Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Stato di avanzamento del progetto al 20 luglio 2004
 
CE.R.S.A.A.(SV) Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola



1. INDIVIDUAZIONE DEI PROBLEMI CHIAVE DELLE COLTURE INDIVIDUATE IN BASE AI PROBLEMI NOTI E A QUELLI PIÙ FREQUENTI E CARATTERISTICI DELL'AREA IN CUI SI INTENDE OPERARE
(tematica in fase di approfondimento)



2. DEFINIZIONE DEI PROTOCOLLI E DESTINAZIONE DELLE PROVE SPERIMENTALI: IN AZIENDA SPERIMENTALE, O IN CAMPO, PRESSO AZIENDE GIÀ IN PRECEDENZA IDENTIFICATE
Materiali e metodi generali
Protocollo di esecuzione e rilevazione dati
Denominazione del prodotto/tecnica da saggiare: trattamento, o tesi
Numero replicazioni del trattamento/tesi: 3 (min) – 5 (max)
Consistenza minima delle prove
- superficie: 10 m2/replicazione
- numero vasi: 10
Durata delle prove: durata del ciclo colturale, o durata delle osservazioni per un tempo sufficiente a raccogliere dati realistici (es. 1 mese – 24 mesi)
Raccolta dei dati: in forma cartacea in campo, successivo riordino in files di excel, elaborazione dei dati con ricerca del valore medio e analisi statistica con test statistico di Duncan (P=0,05).
Aziende, o siti sperimentali in cui si intende operare
Istituto Sperimentale per la Floricoltura – Pescia
Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola – Albenga


3. ESECUZIONE DELLE PROVE, COMPRENSIVE DELLA FASE DI TRATTAMENTO E RILEVAMENTO DEI DATI  Elenco delle attività svolte fino al 20/07/2004

LAVANDA
Attività in corso di svolgimento
Messa a punto e illustrazione di tecniche di difesa nei confronti di Phytophtora nicotianae var. parasitica con mezzi:
- chimici (strobilurine, fenilammidi),
- agronomici (scelta del substrato)
- fisici (impiego dell'ombreggiamento)
- genetici (selezione di cultivar ed ecotipi tolleranti al patogeno)

Attività in programmazione
- substrati: impiego di substrati a composizione fisica leggera, media e pesante
- fertilizzanti: impiego di fertilizzanti minerali idrosolubili, a lenta cessione, a cessione controllata, loro miscele e impiego di fertilizzanti ammessi in agricoltura biologica
- prove di sviluppo delle piante in vasi realizzati con materiale biodegradabile
- realizzazione di una scheda colturale

GERANIO
Attività in corso di svolgimento
- contenimento biologico della muffa grigia (Botrytis cinerea) mediante la gestione ed il controllo dei parametri ambientali

Attività in programmazione
- impiego di substrati a ridotto contenuto in torba

MARGHERITA
Attività in corso di svolgimento
- messa a punto di tecniche di coltivazione biologica della margherita, in confronto con tecniche di coltivazione convenzionali
- messa a punto di tecniche di difesa biologica della margherita, in confronto con tecniche di difesa convenzionali

Attività in programmazione
- impiego di substrati a ridotto contenuto in torba

SUBSTRATI DI COLTIVAZIONE
Attività in programmazione
Valutazione di compost vegetali di qualità per il florovivaismo in vaso:
- scelta dei componenti e del tipo di processo di compostaggio
- prove di efficienza su colture a ciclo breve (fucsia) e a ciclo medio-lungo (lavanda)

PACCIAMATURA
Contenimento delle erbe infestanti per colture a ciclo medio-breve
Attività in programmazione
valutazione di film biodegradabili per il contenimento delle infestanti su colture da reciso

CONTENITORI BIODEGRADABILI
Allevamento di piante ornamentali all'interno di contenitori biodegradabili
Attività in programmazione
- valutazione di vasi biodegradabili per la produzione di giovani piante. Le prove verranno eseguite su lavanda e margherita
- valutazione di vasi biodegradabili per la produzione di piante per il consumatore finale. Le prove saranno eseguite su lavanda e margherita, proseguendo la normale filiera produttiva che inizia in vivaio.
- valutazione delle performances meccaniche dei vasi a nuovo e al termine di un ciclo colturale


4. IMPOSTAZIONE DELLE PROVE DIMOSTRATIVE PER L'ILLUSTRAZIONE IN CAMPO DEI RISULTATI, RILEVAMENTO DEI DATI E DIMOSTRAZIONE DEI RISULTATI
Attività ancora da programmare


Attività di divulgazione e trasferimento attuata dal CeRSAA
Divulgazione e presentazione dell'iniziativa su Colture Protette n. 6/2004 e su Savona Economica n. 8/2004


Testo del lavoro
Alberi di Natale biologici. Quale futuro?
In Italia in questi ultimi anni, a fronte di una domanda sempre crescente di alberi di Natale, si è assistito sia ad un aumento delle superfici coltivate, sia ad un maggior ricorso all'importazione di piante finite. Studi recenti hanno messo in luce l'importanza economica e sociale della coltivazione dell'albero di Natale, specialmente in alcune Regioni dell'Italia centrale. In Toscana, ed in particolare nelle province di Arezzo e Pistoia, questa coltura viene effettuata su di una superficie stimabile intorno ai 1000 ettari, per lo più su ex coltivi in ambito collinare e montano, e con superfici unitarie (in media) modeste (mediamente, intorno a 0,5 ha).
In un periodo in cui è crescente la richiesta di piante ornamentali sulle quali sia ridotto al minimo, se non addirittura assente, l'uso di prodotti e tecniche potenzialmente in grado di danneggiare l'ambiente e la salute del consumatore, su una specie quale l'abete rosso (Picea abies Karst) appare possibile tentare l'applicazione di pratiche ammissibili in agricoltura biologica. Infatti, anche se gli alberi di Natale “non si mangiano”, appare importante, in aree agricole in cui l'impiego di mezzi chimici è molto ridotto, evitarne l'uso, su una specie che già ora necessita di ridotti investimenti nella coltivazione e nella difesa dai parassiti.
E' questo l'ambizioso obiettivo di un Progetto denominato PROBIORN (PROduzione BIOlogica di piante ORNamentali), approvato dall'ARSIA della Regione Toscana ed avviatosi da pochi mesi. La lotta alle infestanti ed ai parassiti, nonché la messa a punto di tecniche di produzione di materiale vivaistico, finora importato in massima parte dall'estero, sono le principali finalità del Progetto e quelle per la cui soluzione sono effettivamente disponibili potenziali alternative ammissibili in agricoltura biologica. Per la lotta alle infestanti, l'alternativa all'uso degli erbicidi potrebbe essere l'uso di film di pacciamatura biodegradabili, particolarmente nei primi 2-3 anni dall'impianto, mentre nel caso della lotta insetticida appare importante far precedere alla messa a punto di protocolli di lotta un attento monitoraggio delle specie di fitofagi presenti negli ambienti di coltivazione. Infine, verranno effettuati lavori per la messa a punto di tecniche che consentano la produzione di giovani piante ottenute secondo tecniche di agricoltura biologica. Poiché inoltre, come ben noto, in Toscana il florovivaismo non si limita alla produzione di alberi di Natale, bensì rappresenta un'importante e diversificata risorsa economica, si cercherà di mettere a punto ed applicare, anche ad altre specie ornamentali, alcune strategie e tecniche utilizzabili in agricoltura biologica, al fine di soddisfare le esigenze di un mercato sempre più attento a questo tipo di prodotto. Agli agricoltori, infatti, è necessario offrire un complesso di operazioni colturali, fattori produttivi e strategie di produzione in grado di realizzare un prodotto ottenuto applicando i principi e le regole dell'agricoltura biologica e che risulti contemporaneamente gradito al consumatore.
Il Progetto sarà completato da una indagine conoscitiva di carattere economico destinata a meglio comprendere il mercato del biologico e le sue prospettive di sviluppo, anche nel particolare comparto delle produzioni di piante da fiore e da ornamento. In particolare, si cercherà di individuare non solo eventuali spazi di mercato, ma anche le tipologie produttive maggiormente “vocate”, le aspettative e la disponibilità a spendere da parte dei consumatori, tentando di capire quali garanzie richiede il consumatore in cambio di un costo di acquisto più elevato e quali siano i canali commerciali più idonei per la diffusione del prodotto.
Per portare a compimento questo Progetto, che terminerà nel 2006, collaborano insieme l'Istituto Sperimentale per la Floricoltura (ISF), con la Sezione di Pescia e la Sezione Biologia e Difesa di Sanremo, il CESPEVI di Pistoia, l'INEA di Firenze, l'Istituto Sperimentale di Zoologia Agraria di Firenze, il DISTAF dell'Università di Firenze, il Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie dell'Università di Pisa, l'AIAB della Toscana, l'Associazione Produttori Biologici della Toscana, l'Impresa Verde di Arezzo, il Consorzio per la Valorizzazione dell'Albero di Natale del Casentino ed il CeRSAA di Albenga, come sempre supportato, per gli aspetti legati alla difesa delle colture prese in esame, da Agroinnova dell'Università di Torino. L'ampio e qualificato parternariato bene rappresenta quanto in Toscana, e non solo in quella Regione, si sta facendo per lo sviluppo del settore biologico. Accanto ai partner del Progetto, collaboreranno a vario titolo anche alcune imprese private interessate ai risultati che il lavoro potrà fornire: GEOFLOR s.c.r.l., Marlia (LU); COMICENT, Pescia (PT); TOSCOFLORA s.c.r.l., Pescia (PT); UNICOOP, Firenze; N.T.I. s.r.l., Casalmaggiore (CR). Infine, due sponsor forniranno fattori produttivi importanti: Turco Silvestro s.n.c. Bastia d'Albenga (SV); CIFO spa, S.Giorgio di Piano (BO).
Il 4/09/2004, nell'ambito della Biennale del Fiore – presso il COMICENT di Pescia – nell'ambito del Convegno “Coltivazione biologica e tecniche colturali a basso impatto ambientale nel florovivaismo: esperienze e prospettive anche alla luce dell'applicazione della L.R.25/99” verrà ufficialmente presentato il Progetto PROBIORN, illustrando i dettagli ed il potenziale innovativo (per informazioni: Dr. Grassotti, Dr. Burchi – ISF di Pescia, tel. 0572.451033, e-mail: isfp@dada.it).


Il Responsabile
Giovanni Minuto
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