Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Convegno Settembre 2004 - COMICENT (Pescia)
 
DIFESA DEL CICLAMINO COLTIVATO SECONDO LE REGOLE DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA

Giovanni Minuto°, Andrea Minuto°°, Federico Tinivella °° e Angelo Garibaldi°°

° Centro Regionale di Sperimentazione ed Assistenza Agricola, C.C.I.A.A. di Savona cersaa.direzione@sv.camcom.it - °° AGROINNOVA – Centro di Competenza per l'Innovazione in Campo Agro-ambientale, Università Torino.


Riassunto
Si riportano i risultati di tre anni di prove sperimentali relative alla messa a punto di strategie e tecniche di lotta biologica alle malattie del ciclamino allevato secondo le regole dell'agricoltura biologica (REG. CE 2091/91). In particolare, alcuni Fusaria antagonisti hanno dimostrato un soddisfacente contenimento di Fusarium oxysporum f.sp. cyclaminis, come pure il solfato di rame ha ridotto i danni causati da Erwinia carotovora subsp. carotovora, mentre scarso è risultato il contenimento di Botrytis cinerea impiegando il primo prodotto autorizzato in Italia a base di Trichoderma harzianum. Anche i fertilizzanti autorizzati in agricoltura biologica, ma non specificamente messi a punto per la floricoltura, hanno causato una riduzione della qualità commerciale delle piante di ciclamino prodotte. I dati raccolti indicano che è necessario sviluppare un ampio lavoro di ricerca per fornire agli agricoltori indicazioni applicabili e sostenibili per produrre piante ornamentali secondo le regole dell'agricoltura biologica.

Introduzione
La produzione biologica è uno dei più stimolanti settori dell'agricoltura sia da un punto di vista scientifico, sia economico (Bolkmans, 1999).Un crescente interesse, particolarmente nel nord Europa, viene registrato nel settore della coltivazione delle piante ornamentali; per questa ragione, è necessario informare gli agricoltori sulle possibilità di impiego delle strategie e delle tecniche di floricoltura biologica al fine di ottenere produzioni competitive. Poiché le piante ornamentali non rappresentano una necessità primaria per l'uomo, il valore estetico della produzione rappresenta l'obiettivo principale da raggiungere presentando al consumatore piante prive di danni o di segni della presenza di parassiti. Tuttavia, occorre risolvere alcuni problemi: 1) sul mercato non sono ancora presenti vivai produttori di materiale propagativo o di giovani piante ornamentali ottenute applicando le regole dell'agricoltura biologica; 2) i mezzi per il contenimento delle malattie devono essere disponibili ed efficaci; 3) i fertilizzanti devono essere messi a punto specificamente per il settore floricolo, sempre in accordo con il REG CE 2092/91, come pure i substrati di coltivazione, possibilmente, devono avere un'attivittà repressiva (Garibaldi e Gullino, 1989); 4) la quantità e la qualità delle produzioni “biologiche” deve essere paragonabile con quella delle produzioni “convenzionali”; 5) i contenitori di coltivazione dovrebbero essere realizzati con materiali biodegradabili al fine di poterli sottoporre a compostaggio alla fine del ciclo vitale delle piante. Nel tempo sono stati fatti numerosi lavori sperimentali al fine di risolvere specifici problemi fitopatologici o colturali (Jarvis, 1992; Daughtrey et al., 1995; Hausbeck and Moorman, 1996), tuttavia è necessario affrontare i problemi legati alla produzione delle specie da fiore da un punto di vista più generale. Questo approccio è stato tentato su ciclamino, una coltura molto importante per il vaso fiorito (Figura 1).

Materiali e metodi
Tre prove sperimentali sono state condotte tra il 1998 ed il 2001 presso il Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola di Albenga al fine di mettere a punto il contenimento dei parassiti-chiave di questa coltura: Fusarium oxysporum f. sp. cyclaminis, Botrytis cinerea ed Erwinia carotovora subsp. Carotovora (Figure 2, 3 e 4). E' stata utilizzata la cultivar Concerto F1 (Sluis & Groot), coltivata in un substrato autorizzato in agricoltura biologica e specifico per la coltivazione di questa specie, coltivando le piante alla densità colturale normalmente applicata nella zona di Albenga (10 piante tetraploidi di ciclamino/m2) ed applicando uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 4 replicazioni (15 piante/replicazione). Tra i mezzi indiretti di difesa sono state adottate pratiche di lotta agronomica e di profilassi utili per la riduzione del rischio di diffusione delle malattie (eliminazione delle piante infettte, pulizia degli ambienti di produzione e dei contenitori di coltivazione), mentre tra i mezzi diretti di lotta sono stati impiegati mezzi chimici e biologici. Per il contenimento di F. cyclaminis sono stati applicati Fusaria antagonisti disponibili in commercio. Nella prima prova, effettuata nel 1998, sono state simulate due differenti condizioni colturali; condizione 1: impiego di Fusaria antagonisti (miscelati al substrato) a partire dall'inizio della coltivazione applicati in condizioni colturali critiche, ovvero impiegati in serre dove normalmente il ciclamino viene prodotto e dove i bancali ed i contenitori di coltivazione non sono sottoposti a pulizia periodica. Condizione 2: produzione di giovani piante in ambienti (bancali e contenitori) periodicamente sottoposti a disinfezione ed in cui il contenimento delle malattie avviene con l'impiego di mezzi chimici. A partire da queste due condizioni di produzione vivaistica, le piante di ciclamino sono state sottoposte a coltivazione in pieno campo e sotto ombraio, ove il contenimento di F.cyclaminis è stato separatamente effettuato con mezzi ammessi in agricoltura biologica e con mezzi chimici. In particolare, il contenimento biologico è stato effettuato seguendo le indicazioni ottenute in un precedente lavoro (Minuto et al, 1995). La seconda e la terza prova, effettuate nel 2000 e nel 2001, sono state organizzate utilizzando soltanto piante coltivate nella condizione 2 e, successivamente, allevate sotto ombraio. La valutazione dell'efficacia dei mezzi chimici e biologici per il contenimento di B. cinerea e di E. carotovora è stata effettuata, durante la seconda e la terza prova, sia in serra, sia sotto ombraio, trasferendo il 50% delle piante coltivate sotto ombraio in ambiente protetto nel mese di novembre. Nelle coltivazioni effettuate secondo le regole dell'agricoltura biologica sono stati impiegati insetticidi e fertilizzanti all'uopo autorizzati e confrontati con quelli “convenzionati”, normalmente impiegati nella zona di Albenga (Minuto et al., 2002). I risultati ottenuti con l'adozione di tecniche di contenimento delle malattie e di coltivazione “biologiche” e “convenzionali” sono stati messi a confronto con quelli ottenuti su piante coltivate in modo biologico, ma su cui non sono stati effettuate pratiche di contenimento dei patogeni. La presenza naturale dei patogeni è stata simulata disponendo in ogni parcella una pianta infetta singolarmente da F. cyclaminis, B. cinerea e E. carotovora. E' stata calcolata la percentuale di piante infette e di piante morte ed è stata valutata la qualità finale della produzione sulla base dei parametri commerciali normalmente impiegati nella zona di Albenga. E' stato sottoposto a monitoraggio l'andamento della temperatura e dell'umidità relativa in serra e sotto ombraio. Tutti i dati sono stati sottoposti ad analisi statistica utilizzando il test statistico di Duncan (P=0,05).

Risultati e conclusioni
L'applicazione delle misure di contenimento in vivaio di F. cyclaminis appare di grande importanza; in particolare, l'efficacia dell'applicazione dei mezzi di difesa biologici e chimici, utilizzati in fase di coltivazione, è elevata soltanto quando viene impiegato materiale propagativo sano ed allevato in ambienti puliti (tabelle 1 e 2). Il Fusarium antagonista applicato all'inizio della coltivazione, anche nella condizione 1, ha fornito risultati interessanti, migliori di quelli ottenuti utilizzando Benomyl. L'impiego di Trichoderma harzianum e del solfato di rame ha ridotto l'attacco di B. cinerea nella seconda e nella terza prova, anche se la loro attività è apparsa nettamente inferiore rispetto a quella dei mezzi chimici (tabella 3). Questo risultato potrebbe essere la conseguenza della variabilità delle condizioni ambientali: frequenti e intense piogge hanno causato un'elevata incidenza della malattia in ombraio nell'autunno 2001, confrontabile con l'incidenza della malattia osservata in serra, dove l'umidità ha costantemente raggiunto la saturazione. In ambiente protetto, queste condizioni ambientali hanno provocato anche la riduzione dell'efficacia dei mezzi chimici, probabilemte dovuta alla rapida diffusione dei patogeni. Il prodotto a base di rame utilizzato nelle coltivazioni “convenzionali” e “biologiche” ha efficacemente contenuto E. carotovora (tabella 4). Alla fine della seconda e della terza prova è stata effettuata una valutazione della qualità del prodotto ottenuto: i migliori risultati sono stati raggiunti coltivando il ciclamino secondo le tecniche di agricoltura “convenzionale”; in particolare, è stata rilevata una più elevata produzione di fiori ed una maggiore produzione di piante di prima qualità (tabella 5, figura 5). Operando secondo le regole dell'agricoltura biologica, la bassa qualità delle piante è apparsa legata anche al tipo di fertilizzanti impiegati, non specificamente messi a punto per la floricoltura, ricchi in azoto e poveri in fosforo e potassio e caratterizzati, anche, da un basso contenuto dei medesimi. Non sono, inoltre, disponibili mezzi biologici efficaci per il contenimento dei diversi problemi fitopatologici riscontrabili su ciclamino; per questa ragione appare molto importante adottare tutte quelle tecniche colturali (riduzione della densità delle piante, pulizia degli ambienti di coltivazione, sanità del materiale propagativo, controllo delle condizioni ambientali in serra, …), in grado di creare condizioni sfavorevoli alla diffusione delle malattie. L'impiego di mezzi biologici in vivaio, potenzialmente infestato da F. cyclaminis, non è sufficiente a contrastare la precoce infezione delle piante e pertanto la produzione finale è commercialmente inaccettabile. Questa situazione potrebbe creare gravi problemi agli agricoltori, particolarmente su ciclamino, distribuito da grandi, poche, aziende vivaistiche altamente specializzate che non possono considerarsi completamente immuni da infezioni di F. cyclaminis. In queste condizioni, considerando che le infezioni a carico della semente di ciclamino possono essere contenute soltanto con l'impiego di mezzi chimici sistemici, e considerando l'attuale ridotta dimensione del mercato di produzione di giovani piante biologiche per la produzione di vasi fioriti, appare difficile per aziende vivaistiche “convenzionali” destinare specifiche aree alle produzioni biologiche. Al contrario, la difesa della coltura in campo appare semplice quando si utilizzano piante provenienti da vivai che applicano sistemi di coltivazione convenzionali mediante la lotta chimica a F. cyclaminis. In queste condizioni, l'uso di Fusaria antagonisti durante la coltivazione ha garantito un buon livello di protezione ed il loro impiego corretto ha fornito risultati confrontabili con quelli raggiungibili mediante l'uso di benzimidazoli (Garibaldi e Minuto, 1993). I prodotti a base di rame hanno manifestato un buon contenimento di E. carotovora in condizioni di agricoltura sia “convenzionale” sia “biologica”, mentre gli stessi hanno manifestato una ridotta efficacia nel contenimento di B. cinerea in condizioni di agricoltura “biologica”. In conclusione, i risultati ottenuti dimostrano che la messa a punto delle strategie di coltivazione “biologica” in floricoltura è ancora agli inizi ed i risultati sono ancora limitati, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di ottenere piante finite di qualità elevata.

Tabella 1 – Sintesi delle strategie di difesa adottate nel 1998 su ciclamino.
Strategia di difesa in vivaio Prodotto Strategia di difesa in coltivazione Prodotti per il contenimento di F. cyclaminis Prodotti per il contenimento di B. cinerea Prodotti per il contenimento di E. carotovora
Condizione 1
biologica F.O. 251/2 Rben biologica F.O. 251/2 Rben ° Trichoderma harzianum alternato a Solfato di rame Solfato di rame
chimica Benomyl °° Trattamenti alternati con Solfato di rame, Clorotalonil, Iprodione e Ditianon Solfato di rame
Condizione 2
chimica Benomyl biologica F.O. 251/2 Rben °° Trichoderma harzianum alternato a Solfato di rame Solfato di rame
chimica Benomyl °° Trattamenti alternati con Solfato di rame, Clorotalonil, Iprodione e Ditianon Solfato di rame
° immersione radicale e miscelazione al terreno al trapianto in azienda.
°° Miscelazione al terreno.

Tabella 2 - Efficacia di mezzi di difesa alla tracheofusariosi del ciclamino impiegati in fase di coltivazione a partire da materiale propagativo moltiplicato in aziende infette (Condizione 1), o in aziende non infette che abitualmente fanno uso di strategie di lotta chimica per la pulizia delle aree di moltiplicazione (Condizione 2). (Albenga, 1998).
Strategia di difesa in coltivazione Prodotto % di piante morte al rilievo del
29/07 09/09
Condizione 1 Condizione 2 Condizione 1 Condizione 2
- - 50 b* 0 a 70 b 2 a
Biologica F.O.251/2 Rben ° 0 a 4 a 14 a 7 a
F.O.251/2 Rben °° 4 a 4 a 16 a 7 a
Chimica Benomyl °° 39 b 0 a 80 b 4 a
* I valori della stessa colonna seguiti dalla medesima lettera non differiscono statisticamente tra loro con una probabilità di errore del 5%, secondo il test di Duncan.
°, °° Vedi tabella 1.

Tabella 3 - Efficacia di mezzi di difesa nei confronti di B. cinerea sotto ombraio e in serra (Albenga, 2000 e 2001).
Strategia di difesa in coltivazione Prodotto % piante colpite
2000 2001
ombraio serra ombraio serra
- - 0.0 a* 21.3 c 33.3 c 33.3 b
biologica Trichoderma harzianum alternato a Solfato di rame 0.0 a 10.3 b 24.6 b 8.9 a
chimica Trattamenti alternati con Solfato di rame, Clorotalonil, Iprodione e Ditianon 0.0 a 1.2 a 11.3 a 10.8 a
* Vedi tabella 2.

Tabella 4 – Efficacia di un prodotto a base di rame sugli attacchi di E. carotovora inserito all'interno di diverse tecniche di produzione (Albenga, 2001).
Strategia di difesa in coltivazione Prodotto % piante colpite
2000 2001
ombraio serra ombraio serra
- - 2.0 a* 6.3 b 5.6 b 5.6 b
biologica Solfato di rame 1.9 a 5.1 b 3.5 a 3.5 a
chimica Solfato di rame 0.7 a 1.5 a 1.5 a 1.5 a
* Vedi tabella 2.

Tabella 5 - Verifica della qualità delle piante di ciclamino prodotte adottando di diversi sistemi di difesa, al termine del ciclo di coltivazione in ombraio (Albenga, 2001).
Strategia di difesa in coltivazione n. fiori/pianta % piante di prima scelta % piante di seconda scelta % piante di scarto
- 21.4 b * 0.0 b 55.0 a 45.0 b
biologica 19.4 b 0.0 b 45.0 a 55.0 b
chimica 28.4 a 25.3 a 50.0 a 24.7 a
* Vedi tabella 2.


Ringraziamenti
Lavoro sviluppato con un finanziamento dell'Università di Torino (ex 60%)

Lavori citati
Bolkmans K.J.F. (1999). Commercial aspect of biological pest control in greenhouses. In: Integrated pest management in greenhouse crops. Kluiwer Academic Publishers. Pagg. 310-318.
Canali S., Roccuzzo G., Sequi P. (1999) Fertilizzanti per l'agricoltura biologica: un quadro normativo più chiaro. Informatore Agrario, 55 (45): 29-38.
Daughtrey M. L., Wick R. L., Peterson J. L. (1995) Compendium of flowering potted plants diseases. American Phytopathological Society Press, St. Paul, Minnesota, 90 pages.
Garibaldi A., Minuto A., 1993. Biological and integrated control of Fusarium wilt of cyclamen. Abstracts 6th Int. Congress Plant Pathology, Montreal, 274.
Garibaldi A., Gullino M.L. (1989). La lotta biologica contro i funghi fitopatogeni – Terreni repressivi. Informatore Fitopatologico, 39 (10): 9-17.
Hausbeck M. K., Moorman G. W. (1996) Managing Botrytis in greenhouse – grown crops. Plant Disease, 80, 1212-1219.
Jarvis W. R. (1992) Managing diseases in greenhouse crops. American Phytopathological Society Press, St. Paul, Minnesota, 228 pp.
Minuto A., Migheli Q., Garibaldi A. (1995) Evaluation of antagonistic strains of Fusarium spp. in the biological and integrated control of Fusarium wilt of cyclamen Crop Protection, 14, 221-226.
Minuto G., Bruzzone C., Tinivella F., Gullino M.L. e Garibaldi A. (2002). La difesa biologica del ciclamino. Colture Protette, 31 (12), 85-95.



Figura 1
– Coltivazione di ciclamino in ambiente protetto nella zona di Albenga (SV).


Figura 2 – Pianta di ciclamino gravemente colpita da Fusarium oxysporum f. sp. cyclaminis.


Figura 3 – Fiori di ciclamino colpiti da Botrytis cinerea.


Figura 4 – Sintomi di attacco di Erwinia carotovora subsp. carotovora su ciclamino.


Figura 5 – Risultato finale della produzione di piante di ciclamino allevate secondo tecniche di produzione biologica (a sinistra) e convenzionale (a destra) nel 2001.

 
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