Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
PRODUZIONE AGRICOLA INTEGRATA NEL VIVAISMO ORNAMENTALE: L'ESPERIENZA DEL CIPA-AT SR PISTOIA

Alessandro Morosi
Responsabile Tecnico Associazione Cipa-AT Sviluppo Rurale Pistoia

Da oltre un decennio, l'attività del Centro Istruzione Professionale Agricola e Assistenza Tecnica (Cipa.at), prima (grazie al lavoro svolto dai Tecnici Paolo Farina, Carlo Franceschi e Alessandro Morosi), e del Cipa.at – Sviluppo Rurale, poi (con l'impegno dei Tecnici Alessandro Morosi e Riccardo Benini), ha visto nell'applicazione dei principi guida della coltivazione integrata
il perno su cui far ruotare ogni attività d'assistenza tecnica diretto alle aziende agricole in Provincia di Pistoia; storici risultano gli interventi negli oliveti e nei vigneti (con disposizione di trappole attrattive cromotropiche o a feromoni per il monitoraggio della Bactrocera oleae o della Lobesia botrana; analisi del terreno e relativi piani di fertilizzazione; controllo visivo della vegetazione e delle drupe o degli acini, al fine di individuare eventuali patologie; monitoraggio diretto dell'accrescimento fisiologico e ponderale delle colture arboree; estensione di piani di coltivazione e degli interventi agronomici connessi), così come altrettanto degni di nota risultano essere stati gli interventi integrati o guidati in vivaismo ornamentale.

Nell'ambito del vivaismo ornamentale gli interventi tecnici suggeriti agli operatori del settore, nel rispetto di determinate e specifiche esigenze economiche, ecologiche e tossicologiche, hanno visto l'integrazione di tutte le principali metodologie operative attualmente disponibili, al fine di permettere l'ottenimento di un prodotto che, per le precipue destinazioni commerciali, risultasse paritario rispetto ad analoghi vegetali realizzati con tecniche tradizionali. Pertanto, il modello di coltivazione integrata predisposto dai Tecnici Cipa-AT SR ed applicato al settore vivaistico-ornamentale, inizia con l'individuazione della pianta oggetto di attenzione, valutandone le condizioni fenologie e fisiologiche iniziali e finali, le prospettive agronomiche, unitamente alle principali indicazioni ambientali, quali la verifica dei parametri climatici, delle condizioni pedologiche o della composizione del substrato di coltivazione, delle prospettive colturali e della destinazione finale al termine dell'annata agraria. Nel corso degli anni, i Tecnici hanno cercato di applicare i principi operativi ora esposti, coinvolgendo direttamente le aziende vivaistiche pistoiesi, realizzando protocolli lavorativi che hanno riguardato un ventaglio piuttosto ampio di esperienze pratiche; a tal fine, ci preme ricordare l'impiego di substrati alternativi (o meglio, integrativi) alla torba, impiegati per la formazione del terriccio utilizzato nella coltivazione in contenitore. Così come degna di nota risulta la diffusione di tecniche volte alla riduzione dell'uso della risorsa idrica, tramite l'adozione di microirrigatori localizzati, impiegati non solo nelle colture in contenitore ma abbinati anche alle piante con accrescimento in pieno campo, il più delle volte accoppiando a questa tecnica di risparmio idrico la pratica della fertirrigazione, permettendo così al coltivatore di diminuire anche gli apporti di concimi chimici, attuando così una migliore economia nella gestione aziendale, unita ad un minore input di sostanze chimiche riversate nell'ambiente circostante.

Gli interventi colturali che, estrapolati nell'intero complesso delle operazioni di coltivazione realizzati nel corso di ogni singola annata agraria all'interno di un vivaio ornamentale, risultano, a nostro avviso, fortemente condizionanti il risultato finale per l'ottenimento di un prodotto da agricoltura integrata, sono rappresentati dalle pratiche di lotta integrata e guidata rivolte contro determinati patogeni animali e fungini, nonché nei confronti delle infestanti maggiori, con lo scopo di controllare gli organismi dannosi per le colture in atto, mantenendo le popolazioni patogene al di sotto di densità tali da comportare un sensibile danno economico dando, quando e se possibile, la priorità ai fattori limitativi naturali (quali parassiti e predatori spontaneamente presenti nell'habitat). Basilare, pertanto, appare la determinazione di una soglia d'intervento, passando successivamente alla ricerca del parassita (vegetale o animale), analizzandone la consistenza, tramite il riconoscimento diretto, oppure eseguendo un conteggio delle uova/superficie minima, delle colonie vive, degli individui attivi, dei residui provocati dall'attività del patogeno (come le rosure o gli escrementi), od anche verificandone la densità tramite il posizionamento strategico di trappole sessuali. Stabilito il momento dell'intervento, in funzione della predetta soglia, si passa infine alla fase della pianificazione della strategia per il contenimento del patogeno (o dell'infestante), tramite l'integrazione tra i vari interventi possibili, siano essi di natura agronomica (tra i quali ricordiamo l'esecuzione di pratiche colturali volte alla creazione di ambienti sfavorevoli all'insorgenza od allo sviluppo del patogeno o della malerba), che chimica (essenzialmente l'uso di principi attivi di sintesi mirati contro lo specifico patogeno ed adatti allo stadio di sviluppo della malattia, a minor impatto ambientale verso l'uomo e l'ambiente, ovviamente registrati per la coltura e per il patogeno bersaglio, dotati di breve periodo di carenza e comunque proporzionato al momento del trattamento per avere i residui entro i limiti di legge), che fisica (come l'eliminazione dei residui infetti o potenzialmente vettori della malattia), che biologica (utilizzo di bio-insetticidi), che meccanica (consigliando periodiche revisioni delle parti componenti le irroratrici), al fine di ottimizzare la quantità e la qualità dei trattamenti.

Numerosi e degni di nota appaiono gli interventi di lotta integrata messi a punto dai Tecnici al fine di migliorare le condizioni dei vegetali coltivati all'interno di un vivaio ornamentale; ci preme ad ogni modo evidenziare gli interventi di lotta integrata applicati dal Cipa.at nel vivaismo-ornamentale aventi come obiettivo il contenimento delle popolazioni fitofage di Hyphantria cunea, di Cossus, cossus e di Zeuzera pyrina, partendo dal posizionamento di trappole attrattive a feromoni, in determinati appezzamenti dislocati in più punti del territorio provinciale (per l'operatività si veda a tal fine l'allegato Disegno). Le colture che erano (e che sono) maggiormente sensibili all'attacco defogliante (provocata dall'Ifantria americana) o all'attività erosiva (tipica del Rodilegno rosso o giallo) dei suddetti fitofagi, erano riscontrabili nella quasi totalità delle specie arboree tipiche del vivaismo pistoiese, coltivate sia in pieno campo sia in contenitore; a titolo esemplificativo ricordiamo la Betulla, il Salice, l'Ippocastano, il Faggio, gli Aceri, il Gelso, al Photinia, taluni Agrifogli e numerose Pomacee e Drupacee coltivate per scopi ornamentali. L'applicazione delle suddette trappole attrattive, in numero di tre – quattro esemplari ad ettaro coltivato, dava (e continua a dare) indicazione sul momento migliore per eseguire l'eventuale trattamento chimico, impiegando alla bisogna i più recenti ritrovati messi a punto dall'industria (come i chitino-inibitori a basso impatto ambientale). Nel corso degli anni, quest'intervento preventivo, unitamente ad alcuni semplici accorgimenti agronomici (variazione nel sesto d'impianto, concimazioni azotate controllate, irrigazione localizzata, fertirrigazione), ha permesso alle aziende aderenti al suddetto specifico progetto di lotta integrata, di migliorare sensibilmente la quantità di piante destinate alla vendita, riducendo quindi in proporzione gli arbusti periodicamente allontanati dalla produzione poiché parzialmente o totalmente danneggiati dai suddetti patogeni, il cui contenimento con i metodi tradizionali di lotta, fondati esclusivamente su trattamenti chimici poco selettivi, eseguiti soprattutto “a calendario”, era poco o nulla efficace.

Citando un altro progetto di lotta integrata realizzato dai Tecnici del Cipa-AT, possiamo ricordare le particolari attenzioni fitoiatriche rivolte alla Lampra festiva, un Coleottero particolarmente attivo all'interno di Conifere varie, quali lo Juniperus (specialmente il communis ed il Virginiana “Skyrocket”), la Thuya, (soprattutto la plicata atrovirens), la Chamaeciparis, il Cupressus ed il Picea (soprattutto “Albertiana conica”). Inizialmente considerato un insetto patogeno “opportunista” principalmente di piante adulte, nel corso dell'ultimo decennio ci siamo accorti che le abitudini trofiche di questo Buprestide si rivolgevano sempre più verso i soggetti giovani, forse a causa sia dell'elevata monospecificità colturale praticata nei vivai pistoiesi, che della raccolta di materiale di propagazione prelevato da soggetti non controllati. In assenza di specifici feromoni attrattivi, il Cipa.at ha costantemente controllato alcuni vivai particolarmente vocati alla produzione di conifere, ispezionando visivamente le piante in produzione ed allontanando immediatamente quelle che mostravano i tipici segni dell'intrusione della larva. Il particolare ciclo biologico della Lampra ha reso più complicato il monitoraggio di detto patogeno, però gli accorgimenti sia agronomici (mantenere in buono stato fisiologico e fitosanitario le piante, soprattutto i giovani esemplari, prestare attenzione al materiale di propagazione) che chimici (uso dei principi attivi specifici ed inizio dei trattamenti in concomitanza con la presenza esogena delle larve) suggeriti dai Tecnici, hanno permesso di contenere entro limiti accettabili i danni prodotti dal coleottero.

L'impianto teorico-pratico inerente la coltivazione integrata, proposto dai Tecnici Cipa-AT ed accettati da un numero sempre crescente d'aziende vivaistiche del comprensorio pistoiese, ha trovato, per buona parte, giusta codifica normativa dapprima all'interno della Legge Regionale N. 25 del 15.04.1999, contenente le norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli ed alimentari ottenuti con tecniche di produzione integrata, e successivamente con l'adozione del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana 2000 – 2006 (in applicazione del Regolamento CE 1257/1999), grazie alla Misura 6 “Misure Agroambientali”, Azione 6.2 – Introduzione o mantenimento dei metodi dell'agricoltura integrata. Entrambi gli interventi legislativi, infatti, si basano sull'applicazione in campo dei principi operativi presenti in opportune Schede Tecniche Colturali, riportanti per le singole coltivazioni (o per gruppi omogenei, come nel caso delle piante floro-vivaistiche) le norme tecnico-agronomiche disciplinanti le produzioni agricole integrate. Dette Schede Tecniche descrivono, infatti, i criteri generali relativi alla gestione delle singole fasi di produzione di ciascuna coltura agraria (o gruppo omogeneo), definendo in maniera precisa le tecniche ed i mezzi tecnici ammessi nelle varie fasi del processo produttivo, affinché un prodotto possa essere realizzato con tecniche di agricoltura integrata.

Il Cipa-AT SR Pistoia ha prontamente accolto le tesi espresse dai suddetti provvedimenti normativi ed a tal fine ha proposto e messo in pratica, anche grazie alla sensibilità riscontrata nell'Ufficio Agricoltura dell'Amministrazione Provinciale di Pistoia, numerosi interventi ed iniziative, con l'intento di promuovere anche tra i vivaisti pistoiesi l'applicazione estensiva dei principi tecnici dell'agricoltura integrata. A tal fine, infatti, l'Istituto di Assistenza Tecnica della Confederazione Italiana Agricoltori di Pistoia ha visto approvato in sede amministrativa Provinciale il proprio “Bando per la realizzazione del progetto di animazione rurale” denominato “Avviamento di aziende vivaistiche alla produzione biologica o integrata” (cofinanziato con i fondi previsti dalla Legge Regionale N. 34/2001, Programma 2003); in esecuzione di quanto previsto dalla predetta azione promozionale, sono stati realizzati dapprima alcuni incontri divulgativi con operatori del settore vivaistico-ornamentale, al fine di far conoscere i principi guida e le tecniche operative previste dalla L.R. 25/99, dalla Misura 6.2 – PSR Toscana 2000 - 2006 e dal Regolamento CEE N. 2092/91 (e successive integrazioni e modificazioni).
Successivamente, nel corso dell'anno 2003, è stata effettuata nell'Azienda vivaistica Magazzini Luca un intervento di lotta biologica su Azalea japonica in varietà allevata in contenitore, condotto con l'ausilio di Nematodi entomopatogeni (Heterorhabditis spp.) contro i Coleotteri Curculionidi appartenenti al genere Otiorrhynchus (tipicamente la specie sulcatus). L'azione insetticida espletata dal Nemo si concretizza nella ricerca attiva dell'insetto bersaglio (tipicamente la larva) e nella penetrazione al suo interno, ove libera propri batteri simbionti (Xenorhabdus spp.) provocanti la morte dell'insetto per setticemia; successivamente il Nematode, che nel frattempo si è moltiplicato all'interno del corpo delle vittime, si sposta nuovamente, andando a cercare nuovi soggetti da parassitizzare. Operativamente la prova con questo bio-insetticida è iniziata nel mese di Marzo 2003, quando il titolare aziendale ha acquistato n. due confezioni contenenti un formulato polverulento ricco di 5 + 5 milioni di Nematodi; durante il mese di Aprile dette strutture biologiche sono state trasferite durante le ore serali all'interno dei contenitori racchiudenti sia la coltura in atto che il substrato di coltivazione (formato da Torba + Pomice + Lolla di riso + Concime chimico a lenta cessione), utilizzando la propria pompa volumetrica, operando a basse pressioni (non superiore a cinque atmosfere), con ugelli non troppo sottili, facendo precedere e poi seguire al trattamento una breve irrigazione. In totale sono stati trattati con questa soluzione di Nematodi circa 1.700 vasi di Azalea, della capacità unitaria media di 15 litri, impiegando circa 6 Qli. di acqua per veicolare le suddette “anguillule”. Nel corso della primavera – estate le Azalee trattate si sono regolarmente accresciute, non presentando i tipici danni causati dall'Oziorrinco (erosioni radicali o localizzate al colletto), perciò al termine della stagione di accrescimento (Settembre – Ottobre) la quasi totalità delle Azalee era pronta per la vendita. E' stato, in ogni caso, necessario intervenire chimicamente una sola volta per limitare lo sviluppo delle larve patogene, impiegando nel mese di Giugno l'Acephate quale principio attivo (probabilmente le alte temperature che già dalla seconda metà del mese di Maggio si sono verificate, hanno ostacolato la sopravvivenza del Nematode); occorre, però, far notare che l'azienda prima di seguire questo progetto di lotta integrata, sullo stesso prodotto eseguiva in abbinamento in numero maggiore di trattamenti chimici, sia adulticidi che larvicidi, impiegando prodotti geodisinfestanti e di contatto.

A completamento del progetto proposto dal suddetto Bando, sempre nel corso dell'anno 2003 sette Aziende con tipologia produttiva vivaistico-ornamentale, hanno aderito per il quinquennio successivo al Disciplinare di produzione integrata codificato dalla Misura 6.2; le suddette Aziende sono identificabili nei seguenti nominativi: Barni Aldo, Baroncelli Fabrizio, Ferretti Fabrizio, Gori Davide, Tesi Lorenzo, Tesi Elisabetta e la Vivai F.lli Innocenti Sergio e Daniele s.s. Il totale della SAU assoggettata ai Disciplinari di Produzione Integrata, ammontava a circa ettari 22, quasi tutti presenti nel territorio comunale di Pistoia, non mancando, in ogni modo, anche terreni attribuibili ai Comuni di Agliana e Quarrata. Cotale SAU risulta nella quasi totalità occupata da colture vivaistico-ornamentali allevate in pieno campo, mentre le colture protette (essenzialmente rappresentate dalle serre stagionali) e le colture allevate in contenitore raggiungono solamente un ettaro. Detto nucleo iniziale di aziende ha rappresentato per la Provincia di Pistoia, e per la Regione Toscana, l'unico esempio di aziende vivaistiche che espressamente abbracciavano i dettami dell'agricoltura integrata, rendendosi anche disponibili, quando possibile, a richiedere la certificazione “di qualità” prevista dalla L.R. 25/99.

Nel corso dell'anno 2004, nel rispetto del programma biennale previsto dal Bando provinciale, i Tecnici del Cipa-AT SR Pistoia hanno continuato ad occuparsi dei progetti di assistenza tecnica integrata sopra descritti, riuscendo anche ad incrementare il numero delle aziende aderenti alla Misura 6.2, portandolo a diciassette, con l'ingresso delle Ditte Cacioli Riccardo, Cappellini Emanuele, Gargini Fausto, Magazzini Luca, Menichini Marco, Paradiso Luca, Petreti Vinicio, Torselli Giovanni, Vitale Stefano e Vivai Piante Ferri di Ferri Claudia e Enrica s.s., raggiungendo il valore di (quasi) 50 ettari quale SAU sottoposta a coltivazione integrata. Inoltre, è stato avviato, in accordo con l'azienda Grazzini Alberto, un progetto per la di concimazione di colture ornamentali in contenitore impiegando quasi esclusivamente fertilizzanti organici, che avrà naturale termine con la commercializzazione delle piante testate.

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