Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Attivitą svolta e risultati conseguiti nell'ambito del Progetto (2004-2006)
 
Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria Firenze


Partner 6: C.R.A.-Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria - Firenze

Responsabile: Giovanna Del Bene

Personale coinvolto nell'attività: Raffaele Russo (Coll. TER); Elisabetta Gargani (Collaboratore TD)

Obiettivi previsti nel Progetto:
Fornire indicazioni pratiche alle imprese agricole circa l'applicabilità di strategie di agricoltura biologica nel vivaismo ornamentale e sulle specie da fiore reciso più diffuse e potenzialmente di maggiore interesse per il mercato del biologico (viburno, gerbera, calendula, fillirea...). Per ciascuna specie vegetale considerata sono stati individuati i mezzi di difesa disponibili in agricoltura biologica, sperimentando nell'ambiente toscano i diversi prodotti e verificandone l'efficacia, nonché l'applicabilità nella pratica agricola. Sono state studiate soluzioni di difesa innovative, compatibili con la produzione biologica e strategie di intervento che migliorano l'impiego delle risorse umane e sono allo stesso tempo valide dal punto di vista economico.

Attività svolta nell'ambito del Progetto:
Gerbera - Sono stati effettuati monitoraggi e prove di lotta su coltivazioni di piante di gerbera in vaso prodotte biologicamente e coltivate presso le serre dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia. I principali nemici animali della coltivazione erano rappresentati da: Tripidi, Frankliniella occidentalis e Thrips tabaci; Aleirodidi, Trialeurodes vaporariorum; Agromizidi, Liryomiza trifolii; acari Tetranichidi, Tetranychus urticae. Nei loro confronti sono stati effettuati trattamenti con prodotti autorizzati in agricoltura biologica, per abbassare il livello iniziale d'infestazione, e successivamente lanci di ausiliari:

  • due trattamenti fogliari con azadiractina (Diractin EC 3%, alla dose di 1.5 ml/L) contro aleirodidi, minatori fogliari e tripidi;
  • due distribuzioni dell'insetto imenottero Afelinide Encarsia formosa (En-Strip, 6 pupe/m2), endoparassitoide delle neanidi di T. vaporariorum;
  • due lanci dell'insetto eterottero Antocoride Orius laevigatus (Thripor, 2 adulti/m2), attivo predatore di tripidi;
  • un lancio dell'insetto imenottero Eulofide Diglyphus isaea (Miglyphus, 2 adulti/m2), ectoparassitoide di minatori fogliari;
  • due lanci dell'acaro Fitoseide Amblyseius californicus (Spical, 6/m2), predatore di acari tetranichidi.
Gli interventi sono stati effettuati in relazione all'attività di monitoraggio effettuata tramite trappole cromotropiche di colore giallo per Aleirodidi ed Agromizidi, e blu per Tripidi.
Viburno - Sono state condotte prove in laboratorio, in serra e in pien'aria per verificare l'efficacia di prodotti autorizzati in agricoltura biologica (azadiractina e Beauveria bassiana) nei confronti di due fitofagi chiave della coltura: il Tripide polifago Heliothrips haemorrhoidalis e il Crisomelide Pyrrhalta viburni, monofago su viburno.
Fillirea - Su piante spontanee in pinete e in coltivazioni di vivaio sono stati effettuati campionamenti allo scopo di identificare le principali specie dannose, la densità di popolazione e l'entità dei danni, per valutare le potenzialità della pianta per la produzione di fronda recisa.
Calendula - Su piante in vaso coltivate presso le serre dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia, in collaborazione con la medesima U.O., sono state effettuate due prove: la prima in inverno (da novembre a febbraio), la seconda in primavera (da aprile a giugno).
Le tesi prevedevano piantine coltivate in modo biologico in confronto con altre allevate in maniera tradizionale. Per i monitoraggi dei fitofagi erano impiegate trappole cromotropiche gialle e blu per seguire l'andamento delle popolazioni degli insetti chiave della coltura: aleirodidi e tripidi. Le trappole erano controllate ogni 10 giorni e con la stessa cadenza venivano eseguiti campionamenti di materiale vegetale. Nel corso della prima prova non è stata rilevata alcuna infestazione: pertanto non si è reso necessario intervenire né con mezzi biologici né chimici. Nel secondo ciclo non appena sono stati catturati i primi esemplari di tripidi e aleirodidi, sono stati effettuati trattamenti insetticidi a scopo preventivo con prodotti autorizzati in agricoltura biologica. Sulle tesi biologiche sono stati eseguiti tre trattamenti con azadiractina (Oikos a dose 1,5 ml/l) a cadenza settimanale.

Risultati conseguiti
:
Gerbera - Gli interventi effettuati sono stati sufficienti a mantenere F. occidentalis, T. tabaci, L. trifolii e T. urticae entro limiti di non dannosità, mentre non è risultato soddisfacente il controllo di T. vaporariorum, soprattutto nel periodo da giugno ad agosto in cui, pur essendo terminata la prova, si è proseguita la coltivazione delle piante al fine di esporle allo stand allestito nell'ambito della 27° edizione della Biennale del Fiore e delle Piante di Pescia (PT). La parassitizzazione di E. formosa non raggiungeva neppure il 5%.
Viburno - Risultati positivi sono stati ottenuti in prove su siepi ornamentali infestate da popolazioni di H. haemorrhoidalis, dove due trattamenti con azadiractina hanno garantito una mortalità superiore al 90%; mortalità ugualmente elevate sono state ottenute trattando 2 volte con il medesimo prodotto piante infestate da larve di I e II età di P. viburni in serra. Per ciò che riguarda l'impiego di B. bassiana 3 trattamenti hanno garantito una mortalità superiore all'80% in serra contro larve di P. viburni, mentre contro gli adulti l'efficacia si è abbassata al 55%.
Fillirea - Sono stati identificati i principali insetti dannosi: Siphoninus phillyreae (Omottero Aleirodide), Euphyllura phillyreae (Omottero Afalaride), Palpita unionalis (Lepidottero Piraustide), Cionellus gibbifrons (Coleottero Curculionide). P. unionalis è risultata la più dannosa in vivaio (polifaga su oleacee), dove completa 5-6 generazioni/anno con tempi di sviluppo uovo-adulto di 22 giorni: allo stato di larva erode germogli, infiorescenze e foglie. Erosioni possono essere provocate anche da adulti e larve di C. gibbifrons, specie monovoltina e monofaga. Invece i due Omotteri sottraggono linfa ed emettono secrezioni cerose ed escrementi zuccherini su cui si sviluppano agenti fungini causa di fumaggine. Tuttavia le densità di popolazione degli insetti e i danni relativi non hanno mai raggiunto una soglia tale da giustificare interventi di alcun tipo.
Calendula –Nel corso della prima prova non si sono avute infestazioni di rilievo: le popolazioni di tripidi sono state pressoché assenti e quelle di aleirodidi sono state estremamente scarse e comunque mai al di sopra delle soglie di intervento. Pertanto non si è reso necessario alcun intervento di controllo né biologico né chimico. Nella seconda prova, dopo i trattamenti preventivi con azadiractina, le piante si presentavano perfettamente sane. Calendula sfugge alle infestazioni per la brevità del ciclo produttivo ed è particolarmente adatta alla produzione in vaso, soprattutto nel periodo invernale.

Attività divulgativa:
Partecipazione a seminari tecnici a Montemignaio (dicembre 2004) ed a Montevarchi (marzo 2006).

Eventuali pubblicazioni tecniche o scientifiche:
  1. Del Bene G., Gargani E., 2004. Efficacia di prodotti di origine naturale per il controllo dei fitofagi nel settore ortoflorovivaistico. Atti delle VII Giornate Scientifiche SOI, Napoli 4-6 maggio: p. 90
  2. Del Bene G., Gargani E., 2004. Dannosità di insetti fitofagi su fillirea.- Riassunti del II Convegno Nazionale Piante Mediterranee, Agrigento 7-8 ottobre: p. 90
  3. Del Bene G., Gargani E., 2004. Gli insetti dannosi a Fillirea in Toscana (in corso di stampa)
  4. Cacini S., Maletta M., Del Bene G., Ruffoni B., Burchi G., 2006. Coltivazione biologica: Prove sperimentali su Gerbera jamesonii da vaso fiorito. Clamer informa 9: 63-75.

Collaborazioni con altri Partner o Ditte interessate o Sponsor del Progetto:
Istituto Sperimentale Floricoltura, Pescia - Dr. Gianluca Burchi
Istituto Sperimentale Floricoltura, Sanremo - Dr. Carlo Pasini
CESPEVI - Dr. Paolo Marzialetti



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