Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
TECNICHE A BASSO IMPATTO AMBIENTALE PER RIDURRURE L'APPORTO CHIMICO IN VIVAIO

Vernieri P.,1 Ferrante A.,2 Borghesi E.,1 Magnani G.,1 Piaggesi A.,3 Mugnai S.,4 Tognoni F.,1 Serra G.5
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Dip. Biologia delle Piante Agrarie, Università di Pisa;
2Dip. Produzione Vegetale, Università di Milano;
3Valagro spa, Piazzano di Atessa (CH);
4Dip. Ortoflofrutticoltura, Università di Firenze;
5Scuola Superiore S. Anna, Pisa.


La produzione di piantine nel settore florovivastico è caratterizzata dall'impiego di elevati quantitativi di acqua, fertilizzanti e fitoregolatori esogeni. Quest'ultimi utilizzati per la riduzione della crescita e per standardizzare il prodotto, rendendolo più omogeneo e compatto.
La produzione agricola italiana si sta orientando sempre di più verso la gestione eco-compatibile nel rispetto delle norme agroambientali. Purtroppo gli elevati investimenti per unità di superficie, e l'alta redditività dei prodotti, rendono difficile l'applicazione delle normative europee nel settore florovivaistico. Inoltre, bisogna tener presente che i prodotti florovivaistici non sono generi di prima necessità, ma sono considerati beni di lusso e per tale motivo l'aspetto estetico risulta fondamentale per ottenere un buon prezzo sul mercato. Il consumatore medio, tuttavia, non è ancora disposto a pagare un prezzo più alto per un articolo ornamentale che, pur prodotto con tecniche rispettose dell'ambiente, dal punto di vista estetico può risultare meno attraente di un altro ottenuto con i sistemi tradizionali.
Le applicazioni di sistemi tipici dell'agricoltura biologica, come riportati dalla 2092/91, non risultano ancora del tutto affidabili, soprattutto nel settore della difesa fitosanitaria, mentre tecniche alternative alla fertilizzazione chimica ed ai fitoregolatori di sintesi stanno suscitando notevole interesse.
Ottimi risultati da questo punto di vista sono stati ottenuti dalla collaborazione in corso tra il Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie dell'Università di Pisa, il Dipartimento di Produzione Vegetale dell'Università di Milano e il Dipartimento di ortoflorofrutticoltura dell'Università di Firenze su piantine annuali da fiore (bedding plants) in vivaio. L'applicazione di biostimolanti, per ridurre l'apporto di fertilizzanti, e l'uso di stress meccanici per diminuire l'utilizzo di brachizzanti, rappresentano due strumenti molto promettenti per la riduzione dell'input chimico nella produzione di piantine floricole. I risultati di alcune prove sperimentali sono stati presentati al convegno “Coltivazione biologica e tecniche colturali a basso impatto ambientale nel florovivaismo”, tenutosi a Pescia il 4 settembre 2004.

I risultati relativi all'applicazione dei biostimolanti nel florovivaismo sono stati riportati in un poster dal titolo “Uso di biostimolanti naturali per ridurre l'apporto di fertilizzanti in vivaio” presentato da Vernieri P., Ferrante A., Borghesi E., Magnani G., Piaggesi A., mentre i dati relativi all'uso di tecniche per il controllo della taglia sono stati illustrati nel poster dal titolo “Tecniche a basso impatto ambientale per il controllo della crescita in Salvia splendens e Tagetes patula presentato da Vernieri P., Mugnai S., Tognoni F., Serra G.
I biostimolanti sono composti, per la maggior parte di origine naturale, che possono esercitare un'azione di stimolo su diversi processi fisiologici delle piante con effetti positivi sulla crescita e lo sviluppo dei vegetali. L'interesse verso questi prodotti è legato soprattutto alla loro origine naturale e quindi al basso impatto ambientale che li caratterizza. Gli esperimenti presentati nel poster hanno voluto verificare la possibilità di migliorare la qualità della produzione utilizzando tecniche colturali cosiddette “environmental friendly”, basate sull'impiego di prodotti di origine naturale. La sperimentazione è stata condotta utilizzando un biostimolante di nuova concezione: Actiwave ®, prodotto dall'azienda Valagro s.p.a. di Piazzano di Atessa (CH), in grado di migliorare l'assorbimento e l'utilizzo dei nutrienti, quindi di consentire una consistente riduzione dell'apporto di fertilizzanti. L'efficacia del prodotto è stata testata su tre specie da bordura: Ageratum houstonianum L., Impatiens wallerana L. e Lobularia maritima L.
I trattamenti con il biostimolante sono iniziati una settimana dopo il ripicchettamento e sono proseguiti con cadenza settimanale, fino alla piena fioritura delle piante (8 settimane).
I risultati ottenuti hanno mostrato che fin dalle prime applicazioni il biostimolante Actiwave ® esercita una notevole azione di stimolo alla crescita delle piante, pur in assenza di concimazione. Dopo quattro settimane di trattamento i valori di area fogliare e di sostanza secca della parte aerea nelle piante trattate sono risultati decisamente superiori rispetto al controllo.
L'applicazione di 2,5 ml l-1 di Actiwave ®, oltre a favorire la crescita e lo sviluppo delle piantine, ha indotto anche un buon anticipo di fioritura, ben visibile dopo otto settimane di trattamento. Risulta interessante anche l'aumento di infiorescenze per pianta registratosi in Lobularia, caratteristica molto importante dal punto di vista della qualità commerciale del prodotto.
In conclusione, i risultati ottenuti utilizzando il biostimolante naturale Actiwave ® indicano la concreta possibilità di ottenere produzioni di elevata qualità riducendo significativamente l'apporto di fertilizzanti e quindi l'impatto ambientale della coltivazione.




Effetto del biostimolante Actiwave ® (Valagro s.p.a.) sulla crescita e la fioritura di Lobularia maritima. I dati riportati nei grafici rappresentano le medie (n = 5) ± SD.


Il controllo della crescita delle bedding plants in vivaio è attualmente ottenuto mediante regolatori chimici (brachizzanti), sostanze che interferiscono con il metabolismo ormonale delle piante, riducendo i livelli di gibberelline, fitormoni responsabili dell'allungamento dei germogli. Una possibile alternativa all'uso di questi composti è rappresentata dall'imposizione di stress meccanici controllati. Questa tecnica si basa su di un fenomeno naturale, la tigmomorfogenesi, che definisce l'effetto delle sollecitazioni meccaniche sullo sviluppo e l'accrescimento delle piante. Nel lavoro presentato al convegno, lo stress meccanico, è stato realizzato mediante diversi trattamenti: spazzolatura (brushing), scuotimento (shaking) e impedimento (impedance). L'efficacia dello stress meccanico è stata valutata su semenzali di Salvia splendens cv. Flamex 2000 e Tagetes patula cv. Acer Arancio. I trattamenti di brushing, shaking e impedance sono stati confrontati con un trattamento chimico, realizzato applicando un brachizzante largamente impiegato: Topflor® (0,5 mg l-1) alla parte aerea delle piante. I trattamenti di stress meccanico sono stati applicati giornalmente dal ripicchettamento fino alla formazione delle gemme a fiore.
I risultati ottenuti nel presente lavoro confermano l'efficacia degli stress meccanici come tecnica a basso impatto ambientale per il controllo dell'eccessivo allungamento nelle bedding plants, come già riportato in letteratura per alcune specie ortive. Fra i metodi meccanici, il brushing appare il più efficace per la riduzione della crescita sia in Salvia sia in Tagetes. Inoltre, in Salvia il brushing permette di mantenere elevati standard qualitativi dell'infiorescenza, mentre in Tagetes riduce significativamente il diametro dell'infiorescenza, diminuendo la qualità del prodotto.
La diffusione della produzione biologica nel florovivaismo è legata da un lato alla sensibilizzazione del consumatore, dall'altro alla sperimentazione finalizzata alla messa a punto di protocolli di produzione più sicuri, in grado di garantire standard qualitativi prossimi a quelli raggiungibili con i sistemi di coltivazione tradizionali, ma con una consistente riduzione dell'impatto sull'ambiente.


Effetto di diversi trattamenti meccanici e di un trattamento con il brachizzante Topflor® sull’altezza del fusto e sulla lunghezza dell’infiorescenza in piantine di Salvia splendens. I dati sono stati sottoposti ad analisi della varianza (ANOVA) e le medie (n = 5) sono state sparate mediante LSD test; lettere diverse indicano differenze significative (p ≤ 0.05).



Effetto della spazzolatura (brushing) sull’altezza della pianta in Salvia splendens.
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