Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
FLOROVIVAISMO E SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE: LE AZIONI DELL'ARSIA


Claudio Carrai
Responsabile Posizione Organizzativa “Floricoltura, vivaismo ornamentale e olivicolo, conservazione del germoplasma” – ARSIA, Regione Toscana


        Prima di esaminare brevemente le azioni che l'ARSIA ha attivato negli ultimi anni sui temi della compatibilità ambientale delle colture, è utile fare alcune considerazioni sul binomio agricoltura biologica-colture ornamentali.
Le ragioni per cui il settore florovivaistico è stato sinora poco investito dal biologico e dalle tecniche similari sono molte e complesse. La più ovvia, ma la più vera, è che, trattandosi di produzioni no-food, le ricadute dirette dei processi produttivi sul consumatore sono minori e molto meno evidenti rispetto al settore alimentare. La pressione invece di queste colture nei confronti dell'ambiente e degli operatori è, in genere, consistente e raggiunge i massimi livelli nelle colture protette di specie ad elevate esigenze termiche. In questo settore dell'agricoltura si raggiungono le massime intensità colturali e si assiste a una diversificazione produttiva e un ricambio varietale che non hanno eguali; a ciò si deve aggiungere che spesso specie e varietà diverse si trovano a stretto contatto negli spazi colturali, ove oltretutto sono presenti piante in fasi diverse del ciclo di crescita.
La natura stessa del prodotto florovivaistico, che oltre a non dover essere consumato deve in genere essere fruito esteticamente, porta quindi a una tolleranza ridotta delle imperfezioni dei fiori e delle piante. E' il consumatore, che è chiamato a pagare di più un prodotto in virtù di come è stato realizzato (cioè nel massimo rispetto dell'ambiente), che deve essere sensibilizzato e in questo senso, secondo il parere degli esperti di marketing di florovivaismo biologico, c'è ancora molto da fare.
Nell'ultimo Trade Conference dell'IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movements), tenutosi a Firenze alcuni anni fa, esperti del mercato biologico di ornamentali (Beger, Van de Bergh, Schmid) non hanno tracciato un quadro estremamente positivo per il settore, prevedendo uno share di queste produzioni non superiore al 2-4% nei prossimi dieci anni. I settori dell' Ornamental Horticulture che potrebbero avere maggiori possibilità di sviluppo nel biologico sono comunque, secondo questi autori, individuabili nelle colture a duplice attitudine ornamentale-edule (peperoncino, aromatiche etc.), le antiche varietà di rose e, aggiungiamo noi, tutte le piante che hanno quadri fitopatologici poco complessi. Le tinte piuttosto fosche con cui questi autorevoli esperti hanno dipinto il comparto e le difficoltà di adeguamento di queste colture al metodo biologico non significano comunque che non si debbano fare dei tentativi in questa direzione, tutt'altro. Per i pionieri del settore il quadro delineato può tutto sommato rappresentare una possibilità di sfruttamento di posizioni di nicchia ancora inesplorate o quasi.
        Molti settori del florovivaismo appaiono effettivamente più complessi e più restii ad un approccio con i metodi del biologico. Si pensi alle colture di piante tropicali in vaso che richiedono abbondanti concimazioni azotate, elevata temperatura e umidità, hanno cicli colturali veloci e sono soggette a scambi frequenti di materiale vegetativo con l'estero. Può succedere, è già successo, che protocolli di difesa integrata o biologica faticosamente messi a punto venissero complicati o stravolti dalla comparsa di nuovi fitofagi (è il caso della comparsa della Bemisia tabaci nella strategia contro il Trialeurodes vaporariorum, o quello ancora più grave della Frankliniella occidentalis nelle strategie contro i tripidi delle serre).
        Ci sono, per fortuna, anche esempi in positivo. In alcuni casi il mezzo biologico si è dimostrato, oltre che più sicuro per operatore-ambiente-consumatore, anche più efficace del mezzo chimico. Nella lotta contro le larve di un lepidottero devastante ai danni di piante di Yucca e Dracaena, Opogona sacchari, così aggressivo e polifago da divorare anche i tutori muschiati di piante rampicanti, l'impiego di nematodi entomoparassiti ha rappresentato una liberazione dal mezzo chimico di sintesi e un successo senza precedenti (si parla degli anni 1986-87). In serre dove la pressione “sociale” degli operatori è elevata e costante l'impiego di questi mezzi sarebbe auspicabile; purtroppo non sono molti i casi di mezzi di lotta rapidi, efficaci, sicuri come i nematodi.

Nonostante le difficoltà ricordate sopra, le tematiche relative alla riduzione degli input chimici di sintesi e della salvaguardia dell'ambiente nel florovivaismo rappresentano da tempo una delle priorità sia per l'ARSIA che per la Regione Toscana.
        Nel corso degli ultimi anni queste stesse tematiche sono state affrontate da ARSIA sia attraverso attività di supporto alla Giunta Regionale, sia con progetti di ricerca e trasferimento, affidati tramite bandi pubblici, sia infine attraverso azioni di trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni.
        
        Per quanto riguarda l'attività di supporto alla Giunta Regionale, legata alle normative, negli ultimi anni l'Agenzia è stata impegnata a mettere a punto dei disciplinari di produzione integrata (L.R. 25/99) anche in questo difficile settore, e lo ha fatto organizzando due commissioni, una per la floricoltura e una per il vivaismo, all'interno delle quali erano rappresentate Università, Istituti di ricerca, OOPPAA, Cooperative, Associazioni. Il compito di queste commissioni è stato arduo soprattutto per la frammentarietà dei dati bibliografici disponibili in merito; inoltre, il voler consentire a tutto il florovivaismo toscano la possibilità di accedere al marchio toscano di produzione integrata e alle misure agroambientali (misura 6.2 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana) ha costretto le commissioni a dover procedere per grandi gruppi di colture. E' stata comunque attivata una prima azione di verifica e di approfondimento dei limiti inseriti nei disciplinari rispetto alla pratica operativa, giungendo alla realizzazione di un quaderno dedicato proprio all'uso razionale dei fertilizzanti in questo settore. Quaderno che raccoglie tutte le informazioni attualmente disponibili per una corretta gestione della nutrizione delle colture ed è frutto di una accurata ricerca bibliografica a livello nazionale e internazionale e di una serie di monitoraggi puramente indicativi ma utili per un confronto preliminare. Il quaderno “Uso razionale delle risorse nel florovivaismo: i fertilizzanti” conclude così una trilogia dedicata da ARSIA al tema della compatibilità ambientale del florovivaismo, che affronta in successione i temi dell'energia, dell'acqua e, appunto, dei fertilizzanti.

Nei programmi dell'ARSIA sono periodicamente previste importanti azioni di ricerca che vengono affidate tramite bando pubblico e negli ultimi anni, in pratica, tutte le tematiche affrontate dai bandi sono riconducibili a temi legati alla salvaguardia dell'ambiente.
Un primo progetto, affidato per mezzo di bando pubblico e coordinato al CESPEVI di Pistoia, è incentrato sul tema della “Razionalizzazione dell'impiego delle risorse idriche e dei fertilizzanti nel florovivaismo”: ha visto la partecipazione di un ampio partenariato e ha avuto nella giornata del 3 settembre un primo momento conclusivo delle attività con la presentazione dell'ampio dossier sul tema acqua. Il progetto, estremamente articolato e denominato IDRI, è visibile all'indirizzo http://www2.arsia.toscana.it/florovivaismo nella sezione progetti di ricerca.
Un secondo bando, conseguente all'applicazione della L.R. 57/01, che affidava un contributo straordinario all'ARSIA per l'attivazione di azioni di ricerca nel settore delle produzioni biologiche nel settore florovivaistico, è stato vinto dal C.A.N.C. (Consorzio per la valorizzazione dell'Albero di Natale del Casentino) di Bibbiena con il progetto PROBIORN, che vede il coordinamento scientifico del dr. Grassotti, Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia; sviluppato su una base relativa alla produzione di abeti natalizi biologici, è stato preso come spunto per un tentativo di adattamento alle tecniche dell'agricoltura biologica anche di altre produzioni ornamentali di rilevanza regionale. Il progetto PROBIORN, di durata biennale, è visibile all'indirizzo: http://www2.arsia.toscana.it/florovivaismo nella sezione progetti di ricerca.
Un terzo progetto di ricerca e trasferimento, in risposta a un bando avente per oggetto la valorizzazione a scopi ornamentali di specie erbacee spontanee, è coordinato dal CNR-Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Pisa. Il progetto si propone l'utilizzo di specie rustiche locali a fioritura cospicua per la messa a verde di rotatorie, bordi stradali, spartitraffico, aree di sosta e altri spazi marginali: ha visto l'interesse e la partecipazione di numerosi enti territoriali e di gestione delle strade e ha previsto anche una fase di sensibilizzazione e divulgazione presso scuole dell'obbligo che sinora ha avuto ottimi riscontri. Il progetto, denominato WILDFLOWERS, è visibile all'indirizzo: http://www2.arsia.toscana.it/florovivaismo nella sezione progetti di ricerca.
        
        
        Nell'agricoltura biologica, accanto alla conservazione della fertilità naturale del terreno, occupa una posizione fondamentale la conservazione della biodiversità in senso lato. Anche in merito all'argomento biodiversità l'ARSIA è stata ed è attualmente impegnata, attraverso il coordinamento di cinque commissioni e la tenuta dei repertori regionali, nella fase applicativa della L.R. 50/97 sulla tutela e conservazione del germoplasma autoctono regionale. La commissione delle specie ornamentali e da fiore ha già iscritto nel repertorio regionale oltre un centinaio di accessioni, soprattutto antiche varietà di camelia, rosa, iris e altri generi. Accanto a questo la commissione si è adoperata per individuare e sollecitare la messa a punto di strumenti e forme di valorizzazione delle numerose collezioni di germoplasma in vivo presenti sul territorio regionale e che non trovano nella legge 50/97 uno strumento utilizzabile per la loro conservazione, in conseguenza della loro natura privata.
        In fase di individuazione di queste possibili forme di valorizzazione, non solo delle collezioni ma anche di altre ricchezze botaniche presenti sul territorio regionale toscano, l'ARSIA ha realizzato una mappatura di tutte quelle situazioni (collezioni, giardini, musei, alberi secolari, siti naturali etc.) al fine di organizzare circuiti di turismo botanico in cui il filo conduttore sia l'importanza storica, culturale, sociale, scientifica…. dei fiori e delle piante. Si sono così ipotizzate delle vere e proprie “Strade dei Fiori e delle Piante”, in maniera simile a quanto è avvenuto con le Strade del Vino e dell'Olio in Toscana, con la possibilità di diversificare le attività di contorno all'offerta agrituristica e creare nuove opportunità di lavoro e d'impresa (ad es. guide turistiche ad hoc) per le popolazioni residenti. Senza considerare che, legando a questi circuiti anche le aziende produttrici di fiori e piante ornamentali, si avrebbe per queste un ritorno in termini di visibilità, soprattutto presso quelle nazioni particolarmente appassionate ai temi della botanica e del giardinaggio.

        Ricordiamo infine brevemente, tra le attività di trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni, oltre ai numerosi incontri tecnici promossi in questi ultimi anni, la realizzazione della collana di quaderni ARSIA dal titolo complessivo “Uso razionale delle risorse nel florovivaismo” dedicata ad un uso ragionato di tre fondamentali fattori della produzione di fiori e piante ornamentali: energia, acqua e fertilizzanti. La collana è stata realizzata nell'ambito di alcune attività di indagine e di ricerca e con la collaborazione di numerosi esperti delle diverse materie trattate. I tre quaderni possono essere richiesti, anche via e-mail, al Centro Regionale di Documentazione Agricola dell'ARSIA. Anche questa iniziativa editoriale, ultima in ordine di citazione ma non di importanza, trae le sue premesse da un obiettivo, condiviso con il tavolo di filiera florovivaistico regionale, di un miglioramento complessivo dell'impatto ambientale delle colture florovivaistiche.
        Per chiudere il percorso delle innovazioni, dalla promozione della ricerca pubblica e privata fino al trasferimento dei risultati ai potenziali fruitori (il mondo della produzione), l'ARSIA ha istituito inoltre, recentemente, una serie di servizi, nell'ambito dello spazio web di Agrinnova, con l'obiettivo di realizzare una vetrina online delle innovazioni, realizzate o meno nell'ambito di iniziative dell'Agenzia, disponibili per le diverse filiere agricole. Florinnova e Vivai-innova sono i due siti dedicati da ARSIA alla floricoltura e al vivaismo ornamentale che consentono ai potenziali utilizzatori delle innovazioni di entrare rapidamente in contatto con i detentori delle stesse e a questi ultimi di far conoscere e far adottare le innovazioni prodotte a tutta la filiera
 
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