto opportuno organizzare, in collaborazione con la Provincia di Pistoia - Servizio Agricoltura, un Convegno su “Coltivazione biologica e tecniche colturali a basso impatto ambientale nel florovivaismo: esperienze e prospettive, anche alla luce della applicazione della L.R.25/99”. Tra gli obiettivi che questo Convegno si è posto, vi è quello di fare il punto della situazione su questa tipologia di produzione, di discutere le prospettive dei produttori di fiori “biologici” e le aspettative dei consumatori, di presentare i vantaggi (salute degli operatori, salvaguardia dell'ambiente, innovazione produttiva, etc.) ma anche gli inevitabili sacrifici (specializzazione in un nuovo settore, maggiori costi, etc.) che questa innovazione comporta.
Il Convegno si è svolto il 4 Settembre 2004 presso il COMICENT di Pescia, nell'ambito della 27° edizione della Biennale del Fiore e delle Piante, ed ha visto la partecipazione interessata di un folto pubblico, con oltre 160 persone registrate, in gran parte tecnici ed operatori del settore.
I lavori, coordinati da Gianluca Burchi ed Antonio Grassotti (Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia) ed Ariberto Merendi e Paolo Gori (Provincia di Pistoia), sono iniziati con il saluto di benvenuto ai partecipanti da parte di Arturo Tintori (Presidente del COMICENT di Pescia) e di Antonio Abenante (Sindaco della città di Pescia), che hanno evidenziato come le produzioni floricole 'biologiche' avessero trovato un notevole spazio nell'ambito della Biennale del Fiore. Gli organizzatori della manifestazione pesciatina, infatti, oltre ad ospitare il Convegno, hanno lasciato diverse aree espositive a disposizione di produttori floricoli che avevano adottato tecniche di produzione biologica o a basso impatto ambientale e metodi di lotta biologica od integrata.
Successivamente Gianfranco Venturi, Presidente della Provincia di Pistoia, ha ricordato le azioni promosse dalla Provincia di Pistoia, in collaborazione con CIPA.AT, CIA e Impresa Verde, per una 'produzione pulita' nel florovivaismo. I prodotti ornamentali, ottenuti dai 35 produttori locali partecipanti ai progetti per le produzioni a basso impatto ambientale, erano presenti con successo negli stand della Biennale, a dimostrazione che le tecnologie in questione non alterano la bellezza del prodotto.
Di seguito, il Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale Toscano, Fabio Roggiolani, ha espresso l'interesse della Regione Toscana per i temi trattati nel Convegno, auspicando che il Progetto dell'A.R.S.I.A. sul florovivaismo biologico, punto di avvio dell'attività su questa tematica, possa costituire il nucleo centrale di un gruppo di persone, interessate all'argomento, che riesca a formulare una proposta di Progetto Nazionale di ricerca da sottoporre a finanziamento da parte del MiPAF.
Infine Giancarlo Barbieri, Presidente della Società Italiana di Orto-Floro-Frutticoltura, portando il saluto della Società, ha evidenziato che il successo di questa tecnologia produttiva 'pulita' dovrà derivare dal contributo integrato delle Istituzioni pubbliche, in grado di finanziare idonei programmi di ricerca nel settore, dei produttori, in grado di recepire ed applicare le innovazioni tecniche insite nella produzione biologica, e dei consumatori, in grado di sensibilizzarsi al problema della richiesta di un prodotto più rispettoso dell'ambiente, eco-compatibile, ma inevitabilmente anche un po' più costoso.
Nel corso del Convegno sono state presentate le esperienze operative di lotta integrata e biologica nel florovivaismo derivanti dal Progetto di Animazione Rurale, svolto nell'ambito del Piano Provinciale di Pistoia nei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale (L.R.34/2001). Inoltre, sono state esposte le prospettive e gli obiettivi del Progetto di ricerca ProBiOrn “Produzione biologica di piante ornamentali”, finanziato dalla A.R.S.I.A.-Toscana (Decreto n.54 del 18.02.03), che si è avviato quest'anno. Sono stati infine presentati i risultati di altre esperienze nazionali nel settore del florovivaismo biologico e delle tecniche colturali a basso impatto ambientale. Tutti questi risultati sono esposti nelle varie relazioni pubblicate in questo stesso numero speciale della rivista FLORTECNICA.
Per concludere, si vogliono qui ricordare e ringraziare coloro che, con il loro contributo, hanno permesso l'organizzazione e lo svolgimento di questo Convegno: la 'Banca di Pescia - Credito Cooperativo', la ditta 'A.Guastapaglia L'Irrigazione srl', la ditta 'Intrachem Bio Italia Spa', la ditta 'N.T.I. S.r.l. Natural Technologies Italia', il Progetto 'ProBiOrn' dell'A.R.S.I.A. Toscana ed il 'COMICENT - Centro Commercializzazione dei Fiori dell'Italia Centrale', che hanno contribuito alle varie spese di organizzazione; la rivista 'FLORTECNICA', che pubblica in questo numero le relazioni presentate al Convegno; il sig. Guido Franco Clamer, che in occasione del Convegno ha pubblicato l'opuscolo 'Bio-integrato in floricoltura: una sfida possibile', distribuito a tutti i partecipanti; la 'Società Orticola Italiana - S.O.I.', che ha patrocinato l'evento; ed infine, ovviamente, il personale dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia e della Provincia di Pistoia, che hanno organizzato e condotto il Convegno.

 
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