Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Stato di avanzamento del progetto al 1 luglio 2005
 
Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria Firenze


Partner: P 6 - Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria - Firenze

Responsabile: Giovanna Del Bene

Argomento della Attività svolta
Sperimentazione: Controllo dei fitofagi di gerbera, viburno, fillirea, calendula, in agricoltura biologica

Obiettivi dell'Attività svolta:
Fornire indicazioni pratiche alle imprese agricole circa l'applicabilità di strategie tecniche di agricoltura biologica per il vivaismo e sulle specie da fiore reciso più diffuse e potenzialmente di maggiore interesse per il mercato del biologico (viburno, gerbera, calendula, fillirea...). Per ciascuna specie vegetale considerata sono stati individuati i fattori produttivi necessari e in particolare i mezzi di difesa disponibili in agricoltura biologica, sperimentando nell'ambiente toscano i diversi prodotti e verificandone l'efficacia, nonché l'applicabilità nella pratica agricola. Sono state studiate inoltre soluzioni di difesa innovative, compatibili con la produzione biologica e strategie di intervento che migliorano l'impiego delle risorse umane e sono allo stesso tempo valide dal punto di vista economico.

Breve sintesi dell'Attività svolta nel 1° anno (2004):
I)
Sono stati effettuati monitoraggi e prove di lotta su coltivazione di piante di gerbera in vaso prodotte biologicamente e coltivate presso le serre dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia. Gli insetti chiave della coltivazione erano rappresentati da tripidi (Frankliniella occidentalis e Thrips tabaci) e aleirodidi (Trialeurodes vaporariorum); si sono ritrovati anche acari. Per cercare di abbassare il livello di infestazione prima di effettuare lanci di ausiliari sono stati effettuati trattamenti con prodotti autorizzati in agricoltura biologica (Diractin: azadiractina 3%, alla dose di 1,5 ml/l). Dopo il primo trattamento con Diractin i rilievi effettuati mediante le trappole cromotropiche hanno evidenziato un calo delle popolazioni di T. vaporariorum solo su alcuni bancali. Invece nessun effetto è stato evidenziato nei confronti dei Tripidi. In accordo con gli altri partner del progetto è stato stabilito perciò di ripulire le piante togliendo tutti i fiori e di ripetere il trattamento con Diractin . Dopodiché sono stati effettuati lanci con ausiliari specifici per i diversi fitofagi. In particolare sono stati effettuati 2 lanci con Encarsia formosa ( 6 pupe/mq), 2 lanci con Orius spp. (2 individui/mq) e 2 lanci con Amblyseius sp. per gli attacchi da acari. Ad un controllo finale è risultato che la popolazione di Tripidi era stata abbattuta , mentre per gli Aleirodidi il controllo non era stato soddisfacente e le piantine biologiche erano sempre fortemente infestate. La parassitizzazione da parte di E. formosa non raggiungeva neppure il 5%. Viceversa le piante trattate chimicamente con prodotti insetticidi, usate come testimone, risultavano perfettamente sane.
II) Su piante di viburno sono state impostate prove di screening in laboratorio, in serra e in pien'aria per verificare l'efficacia di prodotti autorizzati in agricoltura biologica (azadiractina e Beauveria bassiana) nei confronti di insetti nocivi a colture florovivaistiche, in particolare contro due dei fitofagi chiave della coltura: il Tripide Heliothrips haemorrhoidalis e il Crisomelide Pyrrhalta viburni. Risultati positivi sono stati ottenuti in prove su siepi ornamentali infestate da popolazioni di H. haemorrhoidalis, dove due trattamenti con azadiractina hanno garantito una mortalità superiore al 90%; mortalità ugualmente elevate sono state ottenute trattando 2 volte con il medesimo prodotto piante infestate da larve di I e II età di P. viburni in serra. Per ciò che riguarda l'impiego di B. bassiana 3 trattamenti hanno garantito una mortalità superiore all'80% in serra contro larve di P. viburni, mentre contro gli adulti l'efficacia si è abbassata al 55%.
III) Su piante spontanee e allevate in vivaio di fillirea sono stati identificati i principali fitofagi (Siphoninus phillyreae, Euphyllura phillyreae, Palpita unionalis, Cionellus gibbifrons) nessuno dei quali arreca danni economicamente importanti. Pertanto fillirea sembra adatta per la coltivazione biologica della fronda recisa.

Stato di avanzamento dell'attività svolta nel 2° anno (da gennaio a luglio 2005):
Sono state effettuate due prove su calendula in vaso presso le serre dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia, in collaborazione con la medesima U.O.
I) Le tesi prevedevano piantine coltivate in modo biologico in confronto con altre allevate in maniera tradizionale. L'impianto è stato effettuato l'11 novembre 2004 ed è durato fino alla fine di febbraio 2005. In accordo con l'U.O. di Pescia, che seguiva la parte agronomica della prova, le tesi sono state le seguenti:
Test.: Terriccio di riferimento standard (Brill type 3 special), trattamenti chimici, in totale 30 vasi.
B1: Terriccio biologico 'Turco' (TS2 bio), trattamenti antiparassitari 'biologici', in totale 10 vasi.
B2: Terriccio biologico 'Turco' (TS2), trattamenti antiparassitari 'biologici', in totale 10 vasi.
B3: Terriccio biologico 'Turco'(TS2), trattamenti antiparassitari 'biologici', in totale 10 vasi.
B4: Terriccio biologico 'Turco'(TS2), trattamenti antiparassitari 'biologici', in totale 18 vasi.
Nella prova c'erano 30 vasi testimone con piante trattate in modo tradizionale, vale a dire irrorate con fitofarmaci di sintesi registrati per le colture ornamentali e da fiore. Per evitare effetti collaterali e di deriva, la tesi è stata separata e isolata mediante telo in plastica ed una rete anti-insetti bianca; 48 vasi erano invece difesi con mezzi biologici.
Per i monitoraggi dei fitofagi erano impiegate trappole cromotropiche gialle e blu per seguire l'andamento delle popolazioni degli insetti chiave della coltura: tripidi e aleirodidi. Le trappole erano controllate ogni 10 giorni ed alla stessa cadenza venivano eseguiti campionamenti di materiale vegetale.
Nel corso di tale prima prova non si sono avute infestazioni di rilievo, le popolazioni di tripidi sono state pressoché assenti e quelle di aleirodidi sono state estremamente scarse e comunque mai al di sopra di soglie di intervento. Pertanto non si è reso necessario alcun intervento di controllo né biologico né chimico.
II) Il secondo ciclo di coltivazione di calendula è iniziato l'11 aprile 2005 e si è protratto fino ai primi di giugno. La distribuzione delle tesi dal punto di vista della difesa era la medesima della prova precedente. I monitoraggi con le trappole cromotropiche e i campionamenti sono avvenuti con cadenza settimanale.
Non appena erano catturati i primi esemplari dei fitofagi, si è ritenuto opportuno effettuare trattamenti insetticidi a scopo preventivo con prodotti autorizzati in agricoltura biologica. Sulle tesi biologiche sono stati eseguiti tre trattamenti con azadiractina (Oikos a dose 1,5 ml/l) a cadenza settimanale. Sebbene le catture siano lievemente aumentate alla fine della coltivazione, le piante di calendula si presentavano perfettamente sane.
III) Presso le serre dell'ISZA è stata allestita nel mese di giugno 2005 una prova di lotta biologica nei confronti di aleirodidi (T. vaporariorum) e tripidi (F. occidentalis) effettuando lanci inondativi di un acaro Fitoseiide, Amblyseius sp. Tale acaro è stato fornito dalla ditta Koppert; in letteratura è indicato come efficace per il controllo dei fitofagi sopra citati.
Piantine di gerbera sono state infestate artificialmente con tripidi ed aleirodidi e poste in gabbie entomologiche: sono stati quindi inseriti 400 individui/gabbia di Amblyseius sp.. I controlli sono stati effettuati a 10, 20 e 30 giorni di distanza dal lancio, contando gli individui vivi presenti sulle piante.
Dalle prime osservazioni è risultato che il fitoseiide, pur essendosi riprodotto, non ha contenuto efficacemente le popolazioni dei fitofagi. La elaborazione dei dati è comunque tuttora in corso.

Attività che si prevede di svolgere fino al termine del Progetto (dicembre 2005):
Saranno elaborati statisticamente e graficamente i dati ottenuti nelle tre prove sperimentali effettuate.

Collaborazioni con altri Partner o Ditte interessate o Sponsor del Progetto:
Istituto Sperimentale Floricoltura, Pescia - Dr. Gianluca Burchi
Istituto Sperimentale Floricoltura, Sanremo - Dr. Carlo Pasini
CESPEVI - Dr. Paolo Marzialetti

Eventuali collaborazioni con Enti esterni al Progetto:

Eventuali pubblicazioni tecniche o scientifiche (indicare autori, titolo, rivista o giornale, numero, pagine):
Del Bene G., Gargani E., 2004 - Efficacia di prodotti di origine naturale per il controllo dei fitofagi nel settore ortoflorovivaistico.- Atti VII Giornate Scientifiche SOI, Napoli, 4-6 maggio: p. 90.
Del Bene G., Gargani E., 2004- Dannosità di insetti fitofagi su fillirea.- II Convegno Nazionale Piante Mediterranee. Agrigento 7-8 ottobre. Raccolta riassunti: p. 90.
Del Bene G., Gargani E., 2004- Gli insetti dannosi a Fillirea in Toscana.- in stampa

Note:
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