Progetto PROBIORN
Produzione biologica di piante ornamentali

Attivitą svolta e risultati conseguiti nell'ambito del Progetto (2004-2006)
 
AIAB Associazione Italiana per l'agricoltura Biologica della Toscana


Partner 9: AIAB TOSCANA

Responsabile: Alessandro Gonzi (Presidente)

Personale coinvolto: Salvatore Di Napoli (Referente progetto Pro.Bi.Orn), Nicola Scavo (Collaboratore)

Obiettivi previsti nel Progetto
1) Collaborare con il partner INEA di Firenze nelle indagini di mercato
2) impostazione di prove agronomiche con i partners Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia e DISTAF - Università di Firenze

Attività svolta nell'ambito del Progetto:
In accordo con i partner del Progetto, AIAB Toscana ha indirizzato le proprie attività verso l'impostazione di prove agronomiche relative alla coltivazione biologica in serra del Pelargonio e della Stella di Natale, avvalendosi, laddove necessario, del supporto dell'Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia e del DISTAF-Università di Firenze.
1) Pelargonium: nel mese di gennaio 2005 è stata stipulata con l'Istituto Tecnico Agrario Statale (ITAS) “D.Anzilotti” di Pescia una apposita convenzione per lo svolgimento delle prove di coltivazione biologica presso le strutture dell'Istituto. A fine gennaio sono state messe in coltura 1200 piante in vaso di geranio (Pelargonium zonale) con metodo convenzionale e 1200 piante con metodo biologico, appartenenti a tre varietà: “Bergpalais”, “Rosario”, “Toro”. Per garantire la conformità del materiale di propagazione da utilizzare per la coltivazione biologica e la omogeneità delle piante in prova, data l'impossibilità di reperire talee radicate biologiche, a fine dicembre 2004 sono state acquistate presso un'azienda specializzata delle talee, poste successivamente in radicazione presso l'azienda Botrini e Gonfiantini (Pescia).
2) Stella di Natale: nei primi giorni del mese di luglio 2005, presso l'ITAS di Pescia, è stata effettuata una prova dimostrativa di coltivazione biologica della “Stella di Natale” (Poinsettia pulcherrima). Sono stati posti in coltura due gruppi, uno bio e l'altro convenzionale come testimone, costituiti ciascuno da n. 50 piante della varietà “Cortez” ottenute da talee radicate convenzionali acquistate presso una ditta specializzata.


Risultati conseguiti:
- Pelargonium: A causa della negativa risposta del primo substrato utilizzato (inadatto per l'elevata porosità e per la forte difficoltà a trattenere l'acqua d'irrigazione), dopo trenta giorni, constatato lo scarso e disomogeneo sviluppo delle piantine, si è proceduto alla sua sostituzione con un nuovo substrato, molto diverso dal primo, a base di torba nera, torba bionda e vermicompost da lombrico. Il ritardo nella crescita delle piante del gruppo bio che si è così registrato, non imputabile direttamente al metodo di coltivazione biologico, ha reso di fatto non più comparabile il testimone. Pertanto, da quel momento la prova si è limitata alle sole piante coltivate con metodo biologico ed ha assunto un valore esclusivamente dimostrativo. In seguito al nuovo trapianto, sono stati costituiti tre nuovi gruppi bio, uno per varietà, composti rispettivamente da 806 piante per la var.”Toro” (la più rappresentata all'atto dell'acquisto delle talee, perché a fiori rossi), 158 per la var. “Bergpalais”, 158 per la var. “Rosario”, con l'intento di valutare per i tre gruppi l'inizio della fioritura utile alla commercializzazione, il numero medio di steli fiorali, la percentuale di mortalità, la qualità dei fiori e delle piante nel loro complesso.
Nel corso della prova, lo stato sanitario delle piante è risultato sempre ottimale e non sono stati necessari interventi insetticidi o acaricidi. Più in particolare, il controllo dei tripidi è stato fatto con l'ausilio di trappole cromotropiche blu disposte sui bancali 20 cm sopra le piante, alla densità di una ogni 10 mq di serra; non sono stati rilevati attacchi di aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci). Le piante della varietà “Toro” sono risultate pronte per la commercializzazione a circa 40 giorni di distanza dal nuovo trapianto, mentre per le varietà “Bergpalais” e “Rosario” l'analoga condizione si è avuta dopo 48 giorni. Le varietà “Toro” e “Bergpalais”, a circa 65 giorni dal trapianto, mostravano ambedue una media di 3 steli fiorali per pianta, la varietà “Rosario” una media di 5 steli fiorali per pianta. La mortalità delle piante poste in coltivazione, valutata fino alla cessazione della vendita, è stata nulla per le tre varietà indistintamente, la vegetazione si è mantenuta sempre compatta, la colorazione delle foglie e dei fiori è risultata buona e di effetto. La prova descritta ha dato due indicazioni fondamentali: la prima riguarda la concreta possibilità di produrre talee radicate di pelargonio con metodo biologico, non essendo necessari interventi con fitormoni o con mezzi tecnici non consentiti dal Reg. Cee 2092/91 e successive modifiche e integrazioni. La seconda indicazione conferma la concreta possibilità, anche per il comprensorio di Pescia, di una produzione biologica di piante in vaso di Pelargonio zonale. Le piante coltivate sono risultate paragonabili, in termini di tempi di accrescimento, numero di steli fiorali, qualità complessiva dei fiori e aspetto della vegetazione, alle piante coltivate con metodo tradizionale, tanto da essere commercializzate senza alcuna difficoltà nei canali convenzionali, tramite vendita diretta al pubblico e presso negozi al dettaglio. Degni di nota a tal proposito i positivi effetti commerciali presso i clienti, riscontrati attraverso comunicazioni personali, derivati dalla longevità delle piante e dal prolungato mantenimento della fioritura anche in fase post-vendita, in conseguenza, a nostro avviso, della buona dotazione in humus del substrato di coltivazione.
- Stella di Natale: I risultati ottenuti sono stati buoni e significativi. Il substrato utilizzato, a base di torba nera, torba bionda e vermicompost da lombrico, integrato da concime organico pellettato e fertilizzazioni fogliari, ha garantito uno sviluppo delle piante compatto ed omogeneo, anche se complessivamente minore di quello delle piante in coltivazione convenzionale. La mortalità post-trapianto è stata ridotta e non dissimile dal testimone, i rischi di marciumi del colletto o di attacchi di botrite sono stati prevenuti con interventi a base di propoli. La presenza iniziale di Trialeurodes vaporariorum è stata efficacemente contenuta effettuando tre interventi ripetuti con un prodotto a base di Beauveria bassiana. Eventuali attacchi di tripidi sono stati prevenuti con l'utilizzazione di trappole cromotropiche blu.
La colorazione delle brattee fiorali è iniziata a distanza di 100 giorni dal trapianto ed è apparsa intensa ed uniforme, pari a quella del testimone; la commercializzazione si è svolta senza alcuna difficoltà tramite vendita diretta al pubblico. Degni di nota a tal proposito i positivi effetti commerciali presso i clienti, riscontrati attraverso comunicazioni personali, derivati dalla longevità delle piante e dal prolungato mantenimento della fioritura anche in fase post-vendita, in conseguenza, a nostro avviso, della buona dotazione in humus del substrato di coltivazione.

Attività divulgativa:
1) I dati agronomici ed i risultati produttivi della prova sono stati presentati in un convegno pubblico tenuto presso l'ITAS di Pescia in data 10 maggio 2005, sede della prova dimostrativa.
2) Materiale relativo al progetto è stato diffuso negli stands allestiti da AIAB presso fiere, mostre ed eventi a carattere regionale : “SANA” (Bologna 2005); “Mercatino dei prodotti biologici” (Siena, maggio 2005); “Festa delle erbe palustri” (Larciano, maggio 2005);
Ruralia - Mostra su agricoltura, ambiente, fauna, allevamenti, cultura e tempo libero” (Parco di Villa Demidoff di Pratolino, Vaglia, FI); “Biodomenica 2005 in Toscana (Biodomenica itinerante), Biomercato Natalizio”.

Eventuali pubblicazioni tecniche o scientifiche (indicare autori, titolo, rivista o giornale, numero, pagine):
  1. Ferrante A., 2004. La floricoltura biologica come opportunità di riconversione di agrosistemi a forte impatto ambientale e di diversificazione delle produzioni biologiche. FLORTECNICA 12: 66-67
  2. Erba E., Pezzini M., Malandrino L., 2004. Biologico di qualità per tutti. FLORTECNICA 12: 80-83
  3. Scavo N., 2005. Probiorn: primi risultati. CLAMER INFORMA 7-8: 73-75
  4. Di Napoli S., Scavo N., 2006. Sapere per fare: le piante ornamentali. - L'esempio del geranio in vaso. BIOAGRICOLTURA 101: 47-50

Collaborazioni con altri Partner o Ditte interessate o Sponsor del Progetto:
1) C.R.A.-Istituto Sperimentale per la Floricoltura di Pescia

Eventuali collaborazioni con Enti esterni al Progetto:
1) Azienda Botrini e Gonfiantini ss di Pescia
2) ITAS “D. Anzilotti” di Pescia


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