Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
PROBIORN: LINEE GUIDA DI UN PROGETTO SUL FLOROVIVAISMO BIOLOGICO


Antonio Grassotti
Istituto Sperimentale per la Floricoltura, Pescia

        Il Progetto PROBIORN nasce da una proposta presentata da un gruppo di ricercatori, pubblici e privati, e da operatori del settore floricolo e biologico, ad un bando di ricerca dell'ARSIA della Regione Toscana, in applicazione del D.R. n. 54 del 18.02.03.
        Il Progetto ha lo scopo di attuare iniziative di ricerca e sviluppo nel campo della innovazione tecnica e tecnologica in agricoltura, volte a mettere a disposizione nuove conoscenze relative alle possibilità di applicazione di metodi di coltivazione biologica nel settore delle ornamentali.
        Per rispondere ai suddetti obiettivi, il Progetto intende realizzare, attraverso cinque sottoprogetti, alcune azioni prioritarie:
  1. Indagini di mercato tendenti a valutare gli spazi sul mercato europeo per fiori e piante “biologiche”, ad individuare le tipologie produttive suscettibili di uno sviluppo interessante in direzione di tale tipo di coltivazione, a verificare le aspettative dei consumatori ed a valutare il valore aggiunto di questo tipo di produzioni.
     
  2. Confronto tra tecniche agronomiche, analizzando le tecniche produttive del comparto florovivaistico e proponendo adattamenti agronomici, fitoiatrici e gestionali per la conversione al biologico secondo quanto previsto dal Regolamento CE 2092/91, realizzando prove pratiche di confronto tra metodo tradizionale, integrato e biologico.
     
  3. Analisi e proposte di soluzione dei problemi da risolvere, in particolare diserbo e produzione di materiale di propagazione, per adattare l'albero di Natale al metodo di coltivazione biologico, con trasferimento delle tecniche individuate alle aziende del settore sul territorio toscano.
     
  4. Prove dimostrative di impiego di substrati alternativi alla torba impiegata per la coltivazione in contenitore, in vista di possibili limiti alla utilizzazione di tale materiale. Studio di soluzioni economiche adottabili nel breve, medio e lungo periodo.
     
  5. Realizzazione di pagine web dedicate al Progetto, all'interno del quale raccogliere e mettere a disposizione dell'utenza le informazioni agronomiche, fitoiatriche e legislative relative alla produzione biologica di fiori e piante ornamentali.
     

        Il Progetto, con il Coordinamento del CANC (Consorzio per la valorizzazione dell'Albero di Natale del Casentino) e con la Responsabilità Scientifica della Sezione di Pescia dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura, vede la partecipazione di dieci partner (P1-P10), quattro aziende interessate (A1-A4) e due sponsor (S1-S2) (Tab.1), che verranno citati nei loro impegni nei diversi sottoprogetti.
        Per quanto riguarda il primo dei sottoprogetti (cui partecipano P1, P4, P9, A1, A2, A3), la responsabile, Silvia Scaramuzzi dell'INEA, ha avviato uno studio dell'attrattività dei principali mercati europei accompagnato da un'analisi delle caratteristiche del consumo dei prodotti biologici e florovivaistici nei principali Paesi consumatori di tali prodotti. Lo sviluppo della ricerca prevede la caratterizzazione dell'offerta sul mercato, per individuare spazi utili ad una penetrazione di prodotti da importazione ed un'analisi comparata delle caratteristiche strutturali ed evolutive dei canali commerciali dei prodotti florovivaistici e dei prodotti biologici. Lo studio descriverà le caratteristiche strutturali ed evolutive dei canali commerciali dei prodotti florovivaistici e biologici a livello nazionale e internazionale, al fine di valutare l'opportunità di seguire i canali tradizionali o di individuare “canali biologici dedicati”. Particolare attenzione verrà posta al ruolo della qualità del prodotto, individuando le variabili rilevanti per i consumatori nella scelta dei prodotti biologici ornamentali, questo perché “la qualità ornamentale” del prodotto nei prodotti florovivaistici, essendo funzionale all'uso, è una variabile che può rendere molto elastica la domanda. Questa parte del Progetto si propone l'individuazione delle specie suscettibili di ottenere spazi di mercato nel segmento biologico e, attraverso una ricognizione della letteratura esistente e un'indagine diretta presso operatori commerciali italiani e stranieri, sia all'ingrosso che al dettaglio (la Grande Distribuzione Organizzata, in particolare), individuerà le principali tipologie produttive in grado di ottenere spazi di mercato in questo particolare segmento produttivo.
        Nel secondo sottoprogetto (cui partecipano P1, P2, P4, P5, P6, P7, P8, P9, P10, A1, A2, A3), il responsabile, Giovanni Minuto del CERSAA di Alberga, ha proceduto ad una raccolta di informazioni e conoscenze disponibili in letteratura, organizzando il materiale raccolto in forma di schede, individuando, per ciascuna specie scelta, i fattori produttivi necessari e, tra questi, quelli disponibili in agricoltura biologica, evidenziando la disponibilità di materiale propagativo certificato biologico, di fertilizzanti e di mezzi di difesa, ai fini della effettuazione di prove sperimentali mirate alla verifica dell'efficacia di specifici fattori produttivi, o tecniche di produzione, con l'obiettivo di sperimentare prodotti e tecniche nell'ambiente toscano, illustrandone l'applicabilità nella pratica agricola. All'interno del sottoprogetto vengono affrontate prove comparative con tecniche o prodotti convenzionali. In particolare viene affrontata la tematica della lotta alle infestanti in alcune specie da fronda (es. Eucalyptus), o sull'albero di Natale, mediante l'adozione dell'inerbimento, o della pacciamatura biodegradabile ed il contenimento dei principali parassiti animali e vegetali in lavanda, geranio, Eucalyptus ed albero di Natale, con mezzi ammessi in agricoltura biologica. Vengono inoltre messe a punto tecniche di difesa nei confronti di Phytophtora nicotianae var. parasitica con mezzi chimici (strobilurine, fenilammidi), agronomici (scelta del substrato), fisici (impiego dell'ombreggiamento), genetici (selezione di cultivar ed ecotipi tolleranti al patogeno), unitamente al contenimento biologico della muffa grigia (Botrytis cinerea) mediante la gestione ed il controllo dei parametri ambientali. Vengono poi messi a punto substrati idonei per l'allevamento di specie rappresentative dei sistemi florovivaistici più importanti, quali specie legnose in contenitore, piante fiorite in vaso, piante da seme in contenitore, utilizzando materiali ammissibili in agricoltura biologica. In particolare l'impiego di substrati a composizione fisica leggera, media e pesante ed a ridotto contenuto in torba, con valutazione di compost vegetali di qualità per il florovivaismo in vaso e scelta dei componenti e del tipo di processo di compostaggio, valutati su colture a ciclo breve (fucsia) e a ciclo medio-lungo (lavanda). Vengono infine condotte prove comparative di durata in coltivazione di vasi biodegradabili, valutando sia vasi per la produzione di giovani piante che per la produzione di piante per il consumatore finale. Le prove vengono eseguite su lavanda e margherita, con valutazione meccanica dei vasi ad inizio ed al termine del ciclo colturale
        A Pescia, presso la Sezione dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura, in collaborazione con le Sezioni di Biologia e Difesa e di Propagazione dello stesso Istituto, su piante in vaso di gerbera nana sono state condotte prove di confronto tra un substrato tradizionale e substrati “certificati biologici” e prove di difesa con introduzioni programmate di insetti ausiliari per contenere le infestazioni di afidi, tripidi, aleurodidi, liriomiza e ragnetto rosso manifestatesi in giugno. Inoltre, su garofano sono in corso prove per individuare isolati di Trichoderma capaci di svolgere attività antagonista nei confronti di Fusarium oxysporum f. sp. Dianthi. Tali prove hanno come obiettivo di dare risposte agli agricoltori relativamente a qualità finale del prodotto, disponibilità di materiale propagativo, disponibilità, efficacia e spettro d'azione di mezzi di difesa biologici, fisici, genetici e agronomici, disponibilità ed efficacia di fertilizzanti autorizzati in agricoltura ed utilizzabili per l'allevamento di specie da fiore e da ornamento.
        Il terzo sottoprogetto (cui partecipano P1, P6 e P10), il responsabile, Orazio La Marca del DI.S.T.A.F. dell'Università di Firenze, affronta la tematica del diserbo chimico con metodologie biologiche alternative per il controllo delle infestanti. L'obiettivo sarà raggiunto attraverso prove comparative sull'uso di pacciamanti biodegradabili nonchè attraverso prove di diserbo meccanico. Tra i risultati attesi, importante sarà il miglioramento della “fertilità” attraverso la salvaguardia della microflora e della microfauna umigena. Altri aspetti indagati in questo sottoprogetto saranno la sostituzione dei p.a. di sintesi utilizzati nella difesa fitosanitaria con principi attivi ammessi in agricoltura biologica con eliminazione dei p.a. di sintesi chimica, valorizzazione dell'entomofauna utile e diminuzione dei problemi fitosanitari e la messa a punto della metodologia per la produzione di talee con metodi biologici e delle tecniche di indurimento, con trasferimento delle tecniche per la produzione di piantine di abete rosso (Picea abies Karst.) propagate, da utilizzare come postime per la coltivazione dell'albero di Natale.
        Nel quarto sottoprogetto (cui partecipano P2, P3, P4, P5, P6, P9, P10), il responsabile, Alberto Pardossi del D.B.P.A. dell'Università di Pisa, sulla base delle informazioni riportate in letteratura ed acquisite contattando alcuni tra i più importanti produttori e/o distributori di substrati professionali, effettuerà valutazioni sui più interessanti materiali alternativi alla torba ed una stima della domanda di substrati nel settore vivaistico toscano. Verranno condotte prove sperimentali relative all'impiego di materiali alternativi alla torba ed all'impiego di vasi biodegradabili. Per quanto riguarda i substrati, i materiali individuati saranno posti a confronto con substrati standard (a base di torba) in prove a carattere dimostrativo-sperimentale scegliendo alcune specie rappresentative per i tre sistemi florovivaistici più significativi: specie legnose in contenitore in pien'aria (Photinia fraseri “Red Robin” e Viburnum tinus); piante fiorite in vaso (geranio); piante da seme in contenitore alveolare (Tagetes erecta, Tagetes patula, Salvia splendens). Per quanto riguarda le prove relative alle diverse tipologie di vasi, viene valutato l'uso di vasi a base di amido termoplastico.
        Infine il quinto sottoprogetto, diretto da Paolo Marzialetti del Ce.Spe.Vi., curerà la divulgazione ed il trasferimento dei risultati delle attività previste dai sottoprogetti precedenti e di quella delle informazioni disponibili sull'argomento pubblicate in rete. E' stata effettuata la realizzazione di pagine WEB dedicate al Progetto, realizzate all'interno del pre-esistente sito del Ce.Spe.Vi.. Dal sito è già possibile prendere visione del Progetto con il dettaglio delle attività e dei partner che vi collaborano, seguire il Progetto durante le sue varie fasi di avanzamento, essere informati delle attività dimostrative e formative previste, prendere visione di tutto il materiale prodotto (articoli, relazioni, ecc.). Queste pagine avranno link con altri siti specializzati, di risonanza nazionale, in modo tale da dare più ampia diffusione al materiale prodotto ed al Progetto stesso, offrire un catalogo organizzato e facilitare l'accesso alle informazioni già pubblicate sul WEB sulla produzione biologica di fiori e piante ornamentali. Verrà realizzata una specifica mailing list e, a cadenze periodiche, verranno inviate newsletter per trasmettere informazioni sul Progetto, fasi di avanzamento, attività dimostrative e formative ed alcune sintesi del materiale prodotto (articoli, relazioni, resoconti, ecc.). Saranno organizzati forum di discussione per lanciare discussioni sugli argomenti trattati dal Progetto, diffondere i risultati e ricavare utili spunti ed orientamenti per il proseguo delle attività. Saranno organizzati cicli di conferenze nei comprensori florovivaistici toscani più importanti, destinate agli operatori del settore, per diffondere le attività ed i risultati intermedi del Progetto. Al termine del Progetto è prevista la realizzazione di alcuni incontri, destinati a tecnici del settore, per aggiornarli e metterli in grado di diffondere e trasferire nelle aziende i risultati emersi nel corso del biennio di attività. Il Progetto prevede la realizzazione di articoli da inviare a riviste del settore a diffusione nazionale, basati sui dati raccolti nelle prove sperimentali e sulle altre attività del progetto. Alla conclusione del Progetto si terrà un convegno nel quale saranno presentati agli operatori i risultati finali. I partner coinvolti in quest'azione saranno il Coordinatore Scientifico e tutti i partner attivi del Progetto, in particolare A.P.B. Toscana.

Cod. Ente Responsabile e contatto e-mail
P1 Impresa Verde s.r.l., Arezzo M. Roselli - m.roselli@coldiretti.it
P2 Istituto Sperimentale Floricoltura, Pescia (PT) G. Burchi - bugia58@virgilio.it
P3 CERSAA, Albenga (SV) G. Minuto - cersaa.direzione@sv.camcom.it
P4 CESPEVI, Pistoia P. Marzialetti - info@cespevi.it
P5 INEA, Firenze S. Scaramuzzi - silvia.scaramuzzi@unifi.it
P6 Istituto Sperim. Zoologia Agraria, Firenze G. Del Bene - giovannadelbene@virgilio.it
P7 DISTAF, Università di Firenze O. La Marca - orazio.lamarca@unifi.it
P8 Dip. Biologia Piante Agrarie, Univ. di Pisa A. Pardossi - alberto.pardossi@agr.unipi.it
P9 A.I.A.B. Toscana, Firenze S. Di Napoli - salvodnp@tin.it
P10 A.P.B.T., Firenze S. Stoppioni - iripa.tos@coldiretti.it
A1 FLORATOSCANA, Pescia (PT) M. Castellani - m.castellani@floratoscana.it
A2 COMICENT, Pescia (PT) A. Tintori - info@comicent.it
A3 UNICOOP, Firenze F. Cioni elisa.fantechi@unicoopfirenze.coop.it
A4 N.T.I. s.r.l., Casalmaggiore (CR) G. De Maio - info@naturalti.it
S1 Turco Silvestro snc, Bastia di Albenga (SV) S. Turco - info@turcosilvestro.it
S2 CIFO s.p.a., S.Giorgio di Piano (BO) M. Montanari - info@cifo.it

Tab.1: Partecipanti al Progetto PROBIORN - A.R.S.I.A. Toscana

 

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